«Negato ai cittadini il diritto a vivere in salute, occorre ripensare la mobilità lungo la Paullese»

Il Comitato #C6, che da tempo manifesta contro un sistema viabilistico giudicato inefficiente e dannoso, suona la carica: «Le soluzioni palliative non servono, la protezione della salute sia la priorità»

“Diritti negati ai cittadini, doveri ignorati dai governanti”. Non usa mezzi termini il Comitato #C6, da tempo promotore di iniziative volte a sensibilizzare le istituzioni riguardo la necessità di riformulare un modello di trasporto obsoleto, incurante dell’inquinamento atmosferico. «Sono decenni che i governanti parlano di prolungare la M3 fino a Paullo – sostengono gli attivisti -, anni che parlano di fondi stanziati, anni che tali fondi vengono deviati per altre opere. Troppi anni che per la Paullese si pensa solo a come ampliare le strade, a come permettere a più macchine di scaricare CO2 nell’ambiente. Anni che si sta minando la salute di tutti». 

In tal senso, gli esponenti del Comitato sottolineano come la pianura lombarda sia una delle zone con l’aria più inquinata d’Europa e come, dal canto proprio, la Paullese figuri tra le strade con l’aria più contaminata della Lombardia, a causa della mole di particolati generati dal trasporto su gomma. Per questo, secondo il sodalizio ambientalista, le soluzioni “palliative” non sarebbero di alcuna utilità: «Non si possono accettare rimedi come il recentemente proposto Bus Rapid Transit (BRT) che parzialmente diminuiscono l’inquinamento, ma che alla lunga lasciano inalterata la situazione. Gli esempi di BRT a investimento ridotto rispetto alla metropolitana e in grado di trasportare flussi elevati di persone sono infatti motorizzati Diesel, il combustibile per automotori più inquinante».

Da qui prende dunque corpo una netta presa di posizione, che suona come un vero e proprio monito “dal basso”, indirizzato alla classe dirigente. «È quanto mai indispensabile che sia la protezione della salute a guidare le scelte dello sviluppo sociale ed economico – concludono -. Se oggi chi governa non vorrà agire, il comitato #C6 e l’Associazione Athena di San Donato fanno sapere loro che saremo noi, la gente, in modo pacifico e legale ma con decisione e convinzione, a smettere di chiedere, per costringerli a rispettare i loro doveri nei nostri confronti. Saremo noi a rendere operativi i nostri diritti». 

È quindi lecito attendersi che, anche per l’anno appena iniziato, non mancheranno iniziative e manifestazioni per reclamare a gran voce il diritto di vivere in un ambiente più salubre.

Redazione Web 

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