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Il freddo degli invisibili: senzatetto muore a 34 anni tra Rogoredo e San Donato Milanese

Soccorso all’alba in via Impastato, Andrea Colombo si è spento in ospedale. L’ombra dell’ipotermia e una vita ai margini

Il gelo dell’inverno ha colpito ancora lungo la sottile linea di confine tra Rogoredo e San Donato Milanese, dove la città corre veloce accanto a chi resta indietro. All’alba di lunedì 5 gennaio, in via Impastato, un uomo di 34 anni è stato trovato in gravi condizioni, a pochi metri dal capolinea della linea gialla della metropolitana. Trasportato d’urgenza al Policlinico San Donato, è morto poche ore dopo. La vittima si chiamava Andrea Colombo. Secondo le prime valutazioni mediche, la causa più probabile del decesso sarebbe l’ipotermia. Ma il freddo, in questa vicenda, appare come l’ultimo anello di una catena di fragilità che durava da tempo. Andrea era infatti uno degli “invisibili” che gravitano tra Rogoredo e San Donato, volti noti a chi, ogni giorno, prova a tendere una mano. Tra questi c’è il Team Rogoredo, la rete di volontari che distribuisce coperte, indumenti e beni di prima necessità alle persone senza dimora. Il gruppo è coordinato dallo psicologo Simone Feder, da anni impegnato sul territorio in attività di supporto e riduzione del danno. «Ci conoscevamo davvero bene, da tanti anniracconta con commozione Simone Feder sui social -. In questi giorni Milano è stretta in un freddo che di notte diventa silenzio e solitudine. Andrea, questa volta, si è fermato. La sua vita è stata una salita lunga e faticosa. Eppure, dentro quella fatica, sapeva essere gentile. Era amico di tutti i volontari, rispettoso del loro impegno, riconoscente. Un ragazzo buono, con un’anima che non aveva smesso di sentire. Forse il freddo è stato solo l’ultimo peso, l’ultima notte di una vita che aveva già sopportato troppo, nonostante i suoi soli 34 anni. Rimarrai nei nostri cuori come una presenza silenziosa e vera. Ora vai, lascia che il cielo ti accolga e che gli angeli ti tengano tra le braccia. Ciao Andrea». Una morte, quella del 34enne, che riaccende i riflettori su una zona simbolo delle contraddizioni metropolitane e, soprattutto, su un’emergenza silenziosa che l’inverno rende ancora più crudele: quella di chi vive ai margini, esposto al freddo e all’indifferenza.