VAS chiusa, VIA aperte: Lantieri e Segrate Libera smontano la comunicazione ambientale sul datacenter

Il Comune ha concluso la procedura urbanistica comunale. Ma le valutazioni sui generatori diesel da 132 MW sono ancora in corso al Ministero dell'Ambiente. E il progetto finale prevede due datacenter, non uno

Le strade del quartiere non sono adatte al traffico pesante che il cantiere e poi l'impianto genereranno

Le strade del quartiere non sono adatte al traffico pesante che il cantiere e poi l'impianto genereranno

Daniele Lantieri e Segrate Libera pubblicano un nuovo intervento dedicato al Decreto di Esclusione VAS relativo al Permesso di Costruire Convenzionato n. 11/2024 per il datacenter CyrusOne — il documento pubblicato dal Comune di Segrate il 15 ottobre 2025. Un atto tecnico-amministrativo che, scrive Lantieri, «crea una percezione di completezza che non riflette la realtà: le procedure ambientali più rilevanti sono ancora in corso altrove».

Cosa significa davvero il Decreto di Esclusione VAS

Lantieri dedica spazio a spiegare lo strumento in termini accessibili. La VAS — Valutazione Ambientale Strategica — è la procedura che valuta gli impatti ambientali di piani e programmi urbanistici prima che vengano approvati. Per i Permessi di Costruire Convenzionati come questo, la legge regionale lombarda prevede una fase preliminare di verifica: si stabilisce se il progetto debba essere sottoposto a VAS completa oppure no. Il Decreto di Esclusione significa che il Comune ha concluso questa verifica stabilendo che non serve la procedura approfondita.

Il punto critico, secondo Lantieri, è che questo decreto «non valuta e non può valutare gli impatti specifici dei generatori diesel da 132 MW. Quella valutazione è di competenza esclusiva del MASE — ed è nelle procedure ancora aperte». La conclusione è diretta: «Un padre di famiglia che legge "è stato pubblicato il Decreto di Esclusione VAS" potrebbe ragionevolmente pensare che le questioni ambientali siano risolte. Non è così».

Il mosaico cronologico

Lantieri ricostruisce il percorso autorizzativo completo mettendo insieme tutti i documenti analizzati. Ad aprile 2024 il Consiglio Comunale approva la perequazione urbanistica con la cessione del Golfo Agricolo e il trasferimento dei diritti edificatori sull'ex-CISE. A maggio 2024 parte la prima procedura VIA nazionale al MASE sui generatori diesel. Tra giugno e luglio 2024 arrivano gli annunci pubblici con le promesse sul teleriscaldamento gratuito. A giugno 2025 viene pubblicato il Rapporto Ambientale e convocata la Conferenza VAS comunale. Ad ottobre 2025 arriva il Decreto di Esclusione VAS. A novembre 2025 parte la seconda procedura di ottemperanza VIA al MASE. A dicembre 2025 la prima procedura si chiude positivamente. A febbraio 2026 parte la terza. Il 25 marzo 2026 viene posata la prima pietra e aperto il cantiere — con due procedure VIA ancora aperte. Ad aprile 2026, al momento della pubblicazione dell'intervento, le procedure 14532 e 14430 sono ancora in istruttoria.

Lo studio di traffico che nessuno cita

Lantieri segnala un elemento contenuto nello Studio di Traffico depositato da CyrusOne per la procedura VAS, datato aprile 2024 e accessibile dalla sezione Trasparenza Urbanistica del Comune. Lo studio tecnico del proponente stesso, scrive Lantieri, «riconosce esplicitamente che una delle strade di accesso ha una carreggiata molto ridotta e non risulta adatta ad accogliere il traffico di mezzi pesanti che servirà durante la costruzione e poi durante l'esercizio del datacenter».

La soluzione prevista è la nuova bretella tra via Piaggio e via delle Regioni, da realizzarsi come opera pubblica compensativa. Ma la bretella non esiste ancora. «Nel frattempo, durante tutta la fase di costruzione, i mezzi pesanti — camion di demoliti, materiali da costruzione, autocisterne per il gasolio — percorrono le strade esistenti del quartiere», scrive Lantieri. «Strade che lo stesso studio di traffico riconosce come non adatte a quel tipo di traffico». E aggiunge: «Come padre di famiglia con i figli che vanno a scuola passando per quelle strade ogni mattina, questo non è un dettaglio tecnico astratto. È la realtà quotidiana di via delle Regioni e delle strade adiacenti da marzo 2026».

Due datacenter, non uno

Dallo stesso studio di traffico emerge, secondo Lantieri, un elemento che «viene raramente menzionato chiaramente nella comunicazione pubblica». Il progetto definitivo prevede due edifici sul sito ex-CISE, non uno. Il documento tecnico depositato al Comune recita, riporta Lantieri: «Il progetto di riqualificazione urbana prevede la demolizione degli edifici esistenti, per un totale di 34.836 mq di SL e la ricostruzione di due edifici principali, destinati ad ospitare due datacenter». MIL1 è il primo. MIL2 — stimato in 54 MW secondo i documenti VIA — è già pianificato. Le procedure VIA al MASE riguardano entrambi gli edifici, per un totale stimato di oltre 130 MW di generatori. «Quando si parla di impatto ambientale», scrive Lantieri, «si sta parlando di un impianto che alla fine avrà il doppio di quanto dichiarato alla cerimonia della prima pietra».

La sintesi in tre punti

Lantieri chiude con una valutazione articolata in tre punti distinti. Il primo: «Il processo è formalmente in regola. Il Comune ha seguito l'iter previsto dalla legge regionale. Non ci sono violazioni procedurali documentate». Il secondo: «Il percorso è stato lungo e complesso. Dalla delibera del Consiglio Comunale di aprile 2024 al cantiere di marzo 2026 sono passati quasi due anni. Non è un progetto approvato in fretta. Ma alcune domande fondamentali — rumore, qualità dell'aria, monitoraggio — non hanno ancora una risposta definitiva certificata». Il terzo — «quello che cambia tutto», scrive — è che «lo stesso proponente, nel suo studio di traffico, ha riconosciuto che le strade del quartiere non sono adatte al traffico pesante che il cantiere e poi l'impianto genereranno. La soluzione è la nuova bretella. La bretella non c'è ancora. I camion circolano già».

La chiusura è personale e diretta: «Come padre di famiglia, non sono contrario al progresso. Sono contrario all'idea che il progresso debba passare per il cortile della scuola dei miei figli, su strade che lo stesso costruttore riconosce come inadeguate, mentre le autorizzazioni ambientali sono ancora in corso».

La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni continuerà a seguire la serie in vista delle elezioni comunali.