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San Donato Milanese accoglie il Team degli Atleti Olimpici Rifugiati

In vista del passaggio della Fiamma Olimpica, la città diventa luogo di incontro, dialogo e valori olimpici con quattro storie di sport e resilienza

Quattro atleti, quattro Paesi segnati da conflitti e instabilità, un unico linguaggio comune: lo sport. San Donato Milanese ha accolto in Municipio il Team degli Atleti Olimpici e Paralimpici Rifugiati del Comitato Olimpico Internazionale, nell’ambito di “San Donato scende in pista”, il percorso di avvicinamento al passaggio della Fiamma Olimpica previsto giovedì 5 febbraio.

A essere ricevuti dal sindaco Francesco Squeri e dall’assessore allo Sport Massimo Zuin sono stati Hadi Tiranyalipour, taekwondoka iraniano, Mahdia Sharifi, atleta afgana della stessa disciplina, Amelio Castro Grueso, schermidore paralimpico colombiano, e Rima Abu Rahma, pugile palestinese. All’incontro hanno partecipato anche Ornella Lardaruccio per il CIO, Arianna Pucci della Fondazione Milano Cortina 2026 e Claudia Giordani, delegata CONI Lombardia.

La visita rientra nell’Education Programme Gen26 della Fondazione Milano Cortina 2026 e ha coinvolto anche il territorio: dopo i saluti istituzionali, gli atleti hanno incontrato le associazioni sportive locali a Cascina Roma. Momento particolarmente intenso la testimonianza pubblica di Rima Abu Rahma, che ha raccontato la propria esperienza di donna e atleta cresciuta a Gaza.

Il programma prosegue oggi con un nuovo appuntamento in Municipio dedicato agli studenti delle scuole superiori, con la proiezione del film “Tatami – Una donna in lotta per la libertà”, seguita, in serata, da un incontro aperto alla cittadinanza in cui i quattro atleti condivideranno i loro percorsi personali e le difficoltà affrontate per continuare a praticare sport.

«La presenza del Team degli Atleti Olimpici Rifugiati a San Donato rappresenta un momento di grande valore educativo e umano», ha sottolineato Domenico De Maio, Education & Culture Director della Fondazione Milano Cortina 2026, richiamando il significato della Tregua Olimpica e il ruolo dello sport come strumento di inclusione e dialogo. Parole ribadite dall’assessore Zuin, che ha parlato di «un esempio concreto di coraggio, resilienza e speranza», e dal sindaco Squeri, che ha definito l’incontro «un’emozione intensa e un motivo di orgoglio per l’intera comunità cittadina».