Il volto di Milano cambierà in maniera significativa nei prossimi 10 anni, ma già da oggi possiamo apprezzarne i cambiamenti

Il progetto virtuoso avviato nella metropoli milanese è una sintesi perfetta tra la pianificazione e la capacità di visione del “pubblico”, e la destrezza di stare sul mercato e fare innovazione del “privato” attraverso l’impresa.

Milano skyline

Milano skyline

L'opinione di Massimo Chiodo

Milano sta offrendo  strepitose opportunità di sviluppo, e va affermandosi in maniera sempre più eclatante, assumendo così il ruolo di vera capitale dell’innovazione tecnologica e della cultura. Possiamo affermare senza alcun dubbio che la città di Milano è la città europea protagonista del  più stupefacente processo di trasformazione degli ultimi vent’anni. In un analisi socio economica il dato che emerge dalle rilevanze dei numeri, è come la Città Metropolitana di Milano sia un’area che segua un modello di visione dicotomica. Una territorio con aree a connotazioni diverse a seconda del modello di sviluppo che si è attuato, periferie con la loro vitalità e la trasformazione delle ex aree industriali, grandi agglomerati urbani una volta provinciali ma oggi a tutti gli effetti “metropolitani”, grandi parchi anche agricoli. Da Nord a Sud e da Est a Ovest, la città meneghina incarna un nuovo modello, che attualizza la tradizione, rimodellandola, rivisitandola, modernizzandola. 
C’è una vasta area della città e dei comuni di prima cintura, imprenditrice,  innovatrice, erede ideale della Milano da bere anni 80, ma esistono altri modelli, come quello sviluppatosi nella Milano Est cresciuta con una caratteristica post industriale, più giovanile, studentesca e predisposta ai grandi rinnovamenti anche culturali. Qui un maggior fervore artistico e culturale è terreno fertile per la sperimentazione giovanile, artistica e creativa. A quest’ultima noi dovremmo guardare con spirito critico e proattivo poiché vicina alla nostra realtà e sicuramente attraente nell’evoluzione aggregativa  di tipo metropolitano.
Già molti comuni dell’ area sud est hanno sfruttato la virtuosità economica e sociale agganciandosi al sistema Metropolitano e con spirito di iniziativa e forte senso di responsabilità verso le generazioni future, hanno garantito ai loro territori la possibilità nei prossimi decenni di grandi sinergie e condivisioni progettuali con la Grande Metropoli. Moda, spettacolo, cultura, intrattenimento, in un contesto del genere crescono all'unisono, creano reddito e posti di lavoro. Creazione e produzione, questi  sono i concetti  già alla  base della nostra comunità, che vanta una tradizione invidiabile sui temi culturali, concetti che devono viaggiare all’unisono con il resto della città stessa, per trasformarla, sempre più in una grande capitale dell'opportunità: “Cantieri/evento”, “Atlante Periferico”,“Cortili letterari”,“Human Simphony”, “Festival delle periferie” ed altro ancora, sono eventi che non solo rappresentano la sperimentazione ma sono fattivamente progetti culturali di ampio respiro e  non sono certo i soliti  festival del cibo “spazzatura” di gran voga nei nostri territori. Artisti, collezionisti, galleristi sono una base solida di partenza che trova compimento nelle attività dei Musei, dei Teatri, delle Fondazioni, dei Privati e degli spazi non tradizionali e finora sconosciuti. In un clima denso di ricerca e qualità, nella visione di sviluppo di una Città Metropolitana, occorre mettere a sistema la forza propulsiva di un area sempre più vasta che traini anche il Sud Est Milano in modo da trasformare i comuni  del territorio in promotori culturali  vivi e socializzanti. Ricordiamo i grandi progetti pubblici e privati nella Milano Est: Ferrovie dello Stato con i recuperi degli scali ferroviari e la destinazione del  30% delle aree all’Housing sociale; Città Studi con le Università Politecnico e Bicocca pronte ad investire nelle aree dismesse di ricerca scientifica ed infine, il recupero dell’ex dogana di Segrate con la realizzazione del più grande centro commerciale d’Europa ed annesse attività di Intrattenimento. Per ottenere questo obiettivo sono necessarie alleanze programmatiche ed economie di scala, unici pilastri di uno sviluppo culturale ma anche economico che integri anche comuni, come esempio Peschiera Borromeo, che sono in netto ritardo e hanno perso diversi treni per agganciarsi alla locomotiva Milano, Per raggiungere questi obiettivi ci vuole una svolta ad ogni livello, chi si candida a amministrare deve saper guardare oltre i capitoli di un bilancio, deve pianificare il futuro, per guidare un vero e proprio processo di innovazione anziché farsi guidare dalla logica del consenso e del potere umorale locale. Troppe volte gli amministratori del nostro territorio, dopo le consultazioni elettorali hanno annunciato un “cambiamento”,  esattamente come quelli che  svegliandosi ogni mattina lo proclamano : ”da oggi si cambia”… ma non lo fanno mai.

Massimo Chiodo

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