Segrate, Cascina Bruciata di Novegro, tra sgombero, memoria e futuro del quartiere
Il Comitato Vivere Novegro racconta quarant’anni di attesa, il progetto di riqualificazione dell’area e le richieste alla città perché gli interventi restino a beneficio del quartiere
L'immobile di via Novegro chiamato "Cascina Bruciata!
I vertici del Comitato Vivere Novegro Da sinistra: Michele Digiugno (Vicepresidente), Claudio Gasparini (Presidente) e Marcello Martino (Vicepresidente)
La storia della Cascina Bruciata di via Novegro attraversa oltre quarant’anni di abbandono, degrado urbano e attese di riscatto rimaste a lungo sospese. L’edificio, andato a fuoco decenni fa, è rimasto per anni un rudere pericolante, occupato nel tempo da persone in condizioni di fragilità e percepito dai residenti come un simbolo di insicurezza e incuria del territorio. Nelle scorse settimane è stato eseguito lo sgombero: venerdì 5 dicembre i Carabinieri di Segrate, insieme alla Polizia Locale, hanno invitato gli occupanti ad allontanarsi. All’interno vivevano sette persone, tutte di nazionalità straniera, che hanno lasciato la struttura senza opporre resistenza.
Il punto del Comitato Vivere Novegro: quarant’anni di attesa e un progetto di riqualificazione
Nel corso dell’incontro del 23 dicembre 2025 con la redazione di 7giorni, il Comitato Vivere Novegro, rappresentato dal Presidente Claudio Gasparini e dai Vicepresidenti Marcello Martino e Michele Digiugno, ha ripercorso le principali tappe della vicenda della cascina, restituendo il punto di vista della comunità residente. I tre componenti del Comitato hanno ricordato come l’edificio sia andato a fuoco oltre quarant’anni fa e da allora sia rimasto in stato di abbandono, segnando profondamente il quartiere. In merito alla situazione dell’area e al nuovo intervento immobiliare, hanno spiegato: «Noi siamo favorevoli alla riqualificazione: questo progetto può migliorare il quartiere e la percezione di sicurezza», sottolineando come oggi si parli di un intervento che prevede due palazzine a schiera e una piazzetta sull’angolo del comparto, con una prospettiva di riordino urbano attesa da tempo.
Un locale sociale per il quartiere: una richiesta storica dei residenti
Tra gli elementi ritenuti più significativi dal Comitato emerge la previsione di uno spazio sociale a disposizione della comunità di Novegro. Nel corso del confronto, Gasparini, Martino e Digiugno hanno evidenziato che nel progetto sarebbe inclusa la cessione al Comune di un locale di circa cento metri quadrati con una piccola piazzetta esterna, destinato a funzioni aggregative e di incontro per i residenti. «Per noi questo locale sociale è importante: oggi il quartiere non ha uno spazio realmente accessibile in cui ritrovarsi», hanno spiegato, ricordando come si tratti di un obiettivo perseguito da anni attraverso il dialogo con l’amministrazione e frutto di un percorso di partecipazione civica che il Comitato rivendica con convinzione.
Le azioni del Comitato per servizi, mobilità e qualità urbana
Nel corso dell’intervista, i tre rappresentanti del Comitato hanno ricordato anche il lavoro portato avanti negli ultimi anni su diverse questioni legate alla vita quotidiana del quartiere: parcheggi, piste ciclabili, passaggi pedonali, sicurezza degli attraversamenti e gestione dei grandi concerti estivi. Hanno spiegato: «La prima cosa è stata metterci in contatto con l’amministrazione sul problema dei parcheggi, poi da lì si è aperto tutto il resto del confronto», sottolineando il contributo dato dai residenti all’organizzazione degli eventi e alla gestione degli impatti sul territorio. «Abbiamo collaborato e le cose sono andate bene», hanno aggiunto, richiamando l’importanza di un rapporto costante tra cittadini, istituzioni e operatori privati.
Le risorse economiche e la richiesta di vincolarle a Novegro
Una posizione condivisa dai tre componenti del Comitato riguarda la necessità che le risorse e i contributi legati al progetto vengano effettivamente destinati al quartiere. In merito ai possibili fondi che potrebbero essere riconosciuti al Comune nell’ambito dell’intervento, hanno osservato: «Se arrivano risorse economiche, devono restare qui a Novegro: bisogna vincolarle e far sì che vengano utilizzate per migliorare il nostro territorio». Una linea che esprime la volontà del Comitato di trasformare la riqualificazione in un’opportunità concreta e misurabile per i residenti, evitando dispersioni o interventi che non abbiano ricadute dirette sulla comunità locale.
Il futuro della Cascina Bruciata e la responsabilità verso il quartiere
Mentre la demolizione del rudere si avvicina e il progetto appare più concreto rispetto al passato, il Comitato guarda alla trasformazione dell’area come a un passaggio decisivo per l’identità del quartiere. Per Gasparini, Martino e Digiugno, la rinascita urbana dovrà tradursi in maggiore sicurezza, nuovi servizi, spazi di socialità e un rapporto più equilibrato tra grandi eventi, residenza e qualità della vita. Una prospettiva che, sottolineano, potrà compiersi solo attraverso scelte chiare e interventi tangibili.
La colonia felina: un tema ancora aperto per la comunità
In coda al dibattito sulla riqualificazione resta aperta anche la questione della colonia felina che ancora vive nell’area dell’ex cascina. Nei giorni scorsi alcuni volontari animalisti hanno spiegato alla stampa che nell’area è presente una colonia composta da circa dieci-dodici gatti, seguita e accudita da tempo, regolarmente registrata presso ATS e costituita da animali sterilizzati. I volontari hanno espresso preoccupazione per il futuro dei felini in vista dell’abbattimento del rudere, evidenziando che al momento non sarebbero ancora state comunicate soluzioni definite e ricordando come, fino allo sgombero, una delle ex occupanti avesse instaurato un forte legame con alcuni di loro. Per il quartiere, anche questo aspetto rappresenta una responsabilità collettiva da affrontare con attenzione e rispetto, insieme al percorso di trasformazione urbana dell’area.
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