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Peschiera Borromeo, Commissione “Area tecnica” infuocata anche sul P.I.I. di Bellaria: pesanti critiche dal pubblico presente come auditore

L’ex assessore Silvio Chiapella interviene contro il sindaco e l’assessora Baratelli: «Serve un incontro pubblico per risolvere, non per ascoltare». Ma il suo intervento viola il regolamento: il pubblico può assistere, non parlare

Silvio Chiapella (Italia Viva)

Silvio Chiapella (Italia Viva)

La Commissione consiliare “Area tecnica” tenutasi lunedì 16 giugno a Peschiera Borromeo si è svolta con un doppio punto all’ordine del giorno, come da convocazione ufficiale: il primo dedicato al Trasporto Pubblico Locale, il secondo all’aggiornamento sul Piano Integrato di Intervento (P.I.I.) di Bellaria. Ed è proprio quest’ultimo tema, da mesi al centro di interrogazioni e proteste, a trasformare il confronto in un momento di forte tensione politica e istituzionale, culminato con l’intervento fuori regolamento di Silvio Chiapella, ex assessore all’urbanistica della giunta Tabacchi e tra i promotori storici del piano.

Il confronto con Chiapella: «L'assessora Baratelli sapeva tutto»

Quando il sindaco Andrea Coden ha ribadito in aula che non è possibile riaprire accordi con i promotori privati del piano, Silvio Chiapella si è alzato dal pubblico e rivolgendosi direttamente all’assessora ai trasporti Paola Baratelli, che all’epoca del varo del P.I.I. sedeva in Consiglio comunale: «Lei dovrebbe conoscere bene gli impegni assunti allora – ha detto – perché li ha votati come parte della giunta Tabacchi». Un’affermazione pesante, che ha generato silenzio e imbarazzo tra i banchi della maggioranza. L’assessora, come accaduto anche nel precedente punto sul TPL, ha scelto di non replicare, rimanendo in silenzio.

L’intervento fuori regolamento e l’abbandono dell’aula

Va chiarito che il Regolamento comunale consente al pubblico di assistere ai lavori delle commissioni consiliari, ma non dà facoltà di intervenire né di prendere la parola. Dopo l’intervento, il dirigente di Italia Viva ha lasciato la Sala consiliare, abbandonando la tribuna del pubblico. 

Le accuse: «I soldi pubblici buttati sono un problema per la Corte dei Conti»

Intervistato a margine della Commissione, Chiapella ha accusato l’amministrazione Coden di usare in modo strumentale il timore di un intervento della Corte dei Conti per giustificare l’inazione: «Si possono fare nuovi accordi, basta che siano congrui. È molto più probabile che la Corte dei Conti indaghi su oltre 100.000 euro di spese legali sostenute per un contenzioso che si poteva evitare».

Sulla cifra di 3.600.000 euro citata dal sindaco come valore complessivo degli oneri, l’ex assessore ha replicato: «È fuorviante. Include anche il lotto 2, mai edificato, a sua volta oggetto di un altro contenzioso».

«Basta raccontare, è ora di decidere»

Chiapella ha anche definito “grottesca” la proposta del sindaco di incoraggiare i cittadini a muoversi legalmente contro il fondo per ottenere le opere mancanti: «Il Comune, che dovrebbe essere garante, spinge i cittadini a combattere contro chi il piano l’ha attuato. È assurdo. La gente vuole servizi e risposte, non scaricabarile».

E ha concluso con una proposta concreta: «Serve un incontro pubblico con Comune, fondo, avvocati, tecnici e cittadini. Quello è trasparenza vera. Ma serve anche una visione politica e il coraggio di decidere. Il silenzio dei consiglieri di maggioranza è stato assordante. E vedere l’assessora Baratelli, che fu protagonista del piano, restare muta, è una mancanza non solo politica ma anche morale».

Il messaggio finale al sindaco

«Se davvero vuole essere trasparente – ha dichiarato in chiusura – il sindaco organizzi un incontro pubblico. Ma lo faccia per risolvere, non per ascoltare passivamente. Si prepari, si circondi di persone competenti. Altrimenti la Corte dei Conti interverrà davvero, ma non per i motivi che lui crede. Gli amministratori sono pagati per agire, non per raccontare».