Riportare a verde il quartiere Santa Monica. Questa è la proposta dell'opposizione di Segrate

Il quartiere segratese “Santa Monica” torna a far parlare di sé. A riportare all’attenzione il tema, una mozione presentata dalle liste civiche Segrate Nostra e Insieme per Segrate con Fabrizio Ciapini dell'IdV, che mira a colorare di verde la convenzione Santa Monica.

A luglio 2012, infatti, scadrà la convenzione tra il Comune di Segrate e Vegagest, la società che si occupa della costruzione delle unità abitative del quartiere e a quel punto, secono l'opposizione, si potrebbe rinegoziare la quantità di terreno da destinare a verde pubblico.

 

Ma, prima di entrare nel dettaglio, ripercorriamo brevemente la vicenda. Stiamo parlando di quel complesso residenziale alle porte di Segrate, nell’area da tutti conosciuta come la Boffalora. Tutto ha inizio circa sei anni fa, quando fu pubblicato il bando di edilizia convenzionata che dava la possibilità ai cittadini di aggiudicarsi un appartamento nel complesso che stava per nascere, Milano Santa Monica, appunto. Secondo i piani, c’erano seicento appartamenti da consegnare ai vincitori della graduatoria. Risultato? Soltanto a centoventi famiglie è stato assegnato un appartamento e, tra queste, solo novanta attualmente abitano effettivamente nel complesso residenziale, sopportando diversi problemi, come per esempio, i continui allagamenti della zona box e la conseguente impossibilità di utilizzare gli ascensori.

Tra nove mesi, e più precisamente il 28 luglio 2012, scadrà la convenzione firmata tra il Comune di Segrate e la Vegagest. Questo significa che la convenzione sarà probabilmente rinnovata, ma con le condizioni adottate nel Pgt in vigore in quel momento. «Quello che vogliamo – ha dichiarato Paolo Micheli, capogruppo in Consiglio di Segrate Nostra - è che si utilizzi questa circostanza per riportare a verde quanto più possibile dell'area della Boffalora e, meglio, se sarà un verde di campi coltivati e boschi, come l'abbiamo sempre vista. La convenzione Santa Monica rappresenta una ferita aperta nel territorio della nostra città». Questo è il pensiero espresso da Segrate Nostra, e condiviso da Paola Monti di Insieme per Segrate e Fabrizio Ciapini (IdV).

«Ora si può e quindi si deve rimediare in parte a quel tragico errore – ha precisato Paolo Micheli - utilizzando lo strumento della riconvenzione». Secondo Micheli, infatti, con questo strumento è possibile stabilire prima dell'inizio delle trattative una regola certa, cosa che non può che aiutare chi andrà a trattare (ovvero il Comune) e soprattutto ridurre il danno provocato ai cittadini che hanno affidato i loro risparmi nelle mani di questo progetto di dubbia riuscita.

Susanna Tosti