«Rimettere al centro le persone»: Lantieri e Segrate Libera chiedono a Di Chio dove erano prima
La parola chiave del programma del candidato sindaco è «rimettere». Undici anni in giunta, la testimonianza dell'ex vicesindaco Mongili sull'«immobilismo più totale» e il caso della Onlus sfrattata dagli spazi per le madri con minori
Daniele Lantieri e Segrate Libera pubblicano il 17 aprile il secondo intervento della serie dedicata al programma elettorale di Francesco Di Chio. Per ogni promessa, ricorda Lantieri, una sola domanda: «Avresti potuto farlo quando eri in giunta?». Stavolta tocca ai servizi alla persona.
La parola che tradisce tutto
Di Chio ha dichiarato di voler «rimettere al centro le persone, partendo dai più fragili, dai giovani e dalle famiglie». Lantieri si ferma su un dettaglio linguistico che considera rivelatore: «La parola che conta è "rimettere". Rimettere al centro qualcosa che era al centro e poi si è spostato. O qualcosa che non è mai stato abbastanza al centro». Una scelta lessicale che, secondo Lantieri, contiene implicitamente un'ammissione.
Undici anni allo stesso tavolo
Di Chio non è un candidato che arriva dall'esterno, ricorda Lantieri. È stato assessore allo Sport, alle Associazioni e al Commercio dal 2015, poi vicesindaco. «Undici anni al governo della città», scrive. «Non come consigliere di opposizione, non come osservatore esterno — come membro attivo della giunta che ha preso ogni decisione».
A supporto della sua analisi, Lantieri cita ancora una volta le parole dell'ex vicesindaco Manuela Mongili, che quella giunta la conosceva dall'interno: «immobilismo più totale» e «mancanza di idee». «Non è una valutazione dell'opposizione», sottolinea Lantieri. «È la testimonianza di chi era seduta allo stesso tavolo».
Non solo una questione di bilancio
Lantieri allarga il ragionamento oltre la questione finanziaria. I servizi alla persona — assistenza domiciliare, supporto alle famiglie in difficoltà, spazi per gli anziani, politiche giovanili strutturate — secondo Lantieri «non dipendono solo dal bilancio. Dipendono da scelte di priorità, da come si organizzano gli uffici, da quali collaborazioni si cercano con il terzo settore, da quanta attenzione si dedica ai quartieri periferici».
A confermare questa lettura, Lantieri cita un caso concreto riportato da segrate.info: una Onlus costretta a lasciare spazi destinati a madri con minori. «Uno dei tanti segnali», scrive, «di un'attenzione ai servizi sociali che non sempre è stata all'altezza delle promesse».
La domanda che resta
La chiusura di Lantieri è la stessa per ogni intervento della serie, ma stavolta suona particolarmente diretta: «Se rimettere le persone al centro è la priorità di oggi, la domanda è semplice: dov'erano le persone nelle priorità di ieri?»
La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni continuerà a seguire la serie in vista delle elezioni comunali.
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