San Donato Milanese, razionalizzazione delle cucine scolastiche: le famiglie chiedono la sospensione del provvedimento
I genitori contestano la decisione dell’Amministrazione comunale sulla mensa scolastica e chiedono chiarimenti e la sospensione della razionalizzazione nelle scuole King e Rodari
La razionalizzazione delle cucine scolastiche
Il provvedimento annunciato dall’Amministrazione comunale di San Donato Milanese sulla razionalizzazione delle cucine scolastiche, una misura che ha sollevato dubbi e richieste di chiarimento da parte delle famiglie, come esplicitato da Elisa Lamanna. Secondo quanto comunicato dal Comune e riportato nel documento dai genitori, l’intervento ha l’obiettivo di contenere i costi derivanti dal rinnovo del CCNL 2024/2027, che altrimenti comporterebbe un aumento significativo del costo del servizio mensa. La razionalizzazione, continuano le famiglie, interesserà le scuole del plesso I.C. "Via Libertà", nello specifico la scuola dell’infanzia Arcobaleno, che cucinerà anche per la primaria M.L. King passando da circa 130 a circa 300 pasti giornalieri, e la scuola primaria Mazzini, che preparerà i pasti per la scuola dell’infanzia Rodari, arrivando a circa 400 pasti al giorno. Le strutture coinvolte distano pochi minuti tra loro, con un tempo di trasporto stimato massimo di cinque minuti, a cui si aggiungono 15-20 minuti per la preparazione e la messa in teglia. L’Amministrazione comunale, da quanto riportato nel documento, sostiene che la razionalizzazione fosse l’unica soluzione per evitare un aumento dei costi a carico delle famiglie.
Costi e implicazioni per le famiglie
Il rinnovo del CCNL, come riportato nel documento fornito dai genitori, avrebbe comportato un incremento di 151.818,87 euro, con un aumento del costo per pasto di 0,21 euro il primo anno, 0,33 euro il secondo e 0,50 euro il terzo. Con la razionalizzazione delle cucine, invece, l’incremento si ridurrebbe a 29.792,22 euro, con una variazione per pasto di -0,06 euro il primo anno, +0,019 euro il secondo e +0,02 euro il terzo. La scelta dell’Amministrazione è stata, quindi, considerata preferibile rispetto a un nuovo bando, confermando il contratto con l’attuale fornitore, Cirfood.
Dubbi e richieste dei genitori
Nonostante i dati ufficiali sui costi, riportate dai genitori, le famiglie chiedono maggiore chiarezza. Elisa Lamanna, rappresentante di classe della scuola M.L. King e portavoce dei genitori, ha espresso il disagio e le domande rimaste senza risposta: «Sono state valutate tutte le alternative possibili?» chiedono i genitori, interrogando l’Amministrazione sulla possibilità di rivedere il capitolato, utilizzare risorse di bilancio per coprire l’aumento o procedere con un nuovo bando anziché con il rinnovo automatico del contratto. Le famiglie segnalano anche una disparità tra le scuole del territorio, visto che la razionalizzazione delle cucine è stata decisa a anno scolastico già iniziato. La presenza della mensa interna, sottolineano, è un elemento determinante nella scelta della scuola al momento dell’iscrizione. Viene inoltre sollevata, nel documento, la questione della tariffa: «Trattandosi di variazione di un servizio non in miglioramento rispetto alle attuali condizioni, per quale motivo le famiglie dovrebbero pagare la stessa tariffa senza beneficiare di una riduzione del costo per pasto?».
Le rassicurazioni dell’Amministrazione
L’Amministrazione, fanno sapere i genitori, ha comunque assicurato il mantenimento del personale Cirfood, delle stoviglie durevoli e della struttura delle cucine nelle scuole che non prepareranno più i pasti. A supporto della scelta, è stato citato un test effettuato nella scuola di Via Europa, in ristrutturazione, dove quattro classi hanno espresso un gradimento maggiore per il pasto trasportato rispetto alla precedente preparazione interna. Da questi dati, forniti nel documento, allora, i genitori domandano: «se la struttura della cucina nelle scuole che la perderanno resterà presente, (seppur senza preparazione dei pasti), saranno mantenuti piatti e stoviglie durevoli e il personale non subirà riduzioni, dato che l’aumento del costo è legato al rinnovo del CCNL, quali sono gli elementi di differenziazione tra i 151.800 euro e i 29.792 euro della razionalizzazione».
La richiesta di sospensione del provvedimento
Le famiglie chiedono formalmente la sospensione del provvedimento e risposte dettagliate ai quesiti che non hanno trovato soluzione durante l’incontro con l’Amministrazione.
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Redazione 



















