Allarme legionella a Bresso, il numero dei contagiati sale a 42: nel week end sono stati registrati altri nove casi

In corso di analisi 396 campioni prelevati presso 37 abitazioni e 29 siti sensibili esterni

«non si esclude che la sorgente possa trovarsi in un luogo molto frequentato»

Sale ancora il numero delle persone contagiate da legionella a Bresso, vicino a Milano. Tra venerdì, sabato e domenica sera sono stati registrati altri nove casi. Sale così a 42 il numero totale delle persone in cura perché hanno sviluppato la malattia respiratoria provocata dal batterio, che all'inizio della settimana aveva provocato il decesso di tre anziani. Nonostante l'allerta rimanga alta, la situazione clinica dei malati non risulta essere preoccupante. «Tutti i pazienti di Bresso affetti da legionellosi, che sono ancora ricoverati sono stabili o in fase di remissione» affermano i medici dell'Ospedale Niguarda di Milano. «Rispetto all’ultimo aggiornamento, sul fronte dei campionamenti, i prelievi sono continuati anche nella giornata di oggi – fa sapere in una nota ufficiale l’Ats Città Metropolitana di Milano -. Presso i laboratori di prevenzione di Ats, sono in corso di analisi 396 campioni prelevati presso 37 abitazioni e 29 siti sensibili esterni. Gli esiti delle analisi microbiologiche si attendono per i prossimi giorni. Nonostante l’allerta rimanga alta - continua la nota dell’Ats - la situazione clinica dei cittadini bressesi, che hanno contratto il batterio, non risulta essere preoccupante». L'ipotesi dei nuovi controlli si basa sul fatto che le persone contagiate non abitano nella stessa zona di Bresso, motivo per cui non si esclude che la sorgente possa trovarsi in un luogo molto frequentato. I prelievi finora effettuati dall'acquedotto non hanno portato a trovare traccia dell'agente scoperto nel 1976 dopo che aveva provocato 34 morti tra i veterani della American Legion riuniti a Filadelfia. Non è la prima volta che a Bresso viene registrata una situazione simile. Nel 2014 vi erano stati sei casi (di cui uno mortale) di legionella. Allora si erano però manifestati nell'arco di alcuni mesi. La legionella si può trovare ovunque però, poichè predilige habitat acquatici caldi, tra i 25 e i 45 gradi. In genere il batterio può colonizzare tutti gli ambienti acquatici artificiali, gli impianti idrici, di umidificazione e condizionamento. Ovunque ci sia acqua calda c’è il rischio di trovare la legionella, ma i luoghi con acqua calda nebulizzata sono i più pericolosi. Casi di legionellosi sono stati segnalati in ospedali, case di cura, studi odontoiatrici, alberghi, campeggi, impianti termali e ricreativi (palestre, piscine, idromassaggi), giardini e campi da golf con sistemi di irrigazione a spruzzo e/o fontane decorative, navi da crociera. Gli alberghi, per esempio, sono spazi ove nella pressoché generalità dei casi vi sono tali tipi d’impianti o serbatoi. È ovvio che un’adeguata manutenzione può limitare di gran lunga i rischi di proliferazione della legionella. Controlli che non sempre sono puntuali ed efficaci.

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