I sindaci di csx chiedono alla Regione di fermare la legge sui Data Center, ma il sindaco di Segrate Paolo Micheli non risulta fra i firmatari
Tra i sottoscrittori anche Andrea Coden di Peschiera Borromeo, Lorenzo Miglioli di Pantigliate e Luigi Gianolli di Paullo. La mancata adesione del sindaco di Segrate pesa politicamente dopo mesi di scontro sul Data Center Cyrus di Redecesio, già in fase di realizzazione e al centro della campagna elettorale segratese
La mancata firma del sindaco di Segrate Paolo Micheli alla lettera con cui oltre cinquanta amministratori lombardi chiedono il rinvio della legge regionale sui Data Center rischia di trasformarsi in un vero macigno politico nel dibattito locale. Soprattutto perché arriva nel pieno della campagna elettorale segratese e dopo mesi di durissimo scontro sul Data Center Cyrus di Redecesio, uno dei temi più divisivi dell’intero confronto politico cittadino e già concretamente entrato nella fase realizzativa.
Da una parte, infatti, gran parte dei sindaci del centrosinistra lombardo chiede oggi a Regione Lombardia più prudenza, maggiori garanzie ambientali e un confronto più approfondito con i territori. Dall’altra, proprio a Segrate, la giunta guidata da Micheli ha già dato il via libera a uno dei più grandi e discussi progetti di Data Center dell’intero territorio metropolitano.
Nel documento inviato ai vertici regionali, i firmatari chiedono il rinvio dell’approvazione del Progetto di Legge regionale n.150 e l’apertura di un confronto più ampio con i Comuni.
Tra i sottoscrittori fra gli altri, figurano il sindaco di Peschiera Borromeo Andrea Coden, il sindaco di Pantigliate Lorenzo Miglioli e il sindaco di Paullo Luigi Gianolli, insieme a numerosi amministratori dell’area metropolitana milanese riconducibili al centrosinistra.
Il nodo politico di Segrate
L’assenza di Micheli non passa inosservata perché le richieste avanzate dai sindaci lombardi coincidono in larga parte con le contestazioni che da mesi le opposizioni segratesi rivolgono alla giunta comunale sul Data Center Cyrus di Redecesio.
Nella lettera, infatti, gli amministratori locali evidenziano i rischi legati agli impatti urbanistici, ambientali, energetici e infrastrutturali dei grandi poli digitali, chiedendo che i Comuni mantengano un ruolo centrale nelle scelte territoriali.
Sono esattamente i temi che hanno infiammato il dibattito politico a Segrate: consumo energetico, impatto sul territorio, trasformazioni urbanistiche, tutela ambientale e ricadute sulle comunità locali.
Ed è proprio qui che emerge la contraddizione politica destinata inevitabilmente a pesare sulla campagna elettorale cittadina. Mentre oggi molti sindaci e amministratori del centrosinistra lombardo chiedono di fermare o rallentare la normativa regionale sui Data Center per ottenere maggiori garanzie ambientali e territoriali, a Segrate sono state proprio le forze del centrosinistra a dare il via libera alla realizzazione del mega Data Center Cyrus di Redecesio, già in costruzione.
Un elemento che rischia di diventare uno dei punti più delicati dello scontro elettorale segratese, anche perché le opposizioni da mesi contestano all’amministrazione comunale di aver sostenuto un intervento considerato troppo impattante per il territorio.
Le preoccupazioni dei sindaci lombardi
Nel comunicato gli amministratori precisano di non essere contrari allo sviluppo tecnologico o alla transizione digitale. Al contrario, riconoscono il ruolo strategico dei Data Center per il sistema economico lombardo.
I sindaci chiedono però strumenti normativi più rigorosi e una pianificazione regionale capace di affrontare il fenomeno in modo organico, evitando che ogni nuovo insediamento venga gestito esclusivamente attraverso singoli procedimenti autorizzativi.
Nel documento vengono richiamate anche le criticità ambientali legate al consumo energetico, al fabbisogno idrico, agli effetti sulle falde acquifere, al rumore, alla qualità dell’aria e al microclima locale, oltre alla tutela delle aree agricole e delle superfici permeabili.
Gli amministratori esprimono inoltre preoccupazione per l’ipotesi di eliminare le compensazioni ambientali in presenza di interventi con forti impatti sul territorio.
Una posizione che, inevitabilmente, riaccende il dibattito anche a Segrate, dove il tema Data Center continua a rappresentare uno dei punti politicamente più sensibili dell’intero scenario amministrativo locale.
Giulio Carnevale
Tutti i firmatari
ARESE – Luca Nuvoli; BASIANO – Stefania Solcia; BASIGLIO – Lidia Reale; BELLINZAGO LOMBARDO – Michele Avola; BINASCO – Liana Castaldo; BOLLATE – Francesco Vassallo; BUCCINASCO – Rino Pruiti; BUSSERO – Massimo Vadori; BUSTO GAROLFO – Giovanni Rigiroli; CALVIGNASCO – Giuseppe Gandini; CAMBIAGO – Maria Grazia Mangiagalli; CASARILE – Silvana Cantoro; CERNUSCO SUL NAVIGLIO – Paola Lorena Colombo; CERRO AL LAMBRO – Gianluca Di Cesare; CESANO BOSCONE – Marco Pozza; COLOGNO MONZESE – Stefano Zanelli; CORSICO – Stefano Ventura; CUGGIONO – Giovanni Cucchetti; CUSANO MILANINO – Carla Pessina; DAIRAGO – Paola Rolfi; GESSATE – Lucia Mantegazza; GORGONZOLA – Ilaria Scaccabarozzi; GUDO VISCONTI – Nunzio Omar Cirulli; INVERUNO – Nicoletta Saveri; LAINATE – Alberto Landonio; LISCATE – Lorenzo Fucci; LOCATE DI TRIULZI – Davide Serranò; MASATE – Pamela Tumiati; NOVA MILANESE – Fabrizio Pagani; NOVIGLIO – Javier Miera; PADERNO DUGNANO – Anna Varisco; PANTIGLIATE – Lorenzo Miglioli; PAULLO – Luigi Gianolli; PESCHIERA BORROMEO – Andrea Coden; PIEVE EMANUELE – Pierluigi Costanzo; PIOLTELLO – Ivonne Cosciotti; POZZUOLO MARTESANA – Angelo Maria Caterina; PREGNANA MILANESE – Angelo Bosani; RESCALDINA – Gilles André Ielo; RHO – Andrea Orlandi; ROSATE – Carlo Tarantola; SEREGNO – Alberto Rossi; SOLARO – Nilde Moretti; TREZZO SULL’ADDA – Diego Torri; TRUCCAZZANO – Franco De Gregorio; VAPRIO D’ADDA – Marco Galli; VERMEZZO CON ZELO – Ada Rattaro; VERNATE – Carmen Manduca; VIMODRONE – Dario Veneroni; VIZZOLO PREDABISSI – Luisa Salvatori; CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO – Daniele Del Ben.
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