Sala apre al nuovo Leoncavallo, via libera della Giunta al bando per l’area di via San Dionigi anche per 90 anni: esplode lo scontro politico
Il Comune di Milano apre la procedura per la riqualificazione dell’area nell’ambito di Porto di Mare. L’opposizione insorge: De Corato e Lega annunciano esposti a Procura e Corte dei Conti; Rocca: «un atto di totale disconnessione dalla realtà dei quartieri e dalle esigenze di sicurezza e decoro»
La Giunta comunale di Milano ha approvato le linee di indirizzo per la pubblicazione di un bando pubblico che consentirà la riqualificazione degli immobili situati nell’area di via San Dionigi, nel quadrante sud-est della città, all’interno del progetto di rinnovamento urbano di Porto di Mare. Secondo gli indirizzi deliberati, sarà possibile presentare proposte progettuali per destinare l’area a finalità di interesse pubblico, sociale e culturale. Tra le ipotesi sul tavolo, la zona potrebbe accogliere in futuro anche il centro sociale Leoncavallo, sgomberato poche settimane fa dalla storica sede di via Watteau.
Le linee guida del bando
La Giunta prevede che l’avviso pubblico per le manifestazioni di interesse sarà pubblicato nelle prossime settimane. I proponenti dovranno presentare progetti che potranno includere attività socioculturali, iniziative legate all’inclusione, spettacoli, mostre, eventi sportivi e ricreativi, oltre a spazi di aggregazione per i cittadini. Saranno consentite attività private purché coerenti con le finalità generali, ma non dovranno superare il 30% della superficie totale.
Il Comune specifica che l’assegnazione avverrà tramite cessione del diritto di superficie fino a un massimo di 90 anni. Sarà inoltre possibile prevedere uno scomputo del canone concessorio, calcolato sulla base degli interventi di riqualificazione proposti e sostenuti dai vincitori. Potranno partecipare al bando sia enti del Terzo Settore che associazioni, società sportive dilettantistiche, federazioni, soggetti senza scopo di lucro, oltre a società e imprese operanti in contesti Erp o periferici.
La posizione di De Corato: «Ennesimo sfregio a Milano»
Durissima la reazione di Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vicesindaco di Milano: «Apprendo, senza sorpresa, che la Giunta ha approvato le linee di indirizzo del bando per la cessione dell’immobile di via San Dionigi, destinato con ogni probabilità a diventare la nuova sede del Leoncavallo. È l’ennesimo sfregio alla città e ai milanesi. Presenterò immediatamente richiesta di accesso agli atti e depositerò un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti affinché siano accertati, in tempi rapidi, tutti i profili di legittimità e di merito dell’operazione».
De Corato contesta la congruità economica dell’operazione e chiede chiarezza sulla valutazione dei canoni, sulla trasparenza delle procedure di gara e sull’assenza di conflitti di interesse. «Qualora emergessero carenze istruttorie o scelte manifestamente illogiche – avverte – chiedo alla Giunta di esercitare l’autotutela per sospendere gli atti o annullarli, prima che si producano effetti pregiudizievoli per il Comune».
La Lega all’attacco: «Una porcata per premiare chi ha violato la legge»
Sulla stessa linea, ma con toni ancora più duri, si schiera la Lega, che annuncia un esposto contro il Comune. In una nota, Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale, e Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretaria federale, parlano di «indecenza inaccettabile»: «Questa delibera è una porcata che Beppe Sala e la sinistra hanno confezionato ad hoc per assegnare una nuova casa ai delinquenti del centro sociale. Chi ha occupato abusivamente, spacciato droga, disturbato i residenti di Greco, incassato guadagni da eventi senza scontrini e aggredito le forze dell’ordine ora viene premiato con un immobile comunale».
Piscina e Sardone sottolineano inoltre che il Leoncavallo avrebbe debiti consistenti verso lo Stato e il Comune: «Il centro sociale deve ancora 3 milioni di euro al Viminale e oltre un milione per arretrati della Tari. Con questi presupposti non potrebbe nemmeno partecipare a un bando pubblico, ma l’escamotage è stato trovato: far partecipare la Fondazione Leoncavallo al posto dell’associazione. È lo stesso trucco usato per il Lambretta».
Rocca (FdI): «Scelta scellerata, un insulto ai cittadini»
Anche Francesco Rocca, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, esprime forte contrarietà: «Legalizzare il Leoncavallo è irrispettoso verso i cittadini, le imprese e le associazioni che rispettano regole e procedure. L’immobile di via San Dionigi si trova in mezzo a due parchi riqualificati, vicino all’Abbazia di Chiaravalle, in un’area già fragile dal punto di vista sociale, tra attività produttive e zone problematiche come Corvetto e Rogoredo. Trasferire lì il Leoncavallo è una scelta scellerata e distruttiva».
Rocca segnala inoltre che il capannone ospita una colonia felina curata da volontari: «Il Comune intende sfrattare pure loro?». Per l’esponente di FdI, la decisione della Giunta Sala è «un atto di totale disconnessione dalla realtà dei quartieri e dalle esigenze di sicurezza e decoro».
Prossimi passi
Il bando vero e proprio sarà pubblicato nelle prossime settimane. Tuttavia, la partita è già entrata nel vivo dello scontro politico. Da un lato il Comune punta a una riqualificazione con finalità sociali e culturali; dall’altro, l’opposizione, in particolare Fratelli d’Italia e Lega, accusa la Giunta di voler favorire il Leoncavallo con modalità che potrebbero creare profili di illegittimità.
L’ultima parola spetterà al bando e all’eventuale selezione dei progetti. Nel frattempo, le tensioni su via San Dionigi promettono di accendersi ancora, alimentando il dibattito sulla gestione degli spazi pubblici e sulla legalità a Milano.
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