Pantigliate, allo studio la riqualificazione dell’ex Acquapark con l'intervento del Credito sportivo; torna il sereno con l'ex sindaco Veneziano

Rientreranno nel progetto di riqualificazionie la zona ludica, i campi sportivi, le palestre e la piscina; si lavora anche per ampliare il bar per poter adibire l’area a luogo per feste concerti

L'ingresso al Palazzetto dello Sport e alla Spa ormai chiuso da anni

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Dopo la tempesta, torna (forse) la quiete. Le settimane di tensione a Pantigliate che hanno visto la politica impegnata in un tutti contro tutti che non ha risparmiato pesanti scontri persino nella stessa maggioranza, sembrano ormai alle spalle. Oggetto del contendere, ancora una volta, l’ex Acquapark e l’area limitrofa; sulla riqualificazioni di quello che per anni è stato il fiore all’occhiello della cittadina alle porte di Milano, si era accesa l’ennesima disputa: da una parte, la volontà delle opposizioni (e non solo) di poter avere voce in capitolo in un progetto di riqualificazione condiviso e benefico per la città e i cittadini; sul versante opposto della barricata, l’amministrazione guidata da Franco Abate, fino a pochi giorni fa molto restia a fornire delucidazioni circa gli sviluppi del progetto deputato a rendere l’area dell’Acquapark di nuovo appetibile e attrattiva. La contesa, alimentata dal timore di vedere un’area verde ricoperta da cemento e nuove costruzioni, si era accesa a tal punto da portare Claudio Veneziano, ex sindaco di Pantigliate, ad esprimersi in aperto dissenso con il proprio gruppo.

Constatato il polverone suscitato, l’amministrazione Abate sembra aver deciso di fare un passo indietro. O, meglio, un passo avanti verso una soluzione che possa conciliare economia, ambiente e rispetto della volontà popolare. Proprio il Sindaco Franco Abate, contattato da 7giorni merito alla vicenda e per avere maggiori informazioni riguardo ai progetti che si stanno delineando per la riqualificazione dell’area, ha fatto sapere che «abbiamo ripreso in mano in maniera fattiva i progetti e vagliato le possibilità; abbiamo constatato, con un finanziamento tramite il Credito Sportivo, di poter riattivare le aree principali della “cittadella dello sport”». Rientreranno perciò nel progetto di riqualificazioni la zona ludica, i campi sportivi, le palestre e la piscina; si lavora anche per ampliare il bar per poter adibire l’area a luogo per feste concerti. Le tempistiche, fa sapere il sindaco, «tra progettazione e pratiche burocratiche richiederanno da qui a fine anno; il 2021 sarà l’anno dello sviluppo fattivo, speriamo di non andare oltre. Poi dovremo metterci in contatto con le società sportive per programmare al meglio le attività». Il progetto, conclude il sindaco, «sarà sostenuto da un finanziamento a 25 anni; in tale lasso di tempo è pertanto esclusa la possibilità che l’area venga edificata».

Antonio Malfettone assessore alla cultura, e Commissario nella commissione speciale centro sportivo si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «L'opzione del credito sportivo non era in essere nel momento della stesura delle linee guida. La scelta di questo tipo di riqualificazione non fa altro che dimostrare che non c'era alcuna volontà da parte dell'amministrazione di cementificare. Dimostra quanto fossero infondati certi timori su progetti già preconfezionati nel cassetto».

Soddisfatto della scelta dell’amministrazione anche Claudio Veneziano, ex sindaco di Pantigliate e ad oggi capogruppo di maggioranza in comune. Questi, che nelle settimane scorse non aveva nascosto il proprio malumore per una situazione che a suo dire era ormai ritenuta fuori controllo, si dice ora fiducioso che l’amministrazione abbia preso questa decisione, «la migliore tra le opzioni possibili». Veneziano ha sostenuto la necessità di uno sforzo finanziario da parte dell’amministrazione, considerando il mutuo a 25 anni «un’investimento se, come in questo caso, sarà programmato in modo corretto e porterà benefici; dalla concessione della gestione l’amministrazione potrà poi ricavare anche qualcosa e coprire parzialmente le spese». Veneziano ha sottolineato come «la pressione che l’amministrazione ha avuto dalla minoranza e dalla mia persona riguardo alle “aree limitrofe” ha contributo a prevenire il montare della rabbia della cittadinanza». Claudio Veneziano ha poi confermato la decisione di rassegnare le proprie dimissioni, pago comunque di aver contribuito e aver apportato il proprio contributo ad una situazione cruciale per la città. 

Non convinte dall’improvvisa inversione di marcia riguardo all’ex Acquapark le opposizioni. Esponenti di Pantigliate in comune hanno fatto trapelare la propria buona volontà e il proprio appoggio alla giunta per quanto riguarda la decisione di affrontare finalmente il tema, da troppo tempo trascurato; restano però forti dubbi riguardo alla gestione economica e al finanziamento dei lavori di riqualificazione. In particolare non piace l’idea di un debito a lunga scadenza che, inevitabilmente, peserà sui cittadini. Luigi Cordella, esponente della Lega in Commissione Territorio, si è detto «spiazzato dalla subitanea virata della giunta Abate». Teoricamente concorde riguardo alla necessità di ridare lustro e decoro all’area, Cordella ha comunque lamentato «un anno di commissioni in cui non ci è sta mai detto nulla per poi presentare all’improvviso un progetto già fatto». Non rassicura poi il muto da 25 anni come garanzia che l’area non sarà edificata o diverrà sede di nuove costruzioni. A Cordella fa eco la collega Anna Bavutti (Pantigliate in Comune), membro della Commissione Sport. Bavutti, anche lei come tutti favorevole a opere di ristrutturazione e riqualifica dell’area dell’Acquapark, desidera però vederci chiaro riguardo alla gestione economica del progetto. «Mancano cifre, dati, statistiche», ha chiosato l’esponente della minoranza. Ciò che l’opposizione adesso chiede è che la questione venga affrontata nelle opportune sedi e con la possibilità di un confronto costruttivo tra le parti. «Ci riserviamo comunque di avere in mano tutta la documentazione prima di esprime un giudizio complessivo», ha concluso Luigi Cordella.
Emanuele Grassini
L'area ababndonata

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