Bosco di Rogoredo, continuano le segnalazioni di spaccio e degrado, ma si ottengono 300.000 euro per il presidio sociosanitario
Di Marco: «Riteniamo che la presenza di servizi come l'ambulanza e il personale sanitario sia imprescindibile per sicurezza e salute». De Corato: «è ancora ben presente il via-vai di pusher e delinquenti. Servono presidi fissi h. 24 delle Forze dell’Ordine».
La questione del “bosco di Rogoredo”, area verde vicina alla stazione ferroviaria di Milano Rogoredo e al confine con San Donato Milanese, torna al centro dell’attenzione tramite due comunicati presentati da: il consigliere regionale M5S Nicola Di Marco, che ha annunciato lo stanziamento, dal bilancio di regione Lombardia 2026/2028 approvato nei giorni scorsi, di 300.000 euro per il presidio sociosanitario, e il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che ha denunciato la persistenza dei fenomeni di spaccio e la necessità di presidi fissi delle Forze dell’Ordine. La zona è stata, anche negli ultimi mesi, fonte di grande preoccupazione per i cittadini, con frequenti segnalazioni di spaccio e degrado, oggetto di numerosi controlli da parte della Polizia Ferroviaria e al centro di un acceso dibattito politico sulle strategie di sicurezza e presidio sociosanitario
Trecentomila euro per il presidio sociosanitario
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia, Nicola Di Marco, ha dettagliato il progetto del presidio, dichiarando: «Riteniamo che la presenza di servizi come l'ambulanza e il personale sanitario sia imprescindibile, sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per quanto riguarda la salute di tanti ragazzi e ragazze che finiscono per perdersi nell’inferno delle dipendenze. I presìdi sul territorio salvano vite e favoriscono l’aggancio ai percorsi di cura e disintossicazione. La sicurezza non si fa con i proclami, ma attraverso la presenza attiva di servizi sul territorio. È evidente come la sola presenza di un presidio non sia condizione sufficiente alla soluzione di tutte le problematiche della zona, ma che la presenza di personale sanitario debba essere costantemente supportata da quella delle Forze dell’Ordine».
Critiche politiche e richieste di sicurezza
Il deputato di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ha commentato la situazione dell’area: «Alcuni cittadini mi hanno riferito che a Rogoredo, in prossimità di San Donato Milanese, è ancora ben presente il via-vai di pusher e delinquenti. Sono stato informato, inoltre, che nei giorni scorsi la cancellata di via Orwell, che delimita appunto la vasta area di spaccio con la Stazione ferroviaria, è stata vandalizzata e aperta rendendo facile il continuo entrare/uscire di quei malviventi. Per contrastare tutto questo alto tasso di malavita in quella zona, servono presidi fissi h. 24 delle Forze dell’Ordine con il supporto giornaliero anche della Polizia Locale che in rarissime occasioni si è vista. Per anni, a Rogoredo, il Municipio 4 e il Comune di Milano a guida Centrosinistra, sono stati protagonisti di sfilate a suon di musica e poesia alle quali hanno partecipato, molto interessati, anche spacciatori, tossici e drogati. Questo è quanto hanno fatto fino a qualche mese in quel quartiere Sala e compagni».
Un fenomeno persistente e complesso
Il bosco di Rogoredo rimane una delle principali piazze di spaccio di Milano. Recenti controlli della Polizia Ferroviaria hanno portato a denunce e arresti, ma il fenomeno persiste, rendendo indispensabile un approccio integrato tra sicurezza pubblica e assistenza sociosanitaria.
Bilancio tra salute pubblica e ordine pubblico
Il finanziamento ai presidi sociosanitari rappresenta un passo importante per garantire assistenza immediata e prevenzione sanitaria. Tuttavia la sicurezza dell’area richiede anche presidi costanti delle Forze dell’Ordine. L’equilibrio tra interventi sanitari e controllo del territorio rimane centrale per affrontare un fenomeno complesso che tocca salute, sicurezza e vivibilità del quartiere.
Newsletter
Pubblicità
Redazione 



















