Dopo la tragedia di via Impastato la voce della politica locale: l’allarme di Guido Massera
Il capogruppo di Fratelli d’Italia a San Donato Milanese interviene dopo la morte del 28enne durante il blitz antidroga: «Una situazione impossibile che denunciamo da anni».
La tragedia avvenuta nel tardo pomeriggio tra Milano e San Donato Milanese, costata la vita a un giovane durante un controllo antidroga, riporta con forza al centro dell’attenzione una ferita mai rimarginata del territorio. A poche ore dal fatto di cronaca, tra telecamere e taccuini, è intervenuto Guido Massera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a San Donato, da tempo impegnato sul fronte del contrasto allo spaccio e al degrado nell’area di confine con Rogoredo.
Un sopralluogo finito in tragedia
Il consigliere era presente nella zona proprio nelle ore in cui si è verificato il drammatico episodio. Ai microfoni delle televisioni e della stampa ha chiarito il contesto dell’intervento. «Oggi si stava facendo un sopralluogo in questa zona qua, il sopralluogo però è finito in tragedia», ha spiegato Guido Massera, sottolineando come la presenza costante sul territorio faccia parte di un’attività ormai abituale.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, si tratta di un’area estremamente critica, dove anche l’azione delle forze dell’ordine risulta complessa. «Oggi come tutti i giorni o quasi tutti i giorni passiamo per vedere la situazione sia qua che in in via Orwell, perché siamo consapevoli di una situazione impossibile, di zone dove le forze dell’ordine faticano ad entrare e dove lo spaccio e il consumo di stupefacenti è costante 24 ore al giorno».
Un problema che dura da anni
Nel suo intervento, Guido Massera ha voluto ricordare come quanto accaduto non rappresenti un episodio isolato, ma l’esito di un problema radicato da tempo. «Questo problema sono ormai anni», ha affermato, ricostruendo le diverse fasi vissute dal territorio.
In passato, ha spiegato, una maggiore presenza delle forze dell’ordine aveva prodotto risultati concreti. «Per un certo periodo era stata messa in atto una serie di controlli costanti che avevano diminuito lo spaccio degli stupefacenti e anche il consumo degli stessi». Un equilibrio però venuto meno negli ultimi tempi. «Recentemente, per ragioni che non conosciamo, sicuramente non siamo qui per criticare nessuno, i controlli sono stati allentati e la situazione in via Orwell ha raggiunto livelli inaccettabili».
Le denunce ignorate dal 2021
Il consigliere ha ricordato come le segnalazioni ufficiali non siano mancate negli anni. «Il primo esposto a mia firma è del 2021», ha spiegato, precisando che da allora sono trascorsi circa cinque anni di richieste e appelli. «Non era mai successo nulla del genere», ha aggiunto, riferendosi al fatto che, fino a ieri, non si era mai arrivati a un epilogo così drammatico.
Tra le richieste avanzate nel tempo, anche quella di una bonifica strutturale dell’area. «Avevamo chiesto al sindaco Sala di bonificare la zona affinché le forze dell’ordine possano fare il loro lavoro in maniera più agevole e non in queste condizioni che sono impossibili anche per loro».
Il muro antispaccio e le barriere danneggiate
Nel corso delle dichiarazioni, Guido Massera è tornato anche sul tema del cosiddetto muro antispaccio, più volte citato nel dibattito pubblico. «Il muro antispaccio non è in questa zona ma in via Orwell dalla parte opposta della tangenziale verso Rogoredo», ha precisato.
Una struttura che, nel tempo, ha subito continui danneggiamenti. «È stato più volte tagliato e distrutto», ha spiegato, aggiungendo che attualmente «è stato quasi ultimato tutta la barriera anti-intrusione, con la speranza che la zona venga bonificata e messa in sicurezza».
Le conseguenze su San Donato
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, il degrado non resta confinato nei boschi, ma ricade direttamente sulla città di San Donato Milanese. «Abbiamo chiesto anche al Ministro che ci sia più presidio, che le forze dell’ordine siano costantemente qui», ha dichiarato.
Le conseguenze, ha spiegato, sono sotto gli occhi dei cittadini. «Tutte le sere siamo soggetti a rotture di vetri di autovetture, a furti nei box e nelle cantine, da parte dei tossicodipendenti che si riversano sulla nostra città alla ricerca di denaro».
Il dolore e la prudenza dopo la morte
Sul fatto di sangue, Guido Massera ha mantenuto un profilo di cautela. «Oggi quello che è successo non lo so e neanche voglio entrare nel merito perché non sono né un investigatore né un poliziotto né un carabiniere», ha affermato.
Parole che non nascondono però l’amarezza per un epilogo temuto da tempo. «È una situazione che sicuramente era degradata e purtroppo oggi è successo quello che tutti speravamo non succedesse».
Un intervento che restituisce il clima di tensione e di esasperazione che da anni accompagna uno dei confini più fragili del Sud Milano, dove sicurezza, degrado e marginalità continuano a intrecciarsi in modo drammatico.
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