Segrate, mensa scolastica di San Felice: famiglie penalizzate dalle tariffe più alte
Interrogazione della Lega in Consiglio comunale sulle differenze di costo rispetto a Pioltello e Peschiera Borromeo
Nel quartiere di San Felice torna al centro del dibattito politico il tema della refezione scolastica. I consiglieri comunali della Lega, Marco Carandina e Roberto Viganò hanno presentato un’interrogazione rivolta al sindaco e alla presidenza del Consiglio comunale per fare chiarezza sulle tariffe applicate alle famiglie residenti a Segrate, giudicate più onerose rispetto a quelle in vigore nei Comuni confinanti.
Il quartiere di San Felice rappresenta da sempre una realtà urbana unitaria, ma suddivisa amministrativamente tra Segrate, Peschiera Borromeo e Pioltello. Una frammentazione che, nel tempo, ha prodotto differenze significative nell’accesso ai servizi, in particolare per quanto riguarda la mensa scolastica del plesso dell’Istituto comprensivo “Rosanna Galbusera”, situato fisicamente nel territorio segratese.
Il confronto con i Comuni limitrofi
Negli ultimi mesi Peschiera Borromeo e Pioltello hanno rivisto le rispettive convenzioni, stanziando risorse proprie per garantire alle famiglie un sistema tariffario basato sulle fasce ISEE comunali. Una scelta che ha portato a riduzioni concrete dei costi e a un maggiore equilibrio tra residenti dello stesso quartiere.
Dal confronto tra i diversi piani tariffari emerge però come le famiglie segratesi continuino a sostenere costi più elevati, nonostante il servizio, la scuola frequentata e il gestore siano gli stessi. Secondo quanto segnalato, il differenziale può arrivare fino a 1,50 euro a pasto, una cifra che, moltiplicata per l’intero anno scolastico, pesa in modo significativo sui bilanci familiari, soprattutto per i nuclei con più figli.
Riduzioni meno favorevoli per i secondi figli
Un altro elemento messo in evidenza riguarda le agevolazioni per i figli aggiuntivi. A Pioltello la riduzione prevista è del 25 per cento, a Peschiera Borromeo del 40 per cento, mentre a Segrate si ferma al 15 per cento, con una riduzione che scende al 10 per cento per la fascia ISEE più alta.
Le domande all’Amministrazione comunale
Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono all’Amministrazione per quali motivazioni economiche, contrattuali o organizzative vengano applicate tariffe più elevate e se sia stata effettuata un’analisi comparativa dei costi del servizio rispetto ai Comuni limitrofi. Viene inoltre chiesto se le condizioni contrattuali con il gestore o l’organizzazione del servizio incidano sull’attuale tariffazione.
Al centro del documento anche una riflessione di prospettiva: valutare una possibile revisione delle tariffe, una rimodulazione delle fasce ISEE o una rinegoziazione delle condizioni di servizio, con l’obiettivo di garantire maggiore equità territoriale. L’interrogazione si chiude chiedendo se questo approccio possa essere esteso anche ad altri servizi educativi del quartiere, come i nidi d’infanzia e le relative graduatorie.
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Redazione 



















