Senza stipendio e futuro, Mediaset con risultati record e Silvio Berlusconi candidato alla presidenza della repubblica, qualcosa non va.

Ci scrive un gruppo di ex dipendenti R.T.I. Reti Televisive Italiane S.p.a., società del Gruppo Mediaset, che si trova in una situazione drammatica, dal punto di vista economico e psicologico, per sé stessi e le proprie famiglie

L'appello accorato degli ex dipendenti RTI

Buongiorno, chi vi scrive è un gruppo di ex dipendenti R.T.I. Reti Televisive Italiane S.p.a., società del Gruppo Mediaset, che si trova in una situazione drammatica, dal punto di vista economico e psicologico, per sé stessi e le proprie famiglie. Decidendo che le televendite e l’ecommerce non rientravano più nel core business di R.T.I. S.p.a. ed attraverso una serie di articolate operazioni, a fine settembre 2020 R.T.I. S.p.a. conferiva alla new-co Mediashopping S.r.l. (ultimamente denominata Itavo S.r.l., società controllata da Andrea Mastagni e dai suoi famigliari) il cosiddetto ramo d'azienda costituito dalla divisione Mediashopping presso la quale tutti noi eravamo da anni impiegati con contestuale cessione di tutti i nostri contratti di lavoro.

Andrea Mastagni, noto da anni alle cronache per accuse di gravi reati fallimentari in diversi ambiti, veniva arrestato insieme al fratello Stefano dalla Guardia di Finanza nel febbraio 2021 perché accusato di bancarotta fraudolenta e altri gravi reati nell’ambito dell’operazione “Icaro” condotta dalla Procura di Torino. La divisione Mediashopping, che non era funzionalmente autonoma e non costituiva in realtà un ramo d’azienda, si occupava di televendite e telepromozioni trasmesse quotidianamente su canali televisivi di R.T.I. S.p.a. utilizzando i loghi, i marchi ed i segni distintivi Mediashopping e Aroma Vero oltre che di e-commerce e vendite alla GDO con business in forte incremento nei primi tre trimestri del 2020. La divisione aveva realizzato nel 2019 un fatturato di 16,4 milioni di euro, in aumento sull'anno precedente, con un margine gestionale di circa un milione di euro. Il conferimento da R.T.I. S.p.a. a Mediashopping S.r.l. della divisione Mediashopping, qualificata come ramo d'azienda pur non essendo tale, era – per ragioni facilmente comprensibili - assolutamente contrario agli interessi di noi lavoratori trasferiti contro la nostra volontà.

Per queste ragioni, da subito abbiamo sostenuto l'illegittimità del conferimento del cosiddetto ramo d'azienda e della cessione dei contratti di lavoro chiedendo di mantenere i nostri rapporti di lavoro alle dipendenze di R.T.I. S.p.a.; i procedimenti giudiziari sono ancora pendenti avanti la Magistratura del Lavoro di Monza e di Roma. A differenza di quanto accaduto con ottimi risultati sino al settembre 2020 e cioè sino a quando la divisione Mediashopping faceva parte di R.T.I. S.p.a. - dopo soli 15 mesi dal conferimento del ramo d'azienda e proprio a causa del fatto che la divisione Mediashopping non costituiva un ramo d’azienda - Mediashopping S.r.l (oggi Itavo S.r.l.) ha accumulato ingenti debiti con decine di fornitori (banche, forza vendita, logistica, produttori di prodotti, agenzie marketing, producer esterni…), non è in grado di far fronte agli impegni contrattuali, si è avvalsa della cassa integrazione Covid-19 per i dipendenti, non paga più gli stipendi, omette il versamento dei contributi di previdenza obbligatoria, è da molti mesi inattiva, ha manifestato l'intenzione di procedere con i licenziamenti. Al contempo il gruppo Mediaset registra utili da record per il 2021 (605 milioni nei primi 9 mesi) e evita di dare seguito alla richiesta di ricostituzione dei nostri rapporti di lavoro.

Ora si avvicinano le votazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica alle quali è candidato Silvio Berlusconi che ci sembra strano non si sia mai espresso su questa incresciosa vicenda che ci vede protagonisti e coinvolge una delle aziende di cui è proprietario.

È stato desolante vedere lo spot televisivo di auguri natalizi di Mediaset che si presenta come “Una grande famiglia che si impegna ogni giorno con passione e orgoglio per tutte le famiglie italiane” mentre noi, trattati come merce, non siamo più in grado di pagare le rate del mutuo, ci umiliamo chiedendo aiuto economico ai nostri famigliari e non siamo più in grado di garantire un futuro dignitoso ai nostri figli. Siamo stati immolati senza alcun comprensibile motivo pur avendo per tanti anni lavorato, noi sì con orgoglio e passione, e contribuito alle fortune ed al successo di chi invece non ha mostrato alcun interesse per noi e per le nostre famiglie e ci ha letteralmente scaricati ad un imprenditore con un lungo curriculum di fallimenti. Ci auguriamo che possiate dare evidenza a questa situazione nella speranza che Mediaset, al di là di ogni altra questione e delle formali prese di posizione, comprenda e si faccia carico anche della responsabilità morale che ha nei nostri confronti per quanto è accaduto e sta accadendo evitando di condurci al baratro che per ciascuno di noi è ad un passo.

Gli ex dipendenti di R.T.I. S.p.a.

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