Dal Quirinale, Viola Menichetti nominata Alfiere della Repubblica
Il riconoscimento del Presidente Mattarella alla 17enne di San Donato che un anno fa salvò il padre in montagna con una mano rotta e una sola scarpa
Viola Menichetti con il papà
Viola MENICHETTI, 13/5/2008, residente a San Donato Milanese (MI) – Per la prontezza e il coraggio con cui ha affrontato una situazione di emergenza, in condizioni climatiche avverse. La sua determinazione è stata più forte degli ostacoli e dei pericoli: così è riuscita a salvare la vita del padre.
Dal Quirinale arriva una notizia che riguarda da vicino il nostro territorio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Viola Menichetti Alfiere della Repubblica, il massimo onore che lo Stato italiano può conferire a un giovane under 18 per un gesto di coraggio, altruismo o impegno civile straordinario.
Viola ha 17 anni e vive a San Donato Milanese. La sua storia, che noi di 7giorni abbiamo seguito fin dai primi giorni — dal salvataggio in montagna alla benemerenza civica conferitale dal Comune — torna ora sotto i riflettori nazionali. E fa ancora lo stesso effetto di allora: ti lascia senza parole.
Quella mattina in Valsesia
Era il 4 gennaio 2025. Viola e il padre Marco, 56 anni, ex assessore a San Donato ed esperto di mobilità sostenibile, erano in escursione in Valsesia, diretti al rifugio Alpe Massero, a oltre duemila metri di quota. La neve aveva coperto i cartelli e il sentiero. A un tratto Marco scivola e precipita per un centinaio di metri sotto gli occhi della figlia.
Viola scende a sua volta per raggiungerlo. Lo trova vivo ma in condizioni gravi: trauma alla testa, frattura alla gamba, lussazione alle costole, ipotermia. Si mette a coprirlo per proteggerlo dal freddo, poi capisce che deve andare a cercare aiuto. E lo fa. Con una mano rotta, una scarpa mancante, guidata solo dalla luce dello schermo del cellulare, percorre chilometri nel buio e nella neve fino a raggiungere Carcoforo, un borgo di 75 anime in Val Sermenza. Ai soccorritori fornisce le coordinate esatte del posto dove ha lasciato il padre, registrate sul telefono. Un dettaglio che si rivela decisivo.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza raggiungono subito il punto esatto, e Marco viene portato via in barella con l'elisoccorso. È già in ipotermia avanzata. Se Viola avesse impiegato altri venti minuti, probabilmente sarebbe andata diversamente.
La voce del padre
«Mi ha salvato — ha raccontato Marco Menichetti —. Se non fosse stato per lei, probabilmente oggi non sarei qui. La sua scelta coraggiosa mi ha concesso una seconda possibilità. Dopo la rianimazione ho ripreso le mie attività e ho avuto la conferma di ciò che ripeto da sempre: i nostri giovani hanno risorse straordinarie e dobbiamo credere in loro».
Parole che tornano in mente adesso, mentre il Quirinale ufficializza quello che il territorio aveva già capito mesi fa.
Il riconoscimento di San Donato e poi quello del Presidente
A settembre scorso San Donato Milanese aveva conferito a Viola la benemerenza civica cittadina, trasformandola in simbolo di speranza, responsabilità e fiducia nelle nuove generazioni. Ora arriva il passo successivo, quello più alto: la nomina ad Alfiere della Repubblica da parte del Presidente Mattarella.
L'attestato viene conferito a giovani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. Sono ragazzi che rappresentano modelli positivi di cittadinanza, esempi dei tanti meritevoli presenti nel nostro Paese. Il riconoscimento è riservato ai giovani fino ai 18 anni e viene conferito dal Presidente della Repubblica in un numero massimo di 30 ogni anno. Essere tra questi trenta, in tutta Italia, dice molto.
Una ragazza normale che ha fatto una cosa straordinaria
Viola non si è mai definita un'eroina. Come spesso accade con chi compie gesti davvero grandi, lei ha fatto quello che andava fatto, punto. Non ha aspettato, non si è fermata a valutare i rischi. Ha pensato a suo padre e ha agito.
È esattamente questo il senso degli Alfieri della Repubblica: non premiare chi ha cercato la gloria, ma chi l'ha ignorata e ha scelto di fare la cosa giusta. Il nostro territorio può esserne orgoglioso.
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