Scuole di Segrate, i genitori chiedono impegni ai candidati sindaco: Sirtori e Alessandrini hanno risposto, Di Chio tace ancora

Sei organizzazioni hanno consegnato ai tre sfidanti un documento in 12 punti. Alessandrini ha firmato tutto. Sirtori si è impegnato pubblicamente con una lettera aperta. Di Chio ha accusato ricevuta, ma non si è ancora espresso

Si sono messi nei panni di un futuro assessore alle scuole. Hanno tirato fuori carta e penna — o meglio, tastiera e schermo — e hanno scritto nero su bianco cosa si aspettano dalla prossima amministrazione comunale. I genitori degli istituti comprensivi di Segrate non si sono limitati a lamentarsi nei gruppi WhatsApp: il 21 marzo scorso hanno consegnato ai tre candidati sindaco un documento con dodici richieste precise, chiedendo loro di impegnarsi formalmente a rispettarle.

A farlo sono stati i rappresentanti dei consigli di istituto delle tre scuole comprensive segratesi — Schweitzer, Sabin e Galbusera — insieme a tre associazioni genitori: quella di Milano 2, quella di Redecesio e quella della Rosanna Galbusera. Sei realtà diverse, unite da un obiettivo comune: portare il tema scuola al centro della campagna elettorale, e non lasciarlo scivolare nei soliti slogan di facciata.

Dodici punti, nessuna concessione

Il documento — intitolato «Genitori assessori per un giorno» — non gira intorno alle cose. È diretto, concreto, a tratti persino tecnico. I genitori chiedono prima di tutto che venga definito ogni anno un budget specifico per gli investimenti strutturali nelle scuole, con sopralluoghi calendarizzati e una rendicontazione pubblica degli obiettivi raggiunti. E poi un budget d'urgenza per sistemare ciò che va sistemato subito: murature, tetti, pavimentazioni dei cortili, grondaie, caldaie, impianti elettrici, bagni, cancelli rotti. L'elenco parla da solo — e chi ha figli alle scuole elementari o medie di Segrate sa bene di cosa si parla.

Il terzo punto tocca un nervo scoperto: la gestione delle emergenze. I genitori chiedono un contatto di reperibilità del Comune attivo dalle 7.30 alle 18, capace di prendere in carico segnalazioni urgenti e risolverle in tempi rapidi. Niente più attese infinite per un infisso rotto o una perdita d'acqua. C'è poi la questione degli appalti: le gare vanno pianificate in anticipo, in modo da non lasciare mai buchi tra una fornitura e l'altra — che si tratti della manutenzione delle caldaie o del servizio mensa.

Una pulizia straordinaria degli edifici ogni quadrimestre, affidata a ditte esterne con macchinari adeguati, è il quinto punto. Il sesto riguarda la partecipazione: i genitori vogliono un tavolo di consultazione permanente con il Comune, per non essere tenuti fuori dalle decisioni che riguardano i loro figli.

L'elenco prosegue con la convivenza tra bambini e animali — nutrie e roditori in primis, con richiesta di sterilizzazioni e disinfestazioni più efficaci — e con la pianificazione dei posti disponibili dal nido alla secondaria, per evitare che le famiglie si ritrovino senza posto a poche settimane dall'inizio dell'anno scolastico. Un punto che torna spesso nelle discussioni dei quartieri.

I genitori chiedono anche che i seggi elettorali vengano spostati dalle aule scolastiche a biblioteche, palestre o centri civici, così da non interrompere la didattica. Sul fronte mensa, vogliono migliorarne la qualità e differenziare le proposte per fascia d'età. Chiedono poi l'istituzione di un Consiglio Comunale dei Genitori e dei Ragazzi, con riunioni almeno trimestrali. E infine: nidi comunali in tutti i quartieri, con più posti convenzionati per rispondere alla crescente domanda.

Alessandrini firma tutto

Il primo a rispondere, e nel modo più netto, è stato Adriano Alessandrini, candidato del centrodestra sostenuto da Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Ha sottoscritto il documento punto per punto, senza riserve, e ha accompagnato la firma con parole chiare: «Le scuole saranno al centro del mio programma e della mia azione amministrativa. Mi impegnerò fin da subito per assolvere a tutte le richieste di questi solerti genitori che sono stati costretti a mettere una pezza alle mancanze dell'attuale amministrazione. Non si può più aspettare!»

Alessandrini ha anche citato esplicitamente lo stato attuale degli edifici scolastici, menzionando la palestra di via Modigliani, ancora inagibile, come esempio concreto di un problema più ampio legato alla scarsa manutenzione delle strutture.

Sirtori si impegna con una lettera aperta

Luca Sirtori ha scelto un registro diverso, ma l'impegno c'è ed è pubblico. Ha risposto alle istanze dei genitori con una lunga lettera aperta, articolando i propri impegni in quattro aree: edilizia scolastica, servizi integrativi, inclusione e mobilità.

Il tono è personale. «Ho letto il vostro documento con un'attenzione particolare», ha scritto. «Non l'ho letto solo con gli occhi del candidato che analizza istanze programmatiche, ma con gli occhi di un padre.» Sirtori ha descritto la propria esperienza quotidiana come genitore — «l'ansia per un riscaldamento che non va, l'incertezza per un'ora di sostegno che manca» — per sottolineare che queste non sono per lui questioni astratte.

Nel merito, ha promesso un piano straordinario di manutenzione programmata con un «libretto sanitario» per ogni plesso e una quota di bilancio dedicata ogni anno. Ha parlato di stabilizzazione delle tariffe del servizio mensa, di garanzia delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità e dell'introduzione delle zone scolastiche: chiusura al traffico negli orari di entrata e uscita, percorsi Pedibus e piste ciclabili protette. Ha inoltre proposto un tavolo di confronto trimestrale tra Comune e comitati genitori. Un impegno preso davanti a tutti, nero su bianco.

Di Chio: silenzio pubblico

Francesco Di Chio, candidato del centrosinistra e attuale vicesindaco uscente, ha fatto sapere di aver ricevuto il documento. Ma fino al 6 aprile non ha preso posizione pubblica in merito. Nessun post, nessun comunicato, nessuna risposta. Un silenzio che pesa, soprattutto considerando che Di Chio fa parte dell'amministrazione uscente — quella stessa amministrazione che i genitori, implicitamente, chiamano in causa quando parlano di emergenze irrisolte e strutture trascurate.

«Vogliamo che se ne parli di più»

L'obiettivo dei genitori è chiaro: non si tratta di sostenere questo o quel candidato, ma di alzare l'asticella dell'attenzione pubblica sul tema scuola. Vogliono che le famiglie segratesi sappiano cosa hanno chiesto, chi ha risposto e chi no. E vogliono che nessuno arrivi al voto senza aver preso una posizione chiara su questi dodici punti.

La scuola, a Segrate come altrove, rischia spesso di restare sullo sfondo delle campagne elettorali, schiacciata da temi considerati più urgenti o più visibili. I genitori che hanno firmato questo documento hanno scelto una strada diversa: mettere le carte in tavola prima del voto, e chiedere a chi vuole governare la città di fare altrettanto.

Le elezioni comunali si avvicinano. Il tempo per rispondere c'è ancora. Ma non è infinito.