Melegnano: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne perché #nonènormalechesianormale | Gallery |

Una riflessione collettiva attraverso l’arte per la “città contro il femminicidio”

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Melegnano

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Melegnano uno dei momenti della mattinata (per tutti i credits: Sonia Gili)

Domenica 25 novembre 2018, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Melegnano è stata animata da diverse iniziative di sensibilizzazione su una tematica tanto importante e purtroppo mai attuale come oggi.

Fulcro degli eventi è stata piazza Risorgimento con le iniziative dell’associazione “La Banca del Tempo”. In apertura la presidente dell’associazione Teresa Bettinelli, insieme all'assessore alla Cultura Roberta Salvaderi e all'assessore ai Lavori Pubblici Marialuisa Antonietta Teresa Ravarini hanno ricordato i tragici numeri della violenza sulle donne in Italia, il numero annuale delle vittime di femminicidio e delle denunce, ancora troppo poche: «Per ogni donna che denuncia, altre nove non hanno il coraggio di farlo».

E dopo le brutte notizie, è stato segnalato anche quanto fatto di positivo proprio nei giorni antecedenti al 25 novembre: l’approvazione all'unanimità della mozione “Melegnano città contro il femminicidio”, per un nuovo progetto educativo rivolto a tutta la cittadinanza a partire dai più piccoli, l’iniziativa di tutti i panettieri melegnanesi che il 24 novembre hanno distribuito il pane in sacchetti recanti il numero d’emergenza anti-violenza 1522 e l’inaugurazione della mostra del Circolo Artistico Melegnano dal titolo “Femminicidio”, in cui sono esposte opere dei membri che – ciascuno con la propria sensibilità – hanno rappresentato una tematica tanto delicata e difficile. E alcune opere colpiscono più di altre, per la presenza della contrapposizione forte, quasi estrema, di qualcosa che raffigura la delicatezza (una rosa, una farfalla, una mano, un tocco) con qualcosa che ferisce, fa sanguinare, uccide. Una contrapposizione che dice “quell'amore non è amore”.

E poi le iniziative della mattinata, come il volantinaggio per lo sportello anti-violenza “Centro Donna San Donato” e quella – del tutto volontaria – del parroco della chiesa di “San Giovanni” che ha deciso di non suonare le campane prima dell’inizio della manifestazione.

A dare poi il via alle celebrazioni il flash mob “danzante” al ritmo di Break the Chain, ballata dalle volontarie de La Banca del Tempo guidate dalla maestra di danza Arianna Adero. A seguire due performance teatrali, preparate in pochissimo tempo dalla curatrice del laboratorio teatrale “OFF.icina” Serena Cazzola e dalle sue allieve. La prima era una versione attualizzata della commedia “Le donne al Parlamento” di Aristofane, in cui Prassagora afferma la necessità di «affidare il governo alle donne; del resto già le utilizziamo in casa come amministratrici e tesoriere! Vi dimostrerò che i loro costumi sono migliori dei nostri […] Non si sognano di fare esperimenti. […] E quindi non stiamo a sprecare parole e affidiamo loro la città, senza chiederci cosa faranno. Semplicemente, lasciamole governare. Pensiamo soltanto a questo: sono madri e cercheranno in tutti i modi di salvare la vita dei nostri soldati». La seconda “incursione” teatrale invece ha preso le mosse da un fatto storico: l’uccisione il 25 novembre del 1960 delle sorelle Mirabal, che si battevano insieme ai mariti contro la dittatura di Trujillo – nell'attuale Repubblica Dominicana –, e ha visto le socie de “La Banca del Tempo “ in abito da sposa, muoversi al ritmo lento della musica a rappresentare un giorno solitamente bello, spensierato, felice… per poi trasformarsi lentamente in manichini, marionette obbligate a movimenti innaturali da un “puparo” che muove i fili, soppresse nella loro femminilità, cancellate nella loro personalità, ridotte a pupazzi senz'anima per poi essere definitivamente distrutte, uccise. Uccise nei tanti, troppi modi, di cui tutti i giornali e i tg sono pieni ogni giorno.

«Nasco come volontaria prima che come assessore comunale e faccio parte da anni de La Banca del Tempo – ha detto a 7giorni l’assessore Ravarini – e da anni l’associazione si occupa di questa tematica con diverse iniziative; perciò non potevo mancare nemmeno quest’anno. A maggior ragione ora che Melegnano è ufficialmente “città contro il femminicidio”».

«Questa è una giornata che non ha colore politico – ha dichiarato l’assessore Salvaderi – e noi sosteniamo per la sua importanza e perché è fondamentale parlare di queste tematiche. Come giunta ci impegneremo per dare seguito alla mozione approvata in consiglio comunale perché è il modello culturale che deve cambiare, a partire dai più piccoli, che vanno educati al rispetto degli altri e in particolare delle donne. E, senza polemiche, purtroppo c’è ancora scarsa informazione fra gli uomini che spesso devono imparare a mettersi in discussione e a rapportarsi diversamente alle donne. Perciò è basilare che tutti sappiano perché il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne».
Elisa Barchetta
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