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San Donato Milanese, Commissione Servizi alla collettività e alla persona: «confronto negato sulla chiusura delle cucine scolastiche»

La minoranza contesta la decisione della maggioranza di non convocare la Commissione richiesta sulle mense della King e della Rodari

La mancata convocazione della Commissione consiliare “Servizi alla collettività e alla persona” apre un nuovo fronte di tensione politica in Consiglio comunale. A sollevare il caso è l’intera minoranza, che parla apertamente di «confronto negato» da parte della maggioranza in merito alla chiusura delle cucine delle scuole King e Rodari.
Una decisione che, secondo i gruppi di opposizione, incide direttamente sulla qualità dei servizi scolastici e sulla vita quotidiana di bambini e famiglie, e che avrebbe richiesto un passaggio politico chiaro e pubblico.

La richiesta della minoranza
La convocazione della Commissione era stata chiesta formalmente da tutte le forze di minoranza con l’obiettivo di approfondire le scelte adottate dall’Amministrazione comunale sul servizio di refezione scolastica per l’anno 2025/2026 e per quelli successivi.
L’intento, spiegano i consiglieri, non era quello di entrare nel merito delle procedure tecniche, ma di comprendere le motivazioni alla base delle decisioni, analizzare i documenti disponibili e valutare le possibili opzioni future prima che le scelte diventassero definitive.

Le critiche sul metodo
Secondo la minoranza, la chiusura delle cucine scolastiche è avvenuta senza un confronto preventivo. In Consiglio comunale sarebbero arrivate risposte giudicate incomplete, mentre tutte le proposte avanzate dall’opposizione sono state respinte.
Il rifiuto di discutere l’argomento anche in Commissione viene quindi letto come un’ulteriore chiusura, soprattutto considerando che si tratta di un servizio alla persona e non di un semplice atto amministrativo.

La posizione della maggioranza
Nella risposta formale alla richiesta, la Presidenza della Commissione ha motivato il mancato accoglimento spiegando che l’oggetto della convocazione riguarderebbe profili di natura gestionale, riservati alla competenza della dirigenza, e pertanto non rientranti tra le attribuzioni delle Commissioni consiliari.
Una valutazione che la maggioranza ritiene coerente con il quadro normativo vigente e con quanto previsto dai regolamenti comunali.

Il nodo politico sollevato dall’opposizione
La minoranza contesta però questa interpretazione. Per i consiglieri di opposizione, quando si interviene su un servizio che coinvolge famiglie, studenti e comunità scolastica, la questione non può essere ridotta a un tema esclusivamente tecnico.
Si tratta, sostengono, di scelte politiche che richiedono trasparenza, confronto e assunzione di responsabilità da parte degli eletti, anche attraverso le Commissioni consiliari, considerate uno strumento di partecipazione e condivisione.

Una scelta che resta al centro del dibattito
Il fatto che la decisione sulla convocazione sia stata assunta dalla Presidenza della Commissione, guidata da una consigliera di maggioranza, viene indicato dall’opposizione come la dimostrazione che non si tratta di un automatismo, ma di una scelta politica precisa.
Per questo la minoranza annuncia che continuerà a chiedere dati, chiarimenti e coinvolgimento delle famiglie, ribadendo che i cambiamenti ai servizi alla persona non possono essere decisi esclusivamente negli uffici, ma devono essere discussi apertamente nelle sedi istituzionali.