Segrate, presentata la lista civica “Francesco Di Chio sindaco”
A San Felice è stato svelato il simbolo della formazione che sostiene il candidato del centrosinistra: in squadra molti volti nuovi provenienti dai quartieri della città, con l’obiettivo di affrontare la campagna elettorale puntando su mobilità, famiglie, territorio e sicurezza
È stata presentata nella serata di martedì 24 marzo 2026, a San Felice di Segrate, la lista civica “Francesco Di Chio sindaco”, formazione che sosterrà la corsa a Palazzo comunale del candidato del centrosinistra Francesco Di Chio. Nel corso dell’incontro è stato svelato il logo ufficiale della lista e sono stati presentati anche i candidati che ne faranno parte.
Una squadra che parte dai quartieri
Tra gli elementi messi in evidenza durante la presentazione c’è la composizione della lista, descritta come espressione diretta della società civile e dei diversi quartieri di Segrate. Molti, infatti, sono i volti nuovi coinvolti nel progetto politico, persone già impegnate nella comunità in forme e ruoli differenti.
Il richiamo alla società civile
Nel suo intervento, Di Chio ha insistito sul valore civico della lista e sul significato della partecipazione diretta di cittadini provenienti da esperienze diverse. «Sono persone della società civile che hanno scelto di metterci la faccia e l’impegno, con entusiasmo, competenza e un forte senso civico. Ho voluto costruire una squadra che rappresenti tutti i quartieri e valorizzi esperienze diverse, perché per noi la diversità è una ricchezza e una grande opportunità».
I temi al centro della campagna
Quattro i pilastri programmatici indicati in questa prima fase: una mobilità più efficiente con trasporti pubblici migliori; il sostegno a famiglie, giovani e anziani; la tutela del territorio e dei parchi; quartieri più curati e sicuri. «Un impegno che porterò avanti insieme a tutte quelle persone che ogni giorno contribuiscono a rendere Segrate viva, inclusiva e accogliente. Ci vediamo in giro. E, come avrete capito, non sarò da solo!», ha concluso il candidato.
L’esordio pubblico della civica ha segnato un passaggio importante nella fase iniziale della campagna elettorale segratese. Accanto al candidato sindaco sono stati infatti mostrati i volti della squadra che lo accompagnerà nei prossimi due mesi, in vista del voto amministrativo.
Tra gli elementi messi in evidenza durante la presentazione c’è la composizione della lista, descritta come espressione diretta della società civile e dei diversi quartieri di Segrate. Molti, infatti, sono i volti nuovi coinvolti nel progetto politico, persone già impegnate nella comunità in forme e ruoli differenti.
A sottolinearlo è stato lo stesso Francesco Di Chio, che ha rivendicato la volontà di costruire una squadra ampia e rappresentativa. «Ecco la mia splendida squadra: la lista che porta il mio nome e cognome! È solo una parte delle amiche e degli amici che mi accompagneranno in questi due mesi di campagna elettorale e, se i segratesi lo vorranno, anche nei prossimi cinque anni di mandato al servizio della nostra città».
Nel suo intervento, Di Chio ha insistito sul valore civico della lista e sul significato della partecipazione diretta di cittadini provenienti da esperienze diverse. «Sono persone della società civile che hanno scelto di metterci la faccia e l’impegno, con entusiasmo, competenza e un forte senso civico. Ho voluto costruire una squadra che rappresenti tutti i quartieri e valorizzi esperienze diverse, perché per noi la diversità è una ricchezza e una grande opportunità».
Parole che delineano con chiarezza l’impostazione della civica, pensata come contenitore di energie territoriali e come strumento di raccordo con la città reale, a partire dalle sue sensibilità e dalle sue esigenze quotidiane.
Nel discorso del candidato non è mancato un passaggio dedicato al metodo e ai contenuti della campagna elettorale. «Faremo una campagna elettorale tra le persone, porta a porta, ascoltando e condividendo idee, raccontando il futuro che immaginiamo per Segrate e le tante proposte concrete per migliorare la qualità della nostra vita», ha spiegato Francesco Di Chio.
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