Peschiera Borromeo News: cronaca, politica, eventi, cultura e sport

Una famiglia di Peschiera Borromeo in viaggio per le visite specialistiche: il calvario delle prenotazioni sanitarie in Lombardia

Tra attese infinite, medici sempre diversi e viaggi di centinaia di chilometri, il percorso di cura diventa un’odissea quotidiana

La difficoltà di mantenere lo stesso specialista
La storia che raccontiamo oggi è quella di una famiglia di Peschiera Borromeo che, nel pomeriggio di oggi 28 novembre 2025, ha provato a prenotare alcune visite specialistiche online tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico, e telefonicamente presso il centralino di Regione Lombardia 800 638 638. Il primo ostacolo è emerso immediatamente: la totale impossibilità di effettuare una visita di controllo con lo stesso medico che aveva seguito la prima valutazione. Un problema tutt'altro che marginale, perché mina alla base il rapporto di fiducia medico-paziente e rende frammentario qualsiasi percorso diagnostico programmato.

La ricerca nelle province lombarde
I tre componenti della famiglia hanno iniziato verificando la disponibilità nella propria ASST Melegnano-Martesana. Poi, di fronte all’assenza totale di appuntamenti compatibili, hanno esteso la ricerca alla città di Milano e a tutta l'area metropolitana (ex provincia). Senza successo. A quel punto hanno provato con Lodi, Cremona, Bergamo e Pavia, cercando disponibilità che rientrassero almeno nei 120 giorni previsti come limite massimo per molte prestazioni specialistiche. Anche qui, però, il quadro è apparso identico: attese lunghissime e, spesso, assenza totale di alternative.

Le visite di Cardiologia: solo dopo l’estate e lontano da casa
Per la Cardiologia non è emersa alcuna possibilità né a Milano né nell’hinterland. A Lodi e Cremona le prime disponibilità si spostavano addirittura verso luglio e settembre del 2026. Alla fine la famiglia è riuscita a prenotare due visite cardiologiche in una struttura convenzionata a Rho, a fine marzo, quindi oltre i 120 giorni indicati come soglia di garanzia dal Servizio Sanitario Nazionale.

Urologia e uroflussometria: 140 km per un esame
La situazione dell'Urologia è risultata ancora più complessa. La famiglia aveva bisogno anche dell’esame di uroflussometria, e della visita di controllo urologica, l’unica disponibilità trovata in tutta la Lombardia è stata a fine gennaio, a 140 km di distanza, a San Giovanni in Croce, in provincia di Cremona. Una scelta obbligata che richiederà ferie, un viaggio lungo e costi aggiuntivi, pur trattandosi di prestazioni SSN.

Dermatologia, oculistica e ginecologia: mesi di attesa e visite introvabili
Per la Dermatologia con mappatura dei nevi l’unica struttura disponibile era a Salice Terme, in provincia di Pavia, con appuntamento fissato per maggio 2026.
Oculistica tempi biblici in strutture lontanissime. Addirittura nessuna disponibilità a Milano e provincia. Ma non era vietato chiudere le liste di attesa?
Ancora più critica la situazione delle visite Ginecologiche: nessuna struttura pubblica o convenzionata risultava disponibile, nemmeno tramite il Numero Verde Regionale. Un dato che racconta meglio di qualsiasi statistica il livello di sovraccarico del sistema.

Il peso degli spostamenti e delle assenze dal lavoro
Questa famiglia, pur avendo un’auto a disposizione, dovrà percorrere centinaia di chilometri, prendere permessi dal lavoro e affrontare spese, e tempi di attesa molto lunghi. Il tutto senza la possibilità di essere seguita sempre dallo stesso specialista, con inevitabili ripetizioni, spiegazioni, incertezze e ritardi nel percorso di cura.
Pensate la situazione che vivono gli anziani e i pazienti fragil. Devono dipendere completamente da parenti e conoscenti per affrontare questi lungi spostamenti. Spesso sono lasciati senza aiuto per la prenotazione delle visite e degli esami diagnostici, sempre più affidate a call center irraggiungibili e/o a servizi online, estremamente complicati per chi non ha dimestichezza. 

Un problema che riguarda tutti
La loro non è un’eccezione, ma la fotografia di una criticità sempre più diffusa: prenotare visite specialistiche diventa un’impresa, soprattutto per chi ha patologie croniche o controlli periodici che richiedono continuità assistenziale. Quando la distanza e i tempi sostituiscono la cura, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli. E la politica?...Tace.