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Flash mob contro spaccio e degrado davanti alla metro M3: «Un atto d'amore verso la comunità di San Donato» |Video|

Nonostante la brutta giornata una quarantina di persone si sono ritrovate In via Caviaga: cittadini, pendolari e rappresentanti delle Istituzioni hanno manifestato per chiedere più sicurezza.

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La pioggia aveva caratterizzato la notte e le prime ore del mattino, ma nel pomeriggio, al momento del flash mob, il tempo ha concesso una tregua. Nonostante una temperatura rigida, l’iniziativa davanti alla stazione della metropolitana M3 di San Donato Milanese, lato via Caviaga, si è svolta senza precipitazioni, permettendo a circa quaranta persone di ritrovarsi per lanciare un messaggio chiaro contro spaccio, degrado e criminalità diffusa.
Un presidio semplice, ma carico di significato, nato dalla volontà di cittadini e pendolari di riportare l’attenzione su una situazione che da tempo genera paura e insicurezza, soprattutto nelle aree di confine tra San Donato e Rogoredo.

Un’iniziativa civica nata dal basso
Il flash mob è stato pensato come un gesto simbolico, pacifico, evitando toni esasperati ma puntando dritto al cuore del problema. L’area della stazione M3 viene indicata da molti come uno dei punti più critici della città, non solo per la presenza dello spaccio, ma anche per i continui episodi di microcriminalità che incidono sulla quotidianità di chi utilizza i mezzi pubblici. Residenti storici, lavoratori e pendolari hanno scelto di esserci per ribadire che il tema della sicurezza non può più essere rinviato.

Una mobilitazione senza bandiere di partito
Pur con la presenza e gli interventi di esponenti di alcune forze politiche, il presidio si è svolto volutamente senza simboli, bandiere o loghi di partito. Una scelta precisa, condivisa dai promotori, per sottolineare che il tema della sicurezza e della vivibilità non appartiene a una parte politica, ma riguarda l’intera comunità.
L’obiettivo è stato quello di ribadire come il diritto a vivere serenamente nei propri quartieri sia una preoccupazione civica, trasversale, che chiama in causa tutti: cittadini, istituzioni e forze politiche, senza distinzioni ideologiche.

Le parole dei cittadini: dignità e serenità
Durante il presidio hanno preso la parola diversi cittadini residenti, che hanno raccontato il disagio vissuto negli ultimi anni. Un boschetto, diventato luogo simbolo dello spaccio, è stato più volte citato come elemento che ha contribuito a compromettere l’immagine della città.
Un residente ha definito il flash mob «un atto d’amore verso la comunità di San Donato», spiegando come il degrado non sia responsabilità di una parte politica, ma di un fenomeno complesso che va affrontato alla radice.
Allo stesso tempo è stata rivendicata con forza la necessità di vivere in tranquillità: «Abbiamo diritto a passeggiare sereni, a non essere insultati o molestati, a prendere i mezzi pubblici senza paura».

Il racconto dei pendolari e la paura quotidiana
Molto forte anche la testimonianza di Alberto, 29 anni, pendolare che utilizza ogni giorno i collegamenti ferroviari. Il giovane ha raccontato episodi di tentativi di rapina e situazioni di forte disagio vissute in stazione.
«Non possiamo rinunciare ai treni che ci portano al lavoro. Non possiamo sostituirci allo Stato», ha detto, sottolineando come sempre più persone scelgano di evitare il passante per timore. Le sue parole sono state accompagnate dal coro dei presenti: «Basta degrado».

Le richieste: più presenza e risposte concrete
Nel corso degli interventi è emersa anche la frustrazione per promesse ritenute non mantenute. Una cittadina ha ricordato come San Donato Milanese negli anni Ottanta fosse una città curata e vivibile, chiedendo oggi risposte chiare e soluzioni reali.
È stato ribadito che la questione della droga va affrontata con umanità e supporto verso chi è in difficoltà, ma senza dimenticare il diritto dei cittadini alla sicurezza e alla dignità.

Gli interventi politici e istituzionali
Al presidio erano presenti anche esponenti politici locali e del territorio. Luca Vassallo, coordinatore provinciale dei giovani di Forza Italia, ha denunciato una situazione ormai cronica nelle stazioni della metropolitana e dei treni, con continue segnalazioni di aggressioni e furti.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia a San Donato Milanese Guido Massera ha ricordato gli incontri avvenuti con prefetto e forze dell’ordine, spiegando come molte criticità derivino da zone limitrofe segnate dalla criminalità.
La consigliera di Città metropolitana di Milano Vera Cocucci ha sottolineato il ruolo strategico della stazione M3, frequentata ogni giorno da migliaia di persone, comprese studentesse e studenti minorenni.
Matteo Fantinelli Consigliere comunale di Fratelli d'italia ha esposto tutta la frustrazione di un  territorio che ogni giorno subisce violenze, degrado e criminalità.
Presente anche l’assessore di San Giuliano Milanese Alfio Catania, che ha evidenziato l’isolamento della stazione e la necessità di un presidio fisso delle forze dell’ordine.

Il flash mob si è concluso senza tensioni, con un messaggio condiviso: la sicurezza non è uno slogan, ma un diritto quotidiano. E i cittadini chiedono che San Donato non venga lasciata sola.