Superbonus 110%, blocco del credito di imposta, Stefano Faita scrive al premier Draghi e ai ministri Franco e Giorgetti: «Fate presto»

L'operatore edilizio di Settala (Mi) si schiera al fianco dei piccoli proprietari di casa: «Queste famiglie vivono nell’incertezza, temono che i sacrifici di una vita vadano persi a causa di questa situazione. Stanno pagando colpe non loro»

Stefano Faita

Stefano Faita

«Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Mario Draghi, la presente per chiederVi di fare presto. È necessario fare uno sforzo per non penalizzare eccessivamente i piccoli proprietari di casa, spesso di prima casa, che hanno realizzato gli Studi di fattibilità, necessari a dare il via ai lavori, per poi usufruire delle agevolazioni fiscali contenute nel Decreto Rilancio. Queste famiglie hanno aderito con fiducia all’iniziativa del Governo, senza gli incentivi sugli interventi di ristrutturazione edilizia per il miglioramento dell’efficienza energetica difficilmente potrebbero economicamente sostenere il salto di due classi energetiche, oppure ridurre il rischio sismico attraverso interventi strutturali. In questo caso gli edifici coinvolti sono la singola unità immobiliare indipendente nonché gli edifici plurifamiliari, oppure le singole unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti. Gli operatori a cui si sono rivolti per la realizzazione dei lavori edilizi, a causa delle stop all’acquisto dei crediti di imposta da parte del sistema creditizio, non hanno più la liquidità  per affrontare le commesse, non aprono i cantieri e quelli aperti sono fermi», con queste parole comincia la lettera che Stefano Faita  portavoce delle aziende settalesi  Sicurcond Srl e Cosmart  Srl ha inviato il 3 maggio 2022 al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi; al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco; al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. «Il cambio delle regole in corsa – si legge ancora nella comunicazione di posta elettronica certificata inviata al Governo - oltre che tutto il settore edilizio, ha penalizzato soprattutto i piccoli proprietari immobiliari. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2022 della Legge 27 aprile 2022, n. 34 di conversione del Decreto Legge n. 17/2022 (Decreto Bollette) porta in dote il quindicesimo intervento del legislatore che riguarda a vario titolo il superbonus 110% e il meccanismo di cessione del credito. Lo dimostra la decisione di Poste Italiane di non acquistare più crediti indiretti (da sconto in fattura) o il blocco di CDP e di molti istituti bancari con conseguente crisi di liquidità delle società cessionarie dei crediti d’imposta dei bonus fiscali dei loro clienti. Tutto ciò ha causato una semi-paralisi di tutta la filiera, che utilizzava lo strumento della cessione del credito come pagamento delle rispettive prestazioni.  A tale scenario, nel corso dello stesso intervallo di tempo, è altresì occorso l’aumento del costo della manodopera causato dalla difficile reperibilità sul mercato degli appaltatori specializzati in possesso tutti i requisiti di legge per l’ottenimento dei bonus fiscali (in futuro sembra verrà richiesta addirittura una certificazione con specifico “bollino” delle società operatici nell’edilizia, che comporterà degli ulteriori ritardi). Tale situazione ha rallentato tutte le procedure per avviare i cantieri, e il conseguente aumento dei prezzi, a volte in modo speculativo, ha creato un clima di sfiducia. È evidente che il clima di fiducia dei principali players nazionali impegnati nell'acquisto delle detrazioni sia diminuito considerevolmente. Inoltre – continua Stefano Faita -, siamo ancora una volta in attesa di pubblicazione del DEF e dei vari aggiornamenti del prezziario, che determinerà le linee guida per i successivi passaggi. Sicurcond e Cosmart, le aziende di cui sono portavoce, hanno realizzato numerose prestazioni professionali per gli Studi di Fattibilità a piccoli proprietari immobiliari, che oggi versano in uno stato di preoccupazione esasperato. Queste famiglie vivono nell’incertezza, temono che i sacrifici di una vita vadano persi a causa di questa situazione. Stanno pagando colpe non loro».

La lettera accorata del dinamico imprenditore  del Sud  Est Milano termina con la solidarietà  e vicinanza a tutte le famiglie interessate e con un appello al Governo: «Nonostante non abbiamo obblighi contrattuali con tutte queste famiglie, noi ci sentiamo molto vicini a tutti loro.  Abbiamo un impegno morale nei loro confronti a cui non ci vogliamo sottrarre. Ci stiamo attivando a tutti i livelli, affinché, a pagare tutto questo, non siano persone oneste che hanno creduto al Governo. Siamo al loro fianco. Per questo motivo Vi rivolgiamo un accorato appello: intervenite il prima possibile, per riportare questa situazione alla normalità, il tempo stringe, e il rischio è alto».

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