Parcheggi gratuiti a rischio, il comitato “Milano libera” chiede al Ministero di intervenire

Il Movimento per le Libertà segnala al Mit «un uso distorto dell’articolo 7 del Codice della strada» che consente ai Comuni di eliminare le aree di sosta libera. Chiesta una modifica normativa per tutelare i cittadini e garantire una quota minima di parcheggi gratuiti.

La segnalazione inviata al Ministero

Il 25 agosto 2025 il Movimento per le Libertà, a nome del comitato “Milano libera – No Ztl”, ha inviato una Pec al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere un intervento urgente sull’articolo 7 del Codice della strada. Nella comunicazione, indirizzata al ministro, al viceministro, al sottosegretario e agli uffici legislativi, il comitato esprime preoccupazione per la gestione della sosta nelle città italiane e denuncia una progressiva riduzione dei parcheggi gratuiti, con riferimento particolare a Milano.

Il nodo dell’articolo 7 e l’interpretazione contestata

Al centro della segnalazione c’è l’articolo 7, comma 8, del Codice della strada, che obbliga i Comuni a riservare un’adeguata quota di stalli gratuiti quando gestiscono direttamente i parcheggi. Tuttavia, la norma prevede un’esclusione per le “aree pedonali”, le “zone a traffico limitato” (Ztl) e le zone di particolare rilevanza urbanistica. Secondo il comitato, questa eccezione viene oggi utilizzata per estendere la sosta a pagamento in maniera generalizzata, riducendo quasi a zero le aree libere.

Milano come caso emblematico

Il comitato indica Milano come esempio di “applicazione estrema” della norma: «Le dichiarazioni dell’assessore alla Mobilità lasciano intendere che l’obiettivo sia l’eliminazione totale dei parcheggi gratuiti a favore delle strisce blu», si legge nella segnalazione. L’accusa è che, trasformando interi quartieri in Ztl diffuse o in mosaici di aree con limitazioni, il Comune possa aggirare l’obbligo di garantire spazi liberi per residenti, lavoratori e visitatori.

Le richieste al Ministero delle Infrastrutture

Nella lettera, il comitato formula tre richieste precise. In primo luogo, ridefinire i limiti entro cui i Comuni possono ridurre i parcheggi gratuiti all’interno delle Ztl. In secondo luogo, introdurre controlli più stringenti sull’utilizzo dei proventi derivanti dalla sosta a pagamento, per verificarne la reale destinazione agli interventi di mobilità sostenibile, come previsto dall’articolo 7, comma 7. Infine, viene chiesta una chiara ridefinizione normativa del concetto di “zona a traffico limitato”, per evitare interpretazioni che, a loro giudizio, favoriscono un uso arbitrario delle deroghe.

Le conseguenze per i cittadini

Secondo il comitato “Milano libera – No Ztl”, la riduzione dei parcheggi gratuiti ha un impatto economico rilevante sulla vita quotidiana dei cittadini. A pagare sarebbero soprattutto residenti, pendolari, lavoratori e famiglie che, oltre a sostenere già costi elevati per trasporti e servizi, si trovano a dover affrontare ulteriori spese per la sosta. La richiesta al Mit, spiegano i promotori, non intende contestare le politiche di tutela ambientale o di gestione del traffico, ma punta a garantire un equilibrio tra mobilità sostenibile e diritto all’accessibilità urbana.

Attesa per la risposta del Ministero

Ora la palla passa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamato a valutare la richiesta e a decidere se avviare un intervento normativo. Un eventuale chiarimento sui limiti imposti ai Comuni potrebbe evitare conflitti, garantire trasparenza nella gestione delle entrate derivanti dalla sosta e, soprattutto, preservare una quota minima di parcheggi gratuiti, come richiesto dal comitato.