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San Donato Milanese, moria di pesci al laghetto di via Europa: Comune e enti tecnici al lavoro

Il Comune monitora la situazione, collaborando con Arpa, Ats e Città Metropolitana per individuare cause e possibili interventi; dai primi rilievi non emergono evidenze di inquinamento, mentre tra le ipotesi allo studio ci sono problemi di ossigenazione e inversione termica

Foto di Fz da Pixabay

La moria dei pesci nel laghetto di via Europa

Una vasta moria di pesci ha colpito il laghetto artificiale di via Europa a San Donato Milanese: numerosi esemplari senza vita sono stati rinvenuti sia in superficie sia lungo le sponde dello specchio d’acqua, attirando l’attenzione dei cittadini, delle associazioni e sollevando preoccupazioni per l’ecosistema locale. I controlli avviati nei giorni scorsi avevano già evidenziato una situazione ambientale critica, con carenze di ossigeno come possibile causa principale della moria, sulla base delle prime analisi tecniche di Arpa e Ats, escludendo fonti inquinanti riconducibili ad attività esterne.

Comune e enti al lavoro

Il Comune di San Donato Milanese ha deciso di seguire la situazione in modo strutturato, avviando un confronto con Arpa, Ats e la Città Metropolitana di Milano per valutare le possibili cause e gli interventi più appropriati per contenere il fenomeno. Secondo il comunicato ufficiale dell’Ente, dai monitoraggi finora eseguiti non emergono evidenze che le cause siano riconducibili a inquinamento, ipotesi che inizialmente aveva attirato un'ampia attenzione pubblica e che avrebbe potuto coinvolgere anche altre specie animali presenti nel bacino.

Possibili concause e condizioni ambientali

Tra le ipotesi attualmente al centro delle valutazioni dei tecnici vi è uno stato di inversione termica, che può influenzare negativamente i livelli di ossigeno disciolto nell’acqua. Le dinamiche legate all’ossigenazione delle acque, spiegano gli esperti, sono strettamente dipendenti dalle condizioni climatiche dell’ultimo periodo e dalla morfologia profonda del laghetto.

Difficoltà nella rimozione delle carcasse

I rilievi tecnici stanno anche considerando le modalità di rimozione delle carcasse dei pesci, un’operazione resa complessa sia dalla profondità del laghetto, che raggiunge anche i venti-venticinque metri, sia dalla conformazione delle sue sponde particolarmente ripide, condizioni che complicano gli interventi in ambiente acquatico. Il confronto tra gli enti preposti punta a definire soluzioni mirate che possano tutelare l’ambiente e, al tempo stesso, garantire la sicurezza delle operazioni di ripristino.

Monitoraggio continuo e collaborazione tra enti

L’Ente ribadisce l’importanza della collaborazione con Arpa, Ats e Città Metropolitana, sottolineando che il monitoraggio del fenomeno prosegue in modo continuativo, con l’obiettivo di definire interventi efficaci e tempestivi. I cittadini sono invitati a segnalare ulteriori osservazioni o segni di criticità nell’area, così da contribuire alla valutazione complessiva e alla tutela dell’ecosistema del laghetto, uno spazio verde molto frequentato nella zona sud-est milanese.