Intervista al Vicesindaco Gianfranco Ginelli: «Squadra eccellente, onorato di guidarla. San Donato è una bella città, diamole ciò che merita»

Il vicesindaco di San Donato Milanese, in forze nel Partito Democratico, ricoprirà un ruolo chiave nella segreteria metropolitana del partito, occupando una posizione di rilievo nell’hinterland milanese

Gianfranco Ginelli

Gianfranco Ginelli Vicesindaco di San Donato Milanese

Gianfranco Ginelli, Vicesindaco di San Donato Milanese con delega alla Mobilità nella giunta guidata da Andrea Checchi, esponente del Partito Democratico locale, è stato nominato coordinatore nell’ambito metropolitano, posizione dalla quale si occuperà con assiduità dell’hinterland milanese. Assurto di recente agli onori delle cronache in merito alla dibattuta questione delle strisce blu, ormai una realtà in città, Ginelli, contattato da 7giorni, ha parlato delle sfide e degli obiettivi che lo attendono in relazione al proprio nuovo ruolo nel partito, per poi soffermarsi su alcune tematiche molto sentite a San Donato; senza sbilanciarsi, il vicesindaco ha anche provato a fare luce sulle non più lontane elezioni amministrative che si terranno nel prossimo 2022.

Buongiorno Vicesindaco. Partiamo dall’ultima novità, il Suo nuovo ruolo nel partito. Era una nomina attesa? Quali sfide e quali obiettivi vi attendono? 
È stata una cosa attesa e inattesa allo stesso tempo. Se ne parlava già a dicembre, poi è successo quel che tutti sappiamo… Il Covid ha dilatato i tempi imponendoci di concentrarci sulle necessità contingenti. Adesso, con le acque un po’ più calme, è arrivata la mia nomina nella segreteria del partito, cosa che certo mi fa piacere. La squadra, che ho avuto modo di conoscere in questi mesi, è eccellente, composta da persone che hanno molteplici sfaccettature e capacità di interagire; è una squadra giovane e io avrò l’onore di coordinarla. Questo ruolo significa alzare lo sguardo, passare dall’ambito del Sud Milano a un’area più ampia. Il lavoro svolto in questi anni nel Sud Est, portato avanti di concerto con le amministrazioni e in maniera trasversale, è stato fondamentale per far conoscere le nostre città per quello che sono. Smartland è stato un progetto importantissimo per valorizzare il nostro territorio, che oggi è guardato come un modello ed un esempio. 

Parliamo di San Donato. Come è stata la gestione dell’emergenza sanitaria in città? Cosa ha funzionato e cosa, invece, è mancato? A vostro modo di vedere quali sono i prossimi passi verso una piena ripartenza?
La fase iniziale è stata la più drammatica: siamo stati colti tutti impreparati e siamo stati impotenti. Abbiamo dovuto attenerci alle disposizioni delle autorità. Con la seconda fase, quando si sono iniziati ad aprire gli spiragli per una ripartenza, la situazione è stata altrettanto critica perché le emergenze richiedevano risposte immediate, ma i vincoli erano molti e difficilmente superabili. È stato fondamentale affrontare le situazioni con spirito unitario; abbiamo organizzato un tavolo aperto a tutti che si è riunito quasi ogni lunedì per condividere le difficoltà e ricevere i contributi di tutti. Il cuore di tutto ciò si è tradotto nella manovra economico-finanziaria portata in Consiglio comunale qualche settimana fa, nella quale è previsto uno stanziamento importante (quasi 3 milioni di euro) per famiglie e, in parte, per commercio, piccole attività e società sportive. La fase emergenziale non è finita e le attività produttive ne stanno ancora risentendo, ma i segnali di ripresa ci sono e occorre proseguire lungo la strada intrapresa. La debolezza nella gestione dell’emergenza è stata forse rappresentata dal susseguirsi di decreti che ha aggravato una situazione di estrema burocratizzazione che l’Italia sconta da decenni.

Tema scottante: il Mattei. Avete subito forti critiche dalle opposizioni in seguito alla comunicazione riguardo alla piscina di via Caviaga che quest’estate resterà chiusa. Non si sarebbe potuto fare qualcosa per “salvare il salvabile”?
La riapertura della piscina in queste condizioni sarebbe stata pressoché impossibile, a livello di norme anti-contagio e, di conseguenza, a livello economico. Discorso diverso riguarda il Parco Mattei nel suo insieme: alcune cose sono state portate a termine (pista, tribuna), ad altro si sta lavorando. Prima della fine del mandato l’obiettivo è avviare un pieno rilancio; sono appena stati stanziati i fondi per rimettere i giochi per i bambini. La sofferenza è sul comparto acqua, il Parco sta vivendo. L’amministrazione non è immobile, si pensi anche alla pista ciclabile San Donato-Peschiera, al parcheggio dell’Ospedale e all’ospedale stesso. La burocrazia non aiuta, i tempi si dilatano ma l’essenziale è avviare le opere e poi cercare di portarle a termine.

Altra tematica dibattuta, le strisce blu. Qual è la vostra opinione in merito?
L’anomalia di San Donato era che non ci fosse sosta regolamentata a pagamento. Le criticità date dalla gestione delle soste col disco erano ormai evidenti. Attraverso studi approfonditi abbiamo ritenuto improrogabile l’intervento. Non ci aspettavamo che la manovra fosse accolta con i fiori però abbiamo cercato di andare incontro ai residenti e ai lavoratori con tariffe agevolate e abbonamenti. Evidentemente l’operazione andava anche nella direzione di incentivare la mobilità alternativa, su cui siamo prontamente intervenuti potenziando le linee di pubico trasporto e, forse unica città dell’hinterland milanese, introducendo il bike sharing.

Parliamo di sicurezza. Da molto tempo e, nuovamente, anche nelle ultime settimane, vi sono state mosse critiche per l’immobilità dell’amministrazione nell’intervenire in situazioni di degrado e insicurezza. Si è parlato delle risse e dei disagi notturni e delle sacche di illegalità riscontrate nella zona di confine tra Milano e San Donato lungo la via Emilia.
Il tema è la competenza; stiamo parlando di un’area di confine che, in quanto tale, presenta per sua natura criticità. In quanto zona di confine spesso le Forze dell’Ordine non possono intervenire onde evitare di sconfinare in ambiti che competono ad altri. La situazione è comunque conosciuta e monitorata a distanza. Capita spesso di dover sollecitare Milano a interventi che da parte nostra non possono essere effettuati. Per quanto riguarda i disagi notturni, specialmente durante la stagione estiva, sono fenomeni che capitano ovunque; ciò che conta è intervenire nelle situazioni in cui qualcuno esagera. Sono fenomeni da contrastare, ma gli strumenti che abbiamo a disposizione sono limitati e limitanti; il famoso terzo turno, di cui si è molto parlato, non è sufficiente: non si può andare oltre a certi orari perché le risorse nostre e della Polizia Locale non sono infinite. Occorre localizzare e limitare l’insorgenza di tali fenomeni. 

Chiuderei con una domanda “politica”. Andrea Checchi concluderà tra poco più di un anno il suo secondo mandato come Sindaco: se chiedessero a Lei, compatibilmente con la Sua nuova posizione, di essere il prossimo candidato per il Pd?
(Ride). Sono un uomo pragmatico, abituato a ragionare giorno per giorno. Cerchiamo di portare a casa dei risultati importanti prima di fine mandato, il resto si valuterà in seguito. San Donato è una città in cui si sta bene, cerchiamo di restituirle quello che si merita. A livello locale sarebbe forse opportuno smussare un po’ gli angoli e non soffermarsi sulle divisioni di bandiera, bensì lavorare di più per la comunità e per i cittadini.

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