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San Donato ricorda Enrico Mattei, simbolo di coraggio e visione per l’Italia del dopoguerra

Commemorazione solenne nella chiesa di Santa Barbara e al Primo Palazzo Uffici. L’esempio del fondatore dell’Eni continua a ispirare la città a oltre sessant’anni dalla scomparsa

Lunedì 27 ottobre la comunità di San Donato Milanese si è raccolta per rendere omaggio a Enrico Mattei, figura emblematica dell’Italia del dopoguerra e fondatore dell’Eni, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa. La cerimonia commemorativa si è aperta con una messa nella chiesa di Santa Barbara, gremita di cittadini e segnata dalla partecipazione degli alunni della scuola Maria Ausiliatrice, che hanno dato voce alle nuove generazioni nel ricordo di un uomo che fece della fiducia nel futuro e nel lavoro il proprio credo. Dopo la funzione religiosa, un corteo guidato dal gonfalone cittadino ha raggiunto il Primo Palazzo Uffici, cuore storico della città dell’energia, dove si è tenuto il momento ufficiale di riflessione davanti al busto di Mattei. Le autorità civili e religiose hanno evidenziato come il suo pensiero resti attuale, simbolo di un’Italia capace di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale.

L’incidente di Bascapè e le ombre sulla morte

Il 27 ottobre 1962, Enrico Mattei morì in un disastro aereo nei cieli di Bascapè, nel Pavese, mentre rientrava da Catania a Milano a bordo di un piccolo aereo Morane-Saulnier. Con lui persero la vita il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale. Per decenni la tragedia fu avvolta dal mistero. Solo negli anni Duemila le indagini riaperte dalla magistratura di Pavia hanno accertato la presenza di tracce di esplosivo sui resti del velivolo, confermando l’ipotesi di un attentato. Secondo le ricostruzioni più accreditate, Mattei sarebbe stato eliminato per i suoi rapporti scomodi con le grandi compagnie petrolifere internazionali, le cosiddette “Sette Sorelle”, e per la sua politica energetica autonoma, che dava all’Italia un ruolo strategico sullo scacchiere mondiale.

Oggi, a oltre sessant’anni di distanza, San Donato continua a custodire la memoria del suo più illustre cittadino onorario, ricordando in Mattei non solo il fondatore dell’Eni, ma un visionario capace di unire industria, etica e nazione in un unico progetto di progresso.