Peschiera Borromeo News: cronaca, politica, eventi, cultura e sport

Peschiera, il Bar Acli di Mezzate, l’osteria moderna che tiene unita la comunità

La giovane imprenditrice Erika Cittino guida un locale diventato negli anni un punto di riferimento per il quartiere: prezzi accessibili, servizi utili e un’atmosfera che ricorda le osterie accoglienti di una volta

In alto a sinistra Erika Cittino titolare del bar Acli, in basso a destra il muovo biliardo da boccette installato di recente

L'ingresso

L'ingresso Il Bar Acli è in via Buzzoni Nigra 6 nel cuore di Mezzate, quartiere di Peschiera Borromeo

Un quartiere che ha bisogno di luoghi di incontro

Nel quartiere di Mezzate, frazione di Peschiera Borromeo, i servizi non abbondano. Non c’è una tabaccheria, l’ufficio postale più vicino si trova a Bellaria o a San Bovio, e raggiungerlo con i mezzi pubblici non è sempre semplice. Gli autobus non sono frequentissimi, nemmeno nelle ore di punta, e per molti residenti – soprattutto anziani – spostarsi può diventare complicato.
In questo contesto, il cuore della vita sociale resta certamente l’oratorio dei Santi Pietro e Paolo, da sempre punto di riferimento per la comunità. Ma accanto a questo presidio storico esiste un altro luogo che negli anni ha assunto un ruolo importante per la vita quotidiana del quartiere: il Bar Acli di via Buzzoni Nigra 6.


In alto Erika Cittino dietro al bancone, e in basso un tavolo impegnato a giocare a briscola

In alto Erika Cittino dietro al bancone, e in basso un tavolo impegnato a giocare a briscola

Un bar "speciale" lontano dagli schemi fighetti, ma schietto e sincero 

Dal maggio 2023 il locale è gestito dalla giovane imprenditrice Erika Cittino, che ha deciso di mettersi in proprio dopo anni di lavoro nel settore. «Ho iniziato a lavorare in questo mestiere quando avevo 13 anni» racconta Erika durante l’intervista, spiegando come la decisione di aprire il suo primo locale sia stata sostenuta dal marito, che l’ha incoraggiata a investire su un’attività tutta sua.

Il Bar Acli porta questo nome perché le mura appartengono all’associazione Acli, mentre l’attività è gestita dalla titolare. Ma più che un semplice bar, il locale è diventato qualcosa di diverso: un vero punto di incontro per il quartiere. «Centro sociale» lo definisce simapticamente Erika con semplicità. 

La clientela è multigenerazionale: si passa dai ragazzi più giovani agli adulti, fino ai pensionati. La mattina si incontrano mamme e nonne che dopo aver accompagnato i bambini a scuola si fermano per un caffè e due chiacchiere. Durante il giorno arrivano gli appassionati di biliardo, mentre la sera il locale si anima con gruppi di amici che si ritrovano per un aperitivo o semplicemente per stare insieme. 

Qui il biliardo non è mai tramontato

Uno degli elementi più caratteristici del Bar Acli è la presenza dei biliardi, sempre più rari nei locali moderni.
Qui invece sono protagonisti: da poco è arrivato anche il secondo biliardo da boccette, che si affianca a quello già esistente e al biliardo tradizionale da stecca. Il costo per giocare è di 9,50 euro all’ora, una cifra accessibile che permette a tanti appassionati di ritrovarsi per una partita tra amici. Il biliardo, nei bar di una volta, era molto più di un semplice passatempo: era un rituale sociale, un modo per incontrarsi, discutere, confrontarsi. E a Mezzate questo spirito è ancora vivo.

Trovare il quarto non è mai un problema

Al Bar Acli non mancano nemmeno le partite a carte, una tradizione che continua a tenere insieme generazioni diverse. Tra un caffè e una chiacchierata si gioca a briscola o a scopa d’assi, e trovare il quarto per completare il tavolo non è mai un problema. Basta sedersi, salutare gli amici e nel giro di pochi minuti la partita può cominciare.

Prezzi popolari e atmosfera conviviale

Il Bar Acli è un locale essenziale, senza fronzoli, ma dove non manca nulla. I prezzi restano volutamente accessibili: Erika cerca di mantenere le tariffe il più possibile stabili finché i costi dei fornitori non aumentano. Anche l’aperitivo segue questa filosofia: pochi euro, qualcosa da stuzzicare e la possibilità di trascorrere una serata tra amici senza spendere cifre esagerate.

Il venerdì e il sabato il locale resta aperto fino all’una di notte, e il bar si trasforma in un luogo dove si parla di sport, di lavoro, di vita quotidiana. Operai, professionisti, imprenditori e studenti si ritrovano allo stesso bancone, senza distinzioni.

Un presidio di servizi per il quartiere

Il Bar Acli è diventato anche un piccolo hub di servizi per la frazione di Mezzate. Qui si possono ritirare o spedire pacchi grazie alle convenzioni con Bartolini, DHL, Amazon e Fermo Point, con la prospettiva di attivare anche il servizio Punto Poste. Si possono inoltre pagare bollette e F24 (servizio in attivazione a breve), acquistare biglietti del treno, fare ricariche telefoniche o ricaricare carte prepagate, oltre ai servizi di gioco SISAL e ai gratta e vinci. Per molti residenti, soprattutto anziani, questo significa evitare spostamenti lunghi e scomodi verso altri quartieri.


In alto lo staff del Bar Acli. In basso l'ampio porticato all'aperto.

In alto lo staff del Bar Acli. In basso l'ampio porticato all'aperto.

L’osteria di ieri, il bar di oggi

La parola osteria, nella sua origine più antica, indicava il luogo dove l’oste accoglieva i viandanti offrendo vino, ristoro e compagnia. Non era soltanto un locale: era uno spazio di socialità, un punto di passaggio per le persone e le storie del territorio.
Oggi, in un quartiere come Mezzate, il Bar Acli di Erika Cittino svolge una funzione simile. Non arrivano più viandanti a cavallo lungo le strade polverose, ma residenti, lavoratori, studenti e pensionati che scelgono questo locale come tappa quotidiana.
È una osteria contemporanea, dove si incrociano generazioni diverse, si scambiano notizie del quartiere e si costruiscono relazioni.

Una piccola impresa che merita sostegno

In un’epoca in cui molti bar inseguono mode e format standardizzati, il Bar Acli di Mezzate rappresenta una piccola ma significativa eccezione. È un locale semplice, popolare, accessibile. Un luogo dove il valore principale non è l’arredamento o la tendenza del momento, ma la comunità che lo vive ogni giorno.
Un luogo dove sorridere dei propri guai, un luogo dove nessuno ti fa pesare la differenza di classe sociale, un luogo dove tutti sono i benvenuti, e dove Erika  e il suo staff hanno sempre una parola di cortesia per chiunque frequenti il locale. 
Ed è anche la dimostrazione di come una giovane imprenditrice possa trasformare un bar di quartiere in qualcosa di più: una casa aperta per tutti, proprio come le osterie di una volta.
Giulio Carnevale