Il tracollo della Lega a Segrate, dal primato del passato al rischio esclusione dal consiglio comunale
Con oltre metà delle sezioni scrutinate il partito di Salvini scivola al 2,4 per cento, un abisso rispetto all'8,7 per cento e ai due seggi della scorsa legislatura
Le operazioni di scrutinio per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Segrate hanno superato la boa della metà, consegnando un verdetto che va ben oltre la semplice sfida tra i candidati sindaco e delinea un vero e proprio terremoto politico nel campo del centrodestra. Con 22 sezioni scrutinate su 37, i dati ufficiali delle ore 19:46 mostrano un panorama ormai consolidato: il candidato del centrosinistra, Francesco Di Chio, viaggia spedito verso la riconquista della fascia tricolore al primo turno con il 54,61 per cento delle preferenze. Ma se il dato del vertice appare ormai orientato verso la continuità, è nelle retrovie della coalizione sfidante che si registra la notizia più clamorosa di questa tornata elettorale: il crollo verticale della Lega, che sembra destinata a una storica quanto dolorosa esclusione dalla massima assise cittadina.
Il confronto con il 2020: la fine di un'epoca per il Carroccio
Il dato che sta lasciando increduli gli osservatori politici è il confronto impietoso con la scorsa legislatura. Nelle elezioni amministrative del 20-21 settembre 2020, la Lega era riuscita a chiudere la partita con un pur sofferto 8,7 per cento, un risultato che aveva comunque permesso al partito di via Bellerio di sedere tra i banchi dell'opposizione con ben due consiglieri comunali in minoranza. Oggi, quel patrimonio di voti e di rappresentanza sembra essere stato letteralmente polverizzato. Con solo 186 voti raccolti finora su un totale di oltre settemila preferenze per le liste, il Carroccio si attesta su un misero 2,40 per cento. Si tratta di una perdita secca di oltre sei punti percentuali in sei anni, un tracollo che relega la forza politica ai margini del consiglio comunale, con il rischio concreto di non riuscire a scattare per alcun seggio nella futura ripartizione.
Alessandrini e la redistribuzione dei pesi nel centrodestra
All'interno della coalizione a sostegno di Adriano Alessandrini, che insegue a quota 41,50 per cento con 3.585 voti, la geografia interna è stata completamente ridisegnata. Mentre la Lega affonda, altre forze sembrano aver retto meglio l'urto della polarizzazione. La lista civica Amiamo Segrate guida lo schieramento con il 18,37 per cento, seguita da Fratelli d'Italia al 12,18 per cento e da Forza Italia-PPE che si attesta al 8,82 per cento. In questo contesto, il 2,40 per cento della Lega appare come un dato di estrema debolezza, segno che l'elettorato di centrodestra ha preferito premiare la proposta civica o i partiti nazionali in crescita, svuotando di fatto il bacino elettorale leghista. Per il partito che un tempo era l'ago della bilancia della politica locale, il risultato odierno rappresenta il punto più basso della propria storia recente a Segrate.
Di Chio verso il trionfo e la marginalità di Sirtori
Mentre il centrodestra analizza le proprie ferite interne, Francesco Di Chio vede avvicinarsi il traguardo della vittoria immediata. Con 4.717 voti incassati, il vicesindaco uscente mantiene una forbice di oltre tredici punti percentuali su Adriano Alessandrini. A trainare la volata è il Partito Democratico con il 19,10 per cento, tallonato dalla lista personale Francesco Di Chio Sindaco al 18,12 per cento. Anche le forze minori del centrosinistra, come la Lista Paolo Micheli Segrate Nostra (10,15 per cento), contribuiscono in modo determinante a blindare un risultato che sembra non lasciare spazio a ballottaggi. In questo scenario di forte polarizzazione, anche la "terza via" rappresentata da Luca Sirtori resta schiacciata: pur raccogliendo 336 voti (pari al 3,89 per cento), lo sfidante civico non sembra in grado di incidere sugli equilibri di una partita che si sta chiudendo molto prima del previsto.
Una nuova mappa politica per la città
Il dato definitivo dell'affluenza, che si è fermato al 54,39 per cento, aveva già fatto presagire un cambiamento nelle abitudini di voto dei segratesi, ma i numeri dello scrutinio delle 22 sezioni certificano una trasformazione ancora più profonda. La sparizione della Lega dai banchi del consiglio comunale, se confermata nelle restanti 15 sezioni, segnerebbe un cambio di paradigma totale. Per il partito di Salvini si aprirebbe una fase di profonda autocritica, dovendo spiegare come sia stato possibile passare dai due consiglieri di minoranza del 2020 a una totale irrilevanza istituzionale nel 2026. La città di Segrate si appresta dunque a vivere una nuova stagione amministrativa sotto la guida di Francesco Di Chio, ma con una geografia delle opposizioni radicalmente mutata e priva di uno dei suoi protagonisti storici.
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