L’Arena Santa Giulia accende il Sud Est Milano
A Rogoredo il debutto del tempio del ghiaccio che ridisegna i confini fra Milano e l'immediato hinterland
Arena Santa Giulia La prima apertura (Foto A.Nardin)
L’Arena Santa Giulia ha finalmente acceso le luci e aperto le porte al pubblico. A Rogoredo, nel cuore del quadrante sud est di Milano che guarda verso Paullo,adiacente a viale Ungheria e ai quartieri di Morsenchio e Merezzate, il nuovo palazzetto del ghiaccio ha vissuto la sua “prima” ufficiale con la semifinale di Coppa Italia di hockey, segnando un passaggio simbolico e concreto nella trasformazione di tutta l’area. Un polo sportivo e urbano destinato a cambiare il profilo di una parte di città per troppo tempo rimasta ai margini dei grandi investimenti.
Circa tremila spettatori hanno riempito tre quarti delle tribune, dando vita a un colpo d’occhio che racconta più di molte parole cosa rappresenterà questa struttura per il Sud Est Milano. Non solo un’arena per eventi sportivi di livello internazionale, ma un nuovo baricentro capace di attirare pubblico, servizi, mobilità e attenzione su un’area strategica al confine tra Milano e il suo hinterland.
Una prima tra entusiasmo e ultimi lavori
Il debutto è stato anche un test generale. L’impianto, che ospiterà alcune delle gare delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, è in gran parte operativo, anche se alcuni interventi sono ancora in fase di completamento, come una curva delle tribune. Presente anche l’assessora allo Sport del Comune di Milano Martina Riva, a testimonianza del valore istituzionale dell’appuntamento.
Poco prima dell’inizio delle partite, il chief operation games officer della Fondazione Milano Cortina, Andrea Francisi, aveva chiarito il clima che accompagna queste settimane decisive: «Nessun miracolo, siamo sempre stati convinti di farcela. Non ci sono timori, dobbiamo essere ottimisti. La Milano Santa Giulia ice hockey arena è pronta per ospitare il test event, ora abbiamo alcune settimane per completare quanto serve». E aveva aggiunto: «Abbiamo una scadenza da rispettare. Dobbiamo farcela e ce la faremo, non c’è altra alternativa. Queste sono giornate importanti, tre giorni impegnativi per testare il ghiaccio e replicare il programma olimpico con tre partite al giorno. Le critiche da Nhl? Non sono state critiche, ma discussioni sulle segnature del campo. La collaborazione è fondamentale per organizzare un evento così».
Il test del ghiaccio e l’imprevisto della buca
Durante la semifinale tra Caldaro e Varese si è verificato un piccolo imprevisto: sul ghiaccio si è formata una buca che ha reso necessario l’intervento immediato dei tecnici per il ripristino del manto. Un episodio che non ha fermato l’evento, ma che ha acceso i riflettori sulla fase di rodaggio di una struttura nuovissima.
A spiegare l’accaduto è stato l’ice manager olimpico Don Moffatt, in forza ai Colorado Avalanche della Nhl: «Quando si tratta di ghiaccio nuovo, su cui non si è ancora pattinato, possono manifestarsi delle crepe, talvolta riconducibili anche all'azione delle macchine rasaghiaccio. In una fase iniziale è possibile che si verifichino delle crepe. In questo caso, la qualità del ghiaccio si è rivelata buona e si è registrato solo un buco di 2 centimetri, l'abbiamo ripristinato immediatamente e, al termine del primo tempo, siamo intervenuti nuovamente con le macchine rasaghiaccio». La conclusione è stata rassicurante: «Si tratta di aspetti marginali e pienamente coerenti con le normali procedure operative».
Un’arena che guarda al futuro del territorio
Fino a domenica sono in programma sette partite, con il coinvolgimento della Federazione italiana sport ghiaccio, per inaugurare ufficialmente una nuova arena polivalente destinata a diventare il cuore dell’hockey olimpico. Proprio qui verranno assegnate le medaglie: il titolo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22 febbraio, davanti a un pubblico internazionale.
Per Rogoredo, Morsenchio, Merezzate e per tutto il Sud Est Milano, l’Arena Santa Giulia non è solo un impianto sportivo: è un volano di rigenerazione urbana, un punto di contatto tra Milano e i comuni limitrofi come Mediglia, un simbolo di come anche le periferie e le aree di confine possano diventare protagoniste di una nuova stagione di sviluppo.
(Foto A.Nardin)
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