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San Donato, pesci in massacro nel laghetto di via Europa: allarme per l’ecosistema

Laghetto artificiale sotto osservazione. Arpa e Ats escludono l’inquinamento, ipotesi principale la mancanza di ossigeno

Foto di repertorio

Una segnalazione che ha fatto scattare l’allarme

Una vasta morìa di pesci ha colpito il laghetto artificiale di via Europa a San Donato Milanese. L’episodio è stato segnalato nei primi giorni del mese e ha portato alla scoperta di numerosi pesci senza vita, affiorati in superficie o adagiati lungo le sponde. Si tratta di una quantità ingente di esemplari, molti dei quali di grandi dimensioni, che da giorni attirano anche la presenza di gabbiani.

Un bacino di grandi dimensioni

Nel bacino artificiale, che si estende su un’area ampia quanto diversi campi da calcio e raggiunge una profondità di 25 metri, sono stati rinvenuti esemplari di carpe dal peso superiore ai venti chili, oltre ad amur e black bass. Accanto ai pesci già morti, ne sono stati osservati altri in evidente sofferenza, segnale di una situazione ambientale critica che potrebbe non essere ancora del tutto risolta.

I controlli di Arpa e Ats

Dopo la segnalazione, sono scattati i controlli da parte di Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, e di Ats, l’Agenzia per la tutela della salute. Gli accertamenti hanno permesso di escludere sversamenti inquinanti o contaminazioni riconducibili ad attività esterne. Secondo le valutazioni dei tecnici, la causa più probabile della morìa sarebbe una grave carenza di ossigeno nell’acqua.

L’ipotesi dell’anossia

L’ipotesi prevalente è quella di un’anossia progressiva, collegata alle condizioni del fondale, ricoperto da foglie e materiale organico in decomposizione. Questo processo riduce la disponibilità di ossigeno, rendendo l’ambiente sempre meno idoneo alla fauna ittica. A peggiorare il quadro contribuiscono anche le carcasse dei pesci, la cui decomposizione produce ammoniaca e consuma ulteriore ossigeno, alimentando un circolo vizioso che rischia di estendere la morìa.

Il monitoraggio sul territorio

Sul posto sono intervenute le Guardie ecologiche volontarie della Città metropolitana e i rappresentanti dell’associazione Le Sentinelle del Parco Sud, impegnati nel monitoraggio ambientale dell’area. L’attenzione resta alta per prevenire ulteriori conseguenze e valutare possibili interventi di ripristino dell’equilibrio dell’ecosistema del laghetto.