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Proteste per l'illuminazione pubblica di Peschiera, l'Amministrazione spiega che il problema è nelle dorsali, sono allo studio delle soluzioni

Sindaco Coden: «Interventi urgenti, criticità strutturali e un contesto normativo che complica le soluzioni».
Le luminarie natalizie? «Linee e contatori separati»

Un tratto di via Liberazione interessato dai guasti ricorrenti

Un tratto di via Liberazione interessato dai guasti ricorrenti

La questione dell’illuminazione pubblica a Peschiera Borromeo è diventata, negli ultimi anni, uno dei temi più sentiti dai cittadini. Da tre o quattro anni persistono problemi diffusi, spesso ricorrenti e concentrati nelle stesse vie del territorio, con zone rimaste completamente al buio anche per periodi molto prolungati. Una situazione che, secondo molti residenti, non solo compromette la vivibilità, ma incide direttamente sulla sicurezza stradale e sulla percezione generale del decoro urbano. Nell’intervista rilasciata a 7giorni, il sindaco Andrea Coden affronta la questione nel dettaglio, spiegando cause, difficoltà, limiti tecnici e normativi, oltre alle azioni formali messe in campo dal Comune.

Anni di disservizi e guasti ripetuti: la fotografia attuale

Oggi il problema non riguarda episodi isolati, bensì un insieme di criticità che si trascinano da anni. Le interruzioni colpiscono strade diverse, ma con un denominatore comune: la ripetitività e il peggioramento progressivo delle condizioni. «Le segnalazioni arrivano in modo costante e molte vie sono soggette a guasti ripetuti» conferma il sindaco. La causa non è una semplice lampadina fulminata, ma un sistema più complesso che mostra evidenti limiti strutturali.

Un impianto problematico: il nodo delle dorsali

Il punto nevralgico, secondo Coden, riguarda le dorsali elettriche, ovvero le linee che portano l’alimentazione ai lampioni. Come risulta dal Progetto Esecutivo approvato dall’Amministrazione nel 2019, la Società STEA aveva presentato un progetto dove veniva fatta l’analisi dello stato delle dorsali. Conseguentemente, sulla base di tale valutazione tecnica la stessa Concessionaria si era impegnata a sostituire le linee elettriche vetuste e obsolete, per una lunghezza di circa 3.300 metri lineari, su un totale di circa 90.000 metri lineari stimati di linee presenti sul territorio comunale. Nella stato di fatto però, anche in base alle valutazioni attuali della società, le dorsali elettriche hanno bisogno di importanti interventi, perché vetuste. Il risultato è che un guasto a monte spegne intere vie. «Via Primo Maggio è spenta da due mesi per un problema strutturale alla linea» dichiara il sindaco, evidenziando che non si tratta di un disservizio occasionalmente risolvibile, ma di un’anomalia che richiede interventi profondi e mirati.

Monitoraggi, segnalazioni e l’avvio di un procedimento amministrativo

Per affrontare la situazione, l’amministrazione ha intensificato i controlli e incrementato il flusso di segnalazioni dirette alla concessionaria Stea, società bresciana in ATI  (Associazione temporanea di Impresa) con Enel X, che gestisce l’intero servizio. «Abbiamo aumentato il monitoraggio delle aree critiche e inviato segnalazioni puntuali» afferma Coden. Ma davanti alla reiterazione dei problemi, il Comune ha scelto un approccio più incisivo: aprire un procedimento amministrativo formale.

«Abbiamo avviato un procedimento per contestare diverse non conformità contrattuali e chiedere chiarimenti sulla gestione delle emergenze e sulla qualità del servizio» spiega il sindaco. La misura è stata adottata per garantire un confronto chiaro e documentato con la società, con l’obiettivo di verificare eventuali inadempienze e individuare le responsabilità.

Penali e richieste ufficiali dopo i blackout più gravi

Il Comune ha contestato sanzioni economiche, come nei casi più eclatanti: «Per il blackout di tre giorni a Bellaria e Mezzate abbiamo contestato penali significative. Stea ha ora quindici giorni per fornire una risposta e presentare le giustificazioni del caso». L’episodio, avvenuto tra il 31 ottobre e il 1° novembre, è stato uno dei più discussi proprio per la durata e per l’ampiezza dell’area coinvolta. Il Comune quindi si sta muovendo formalmente anche per il rispetto delle obbligazioni assunte contrattualmente e farà ciò che è sua facoltà per addivenire alla risoluzione dei problemi. L’effettiva applicazione delle penali avverrà all’esito del procedimento amministrativo in corso.

Il contratto di concessione: 15 anni tra LED, pannelli e monitoraggi sospesi

La concessione con Stea ha una durata di 15 anni e prevedeva, tra i vari interventi, la sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con quelli a LED, già effettuata, e l’installazione di pannelli informativi e centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria. Tuttavia, quest’ultimo servizio non è stato rinnovato nel 2023, lasciando scoperta una parte importante del progetto iniziale.

Costi elevati per gli interventi necessari: oltre 450.000 euro

Gli uffici comunali hanno raccolto preventivi per comprendere l’entità degli interventi sulle dorsali più problematiche. «Parliamo di circa 450.000 euro per svolgere tutti i lavori necessari» precisa Coden, sottolineando che si tratta di cifre molto impegnative per un bilancio comunale. Inoltre, la natura tecnica dell’impianto richiede che gli interventi siano affidati a ditte altamente specializzate, capaci di operare su linee elettriche già in concessione.

Il nuovo Codice degli Appalti complica le soluzioni

Uno dei principali ostacoli è di tipo normativo. Il sindaco lo spiega in modo netto: «Il Codice degli Appalti introduce l’obbligo di rotazione dei fornitori e un limite di 150.000 euro per gli affidamenti diretti Questo significa che il Comune, se vuole affidare alla stessa concessionaria lavori aggiuntivi come il rifacimento delle dorsali, deve rispettare le regole del Codice degli Appalti. La legge permette di farlo solo in casi eccezionali — cioè quando emergono problemi imprevisti o quando servono interventi aggiuntivi non previsti dal contratto iniziale — e comunque senza superare il 50% del valore del contratto. Per importi elevati e interventi continuativi non è possibile procedere con affidamenti diretti: in questi casi è necessaria una gara pubblica».

Prospettive future: priorità alla sicurezza e attesa dell’esito del procedimento

Il percorso, dunque, non è immediato. Il Comune sta lavorando per identificare una formula contrattuale che possa consentire interventi rapidi, ma nel rispetto della normativa vigente. «Daremo priorità alle zone dove il buio può rappresentare un rischio per la sicurezza dei cittadini» assicura il sindaco. L’esito del procedimento amministrativo aperto con Stea sarà determinante, perché da lì deriveranno gli obblighi e le eventuali responsabilità da far valere nei confronti della concessionaria.

L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: superare definitivamente una criticità che non può più essere affrontata con interventi tampone, ma solo con una revisione profonda delle dorsali e con investimenti mirati.

Luminarie natalizie: un sistema totalmente separato

Nella parte finale dell’intervista, Coden chiarisce un punto spesso frainteso dai cittadini: «Le luminarie natalizie sono su linee elettriche e contatori separati rispetto all’illuminazione pubblica». Il tema non ha quindi alcuna connessione tecnica con i disservizi che colpiscono le vie della città. Le poche criticità residue – come il posizionamento di due alberi di Natale e un guasto in via Rimembranze – sono state risolte entro il 7 dicembre, con un’accensione programmata come l’anno precedente.

Giulio Carnevale