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San Donato, pendolari all’attacco: «La stazione è degradata e insicura»

Il Comitato viaggiatori del Sud Milano e del Lodigiano denuncia sottopassi bui, rampe sbarrate e carenza di controlli: «Serve un intervento immediato»

La fermata ferroviaria di San Donato Milanese finisce ancora al centro delle proteste dei pendolari, che denunciano una situazione sempre più critica tra problemi di sicurezza, degrado e carenze strutturali. A sollevare il caso è il Comitato viaggiatori e pendolari del Sud Milano e del Lodigiano, che parla di una stazione «insicura e inaccessibile». Nel mirino ci sono il sottopasso poco illuminato e deteriorato, monitor informativi non funzionanti, rampe per disabili chiuse e assenza di servizi essenziali sulle banchine. Secondo i viaggiatori, l’area trasmette una sensazione di abbandono aggravata dalla scarsa manutenzione e dalla vicinanza con le campagne che conducono verso il boschetto di Rogoredo. Le criticità riguardano anche la sicurezza. I pendolari lamentano la mancanza di telecamere comunali nella piazza antistante, controlli insufficienti e l’assenza di un presidio stabile delle forze dell’ordine. Contestata inoltre la difficoltà di accesso per le persone con mobilità ridotta, che si trovano davanti a barriere e percorsi impraticabili. Il comitato punta il dito anche contro la politica locale, accusata di non aver ancora dato piena attuazione alla convenzione siglata nel 2023 tra Comune e Rfi per la riqualificazione della fermata. Tra le richieste avanzate ci sono la chiusura dei varchi aperti verso le campagne, nuovi sistemi di videosorveglianza, totem di emergenza, monitor funzionanti e pattugliamenti più frequenti della polizia locale. Per i pendolari, il problema non è soltanto il degrado, ma l’assenza di una presenza costante capace di restituire sicurezza a uno snodo ferroviario utilizzato ogni giorno da centinaia di persone.