Simone Ferrari, il pilone di Segrate che guida la mischia azzurra: la vittoria contro l’Inghilterra lo consacra top player

Dalle giovanili dell’Amatori Milano al rugby internazionale: la storia del campione della Nazionale raccontata anche attraverso le parole del padre Pietro

Simone e Pietro Ferrari

Simone e Pietro Ferrari Fotomotaggio AI

Dall’infanzia a Segrate al rugby professionistico

Tra i protagonisti del rugby italiano degli ultimi anni c’è Simone Ferrari, pilone della Nazionale e del Benetton Rugby, atleta cresciuto a Segrate e oggi punto di riferimento della mischia azzurra. Nato il 28 marzo 1994, Ferrari è l’ultimo di quattro figli della famiglia Ferrari e ha scoperto il rugby quasi per caso. Dopo alcuni tentativi nel calcio, con risultati poco soddisfacenti, fu il fratello maggiore a portarlo per la prima volta, a nove anni, al campo dell’Amatori Milano di Rubattino. Da quel momento scattò quello che il padre Pietro Ferrari definisce «un amore a prima vista».
La crescita sportiva di Simone è stata rapida. Dopo il percorso nelle giovanili milanesi, il pilone ha iniziato a emergere nel panorama nazionale fino a conquistare stabilmente la maglia azzurra. Nel corso degli anni è diventato uno dei pilastri della prima linea italiana, grazie alla sua solidità in mischia e alla capacità di mantenere un rendimento costante anche nelle partite più dure.

I primi passi nel rugby e l’Accademia federale

La formazione rugbistica di Simone Ferrari si sviluppa inizialmente proprio all’interno dell’Amatori Milano, dove cresce nel settore giovanile dopo aver abbandonato il calcio. Il talento e la determinazione lo portano presto a compiere un passo importante: a 16 anni entra nell’Accademia federale di Parma, uno dei principali centri di formazione del rugby italiano.
Per essere ammesso al progetto federale dovette firmare un impegno a non trasferirsi all’estero nei due anni successivi al termine del percorso formativo. Una clausola che, nel 2012, gli impedì di accettare la proposta dello Stade Français, club prestigioso del rugby francese che aveva mostrato interesse per il giovane pilone. Nonostante questa occasione mancata, Ferrari proseguì il suo percorso di crescita nel rugby italiano, consolidando le basi tecniche e fisiche che negli anni successivi lo avrebbero portato ai massimi livelli.

Le esperienze nei club e l’approdo al Benetton

Nel 2013 Simone Ferrari iniziò la sua esperienza nel rugby seniores con il Mogliano Rugby, una delle squadre più solide del panorama nazionale. Con il club veneto ebbe l’opportunità di disputare anche incontri nelle competizioni europee, prendendo parte alla Challenge Cup.
Alla fine di quella stagione Ferrari decise però di interrompere il contratto con Mogliano per tornare a Milano e vestire la maglia del Rugby Milano. Fu una scelta importante per il suo percorso personale e sportivo, che gli consentì di continuare a crescere e maturare esperienza.
Nel 2015 arrivò la svolta: Ferrari tornò in Veneto, questa volta per entrare nel Benetton Rugby, la franchigia italiana impegnata nel campionato internazionale Pro12. Con la squadra di Treviso fece il suo esordio nella competizione e iniziò a costruire una carriera sempre più solida a livello professionistico.

Un protagonista della Nazionale italiana

La carriera internazionale di Simone Ferrari è ormai consolidata. Con oltre settanta presenze in Nazionale, il pilone azzurro è stato protagonista di numerose edizioni del Sei Nazioni, torneo in cui è presente stabilmente dal 2016 e nel quale ha partecipato alle edizioni dal 2018 al 2025.
Il debutto in maglia azzurra arrivò il 19 novembre 2016 allo stadio Artemio Franchi di Firenze. Il commissario tecnico Conor O'Shea lo fece entrare nel secondo tempo della partita tra Italia e Sudafrica. Quella gara si concluse con la vittoria azzurra per 20-18, un risultato storico perché rappresentò il primo successo dell’Italia contro una delle grandi nazionali dell’Emisfero Sud.
A causa di un infortunio Ferrari non poté essere disponibile per il Sei Nazioni successivo, ma tornò presto a disposizione della Nazionale per il tour estivo tra Pacifico e Australia, iniziando così un percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei piloni più affidabili della squadra.

Il successo con il Benetton Rugby

Parallelamente all’esperienza in Nazionale, Simone Ferrari è diventato una colonna del Benetton Rugby di Treviso. Con la franchigia veneta ha conquistato uno dei traguardi più importanti della storia del rugby italiano: la vittoria della Pro14 Rainbow Cup nel 2021, primo trofeo internazionale mai vinto da una squadra italiana.
Il club biancoverde ha confermato la fiducia nel pilone azzurro rinnovando il contratto fino al 30 giugno 2029, segno della centralità del giocatore nel progetto tecnico della squadra. Oggi Ferrari vive a Treviso, dove si dedica completamente alla carriera professionistica, mantenendo però un forte legame con il territorio da cui proviene.

Le esperienze ai Mondiali di rugby

Il percorso internazionale di Simone Ferrari lo ha portato anche a partecipare alle più importanti competizioni del rugby mondiale. Nel 2019 ha fatto parte della squadra italiana impegnata nella Coppa del Mondo disputata in Giappone, uno dei tornei più prestigiosi del panorama rugbistico internazionale.
Quell’esperienza ha rappresentato un passaggio importante nella crescita del pilone azzurro, che negli anni successivi ha continuato a essere una presenza stabile nella Nazionale italiana, partecipando anche alla Coppa del Mondo del 2023 in Francia.

La rinascita dopo il grave infortunio

Uno dei momenti più difficili della carriera di Simone Ferrari è stato il grave infortunio al ginocchio subito nel 2020. Un episodio che avrebbe potuto cambiare il destino sportivo di molti atleti. Ferrari, invece, ha affrontato la riabilitazione con grande determinazione, tornando progressivamente ai livelli più alti del rugby internazionale.
Secondo chi lo conosce bene, proprio quell’esperienza ha contribuito a trasformarlo in un giocatore ancora più completo e moderno, capace di adattarsi alle caratteristiche del rugby contemporaneo, sempre più veloce e spettacolare.

Il racconto del padre Pietro

A raccontare l’uomo dietro il campione è il padre Pietro Ferrari, da sempre impegnato nello sport e nella vita sociale della città. Pietro confessa che la moglie fatica a guardare le partite del figlio perché teme sempre di vederlo farsi male. Ricorda con emozione il giorno dell’esordio in Nazionale: «Quando Simone ha giocato la sua prima partita con l’Italia, mia moglie mi ha stretto la mano per tutta la durata dell’incontro. Era talmente agitata che sudava freddo».
Pietro spiega che la crescita di un campione passa soprattutto dalla condivisione della passione sportiva all’interno della famiglia: «È importante accompagnare i figli nei loro ambienti sportivi e vivere con loro quella passione. Nel rugby si trovano valori che arricchiscono molto».

I valori del rugby e il ruolo sociale dello sport

Per Pietro Ferrari, il rugby rappresenta anche un modello educativo. «È uno sport dove non esiste il tifo contro, ma solo a favore della propria squadra. Alla fine della partita si festeggia insieme nel famoso terzo tempo. In campo si combatte con grande intensità, ma appena finisce la partita si torna amici».
Pietro racconta di aver ricoperto anche il ruolo di presidente di una squadra di calcio a Segrate e osserva come, soprattutto nei settori giovanili, talvolta alcuni genitori eccedano nei comportamenti, dando un cattivo esempio ai ragazzi. «Mi auguro che i valori del rugby possano diffondersi sempre di più anche negli altri sport».
Secondo lui, il rugby svolge anche una funzione sociale importante perché insegna rispetto, disciplina e spirito di squadra, qualità che aiutano i giovani a crescere non solo come atleti ma anche come persone.

L’orgoglio di una famiglia e di un territorio

Oggi Simone Ferrari è un atleta affermato, fidanzato e completamente dedicato alla sua carriera professionistica. Ma per la famiglia resta sempre il ragazzo che, a nove anni, scoprì il rugby in un campo milanese.
Il padre non nasconde l’orgoglio per il percorso del figlio, diventato uno dei simboli del rugby italiano contemporaneo. Un orgoglio che è condiviso anche dal territorio di Segrate e del Sud Est Milano, che continua a seguire con attenzione le imprese sportive di uno dei suoi figli più illustri.

La consacrazione nella storica vittoria contro l’Inghilterra

Il percorso di crescita internazionale di Simone Ferrari ha trovato una consacrazione simbolica con la nazionale. nella storica vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra nel Sei Nazioni, disputata allo Stadio Olimpico di Roma sabato 7 marzo 2026. In quella partita, che ha segnato la prima affermazione assoluta degli azzurri contro la nazionale che ha inventato il rugby, Ferrari è stato tra i protagonisti della solidità della mischia italiana.
Una prestazione che ha confermato il valore del pilone segratese a livello internazionale. Per molti osservatori del rugby europeo, proprio quella vittoria ha definitivamente consacrato Simone Ferrari come un top player internazionale, capace di competere ai massimi livelli contro alcune delle squadre più forti del mondo.