Viaggiatori e pendolari: «Servono interventi risolutivi contro i passaggi pericolosi alla stazione di San Zenone»
Il Comitato denuncia: «Recinzioni rotte da anni, andirivieni continuo tra centro accoglienza e binari. Gli incidenti non bastano?»
San Zenone al Lambro – Il Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud Milano e Lodigiano torna a lanciare un appello preoccupato alle istituzioni e alle autorità competenti: intervenire in modo risolutivo per mettere fine al passaggio quotidiano e pericoloso di persone lungo i binari e attraverso varchi abusivi della ferrovia, nei pressi della stazione di San Zenone al Lambro. Una situazione che, denunciano i pendolari, è nota da anni e che mette a rischio non solo l'incolumità delle persone che si avventurano lungo i binari, ma anche quella dei passeggeri e del personale ferroviario.
Recinzioni rotte e passaggi abituali sui binari
«Ci domandiamo – scrive il Comitato – come mai, con tutti i casi di disagio sociale e di insicurezza che si registrano attorno alle stazioni del sud Milano, si continui ad acconsentire a San Zenone da anni a questo andirivieni tra la zona industriale e il centro di accoglienza verso la stazione, passando lungo i ciottoli della via ferrata». Secondo quanto riferito, le recinzioni sarebbero rotte in più punti – alcuni dei quali documentati con immagini allegate – permettendo a decine di persone di attraversare liberamente i binari in orari sensibili, ovvero la mattina presto e il pomeriggio, in coincidenza con i treni diretti a Milano o in arrivo dal capoluogo.
Il Comitato: «Morti e incidenti ci sono già stati. Cos’altro serve per intervenire?»
Il tono del Comitato è fermo e diretto: «Le morti e gli incidenti ci sono stati e, purtroppo, ci saranno ancora se non si interverrà. Tutti sanno dove sono le interruzioni nelle recinzioni e dove avviene il passaggio, eppure si continua a permettere che questo scenario pericoloso si ripeta ogni giorno». Viene inoltre fatto riferimento alla presenza di «punti di spaccio» noti in zona, che contribuirebbero a peggiorare la percezione di insicurezza da parte dei pendolari.
Nella lettera si menziona un episodio recente: «Anche stamattina – scrivono – due persone si sono mosse lungo i binari in coincidenza con il treno delle 8.34». Una circostanza che non rappresenterebbe un’eccezione, ma l’ennesimo episodio di una quotidianità ormai consolidata.
«Le azioni intraprese finora non funzionano. Serve un cambio di passo»
Il Comitato riconosce che negli anni siano stati intrapresi interventi da parte delle autorità, ma ne contesta l'efficacia: «Se sono state intraprese azioni, ci permettiamo di segnalare che non danno risultati. Pertanto, invitiamo chi ha potere decisionale a cambiare approccio». A questo si aggiunge l’appello alla collaborazione tra forze dell’ordine, Comune, Regione e Ferrovie dello Stato per mettere in sicurezza l’area una volta per tutte, anche con l’eventuale installazione di nuove recinzioni, videosorveglianza e controlli mirati.
Un problema noto da anni
Il Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud Milano e Lodigiano – accreditato ufficialmente da Regione Lombardia già nel 2005 – è attivo da decenni nella difesa del diritto alla mobilità dei cittadini. Con sede alla stazione FS di San Zenone, ha documentato negli anni varie criticità legate al trasporto pubblico locale, alla sicurezza degli impianti ferroviari e alle condizioni delle infrastrutture.
Ora, attraverso questa nuova segnalazione pubblica, lancia un appello accorato: «Abbiamo fiducia nelle istituzioni, ma crediamo che sia tempo di interventi strutturali, non più palliativi. Non è accettabile che il tragitto verso un treno possa diventare un rischio per la vita».
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Redazione 



















