Peschiera Borromeo News: cronaca, politica, eventi, cultura e sport

Peschiera, trattamenti termici degli acciai inossidabili: Eure Inox ospita il workshop con il professor Carlo Mapelli

Il 15 ottobre il docente del Politecnico di Milano terrà un importante appuntamento tecnico dedicato ai professionisti della metallurgia e dell’industria siderurgica, per approfondire processi, proprietà e applicazioni

Foto archivio

Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo

Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo Foto archivio

Un evento formativo di alto livello tecnico

Il 15 ottobre 2025, presso la sede di Eure Inox a Peschiera Borromeo, si terrà un workshop tecnico e corso di aggiornamento industriale dedicato ai “Trattamenti termici degli acciai inossidabili”. L’incontro sarà condotto dal professor Carlo Mapelli, docente ordinario del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, tra i massimi esperti europei di metallurgia applicata, processi siderurgici e innovazione dei materiali metallici.

L’appuntamento si preannuncia come un’importante occasione di formazione e confronto per tecnici, ingegneri, ricercatori e operatori del settore della lavorazione e trasformazione degli acciai inossidabili. Il corso si inserisce nel programma di aggiornamento industriale che Eure Inox promuove per favorire la diffusione di conoscenze scientifiche e pratiche di alto livello tra i professionisti della filiera metalmeccanica.

Le tematiche al centro del workshop

Durante la giornata, il professor Mapelli approfondirà i principi fondamentali della metallurgia applicata agli acciai inossidabili, illustrando processi, strutture microcristalline e proprietà meccaniche delle diverse famiglie di acciai. Il percorso formativo si articolerà in più sezioni tematiche:

- Introduzione ai fondamenti metallurgici e ruolo del cromo nella resistenza alla corrosione.
- Analisi delle cinque famiglie principali di acciai inossidabili: austenitici, ferritici, duplex, martensitici e maraging.
- Studio dei processi termici fondamentali: tempra, rinvenimento, ricottura e trattamenti di solubilizzazione.
- Effetti delle fasi intermetalliche (sigma, chi, Laves) sulla resistenza meccanica e alla corrosione.
- Approfondimento sulle applicazioni industriali e sulle problematiche pratiche nei processi produttivi.

Particolare attenzione verrà data al fenomeno della sensibilizzazione intergranulare, alla formazione dei carburi di cromo e alle tecniche di prevenzione mediante trattamenti termici di solubilizzazione controllata. Il workshop proporrà anche esempi concreti di trattamenti su acciai stabilizzati come AISI 316Ti, 321 e 347 (*nota in calce), illustrando l’importanza di parametri quali temperatura, tempo di mantenimento e velocità di raffreddamento.

La guida scientifica del professor Mapelli

Il relatore, professor Carlo Mapelli, è una figura di riferimento nel panorama accademico e industriale. Ingegnere dei materiali e docente al Politecnico di Milano, dirige il gruppo di ricerca “Steelmaking, Metallurgical Processes, Failure Analysis and Prevention” e collabora da anni con numerose aziende siderurgiche italiane ed europee, tra cui Arvedi, Marcegaglia, Feralpi Group, Danieli, Riva Acciaio, Fondinox e la stessa Eure Inox.

È stato Presidente dell’Associazione Italiana di Metallurgia, membro del Board of Directors di Finarvedi e consulente tecnico per i piani di decarbonizzazione delle Acciaierie Venete. Ha inoltre rappresentato l’Italia in sedi istituzionali come la Commissione Industria del Senato e il Parlamento Europeo, in occasione dei panel sulla decarbonizzazione dell’industria pesante.

Autore di numerosi studi e pubblicazioni scientifiche sui processi metallurgici, il professor Mapelli è riconosciuto a livello internazionale per la sua competenza nell’analisi dei fenomeni di trasformazione termica degli acciai e per il contributo dato alla ricerca sulle leghe innovative a basso impatto ambientale.

Un ponte tra ricerca e industria

L’incontro promosso da Eure Inox conferma la volontà dell’azienda di Peschiera Borromeo di porsi come punto di riferimento per la diffusione della cultura tecnica nel comparto degli acciai inossidabili. Il workshop unirà l’approccio accademico alle esigenze operative delle imprese, offrendo strumenti di analisi e buone pratiche direttamente applicabili nei contesti produttivi.

Al termine della giornata sarà previsto un momento di confronto aperto con i partecipanti, per discutere applicazioni, problematiche di processo e prospettive di sviluppo tecnologico nel settore del trattamento termico e della metallurgia avanzata.

L’evento rappresenta dunque un’occasione preziosa di aggiornamento professionale e networking per tutti coloro che operano nel mondo della siderurgia, della lavorazione meccanica e della produzione di componenti in acciaio ad alte prestazioni.


Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo

Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo Foto archivio

* Gli acciai stabilizzati

Gli acciai inossidabili stabilizzati – come gli AISI 316Ti, 321 e 347 – sono una particolare categoria di acciai austenitici progettati per resistere alla corrosione intergranulare, un fenomeno che può compromettere la durabilità e la resistenza del materiale quando viene esposto a temperature elevate (tra circa 450°C e 850°C).

Per capire la loro funzione, occorre ricordare che gli acciai inossidabili devono la loro resistenza alla corrosione alla presenza di cromo (Cr) in percentuali superiori al 12%. Tuttavia, in condizioni di temperatura medio-alta, il carbonio presente nel materiale può combinarsi con il cromo, formando carburi di cromo (Cr?C?) lungo i bordi dei grani. Questo processo “sottrae” cromo alla matrice del metallo e lascia zone povere di cromo, che diventano vulnerabili alla corrosione.

È qui che entra in gioco la stabilizzazione.
Negli acciai stabilizzati vengono aggiunti elementi fortemente affini al carbonio, come titanio (Ti) o niobio (Nb), in grado di “catturare” il carbonio prima che si leghi al cromo. In questo modo si formano carburi stabili di titanio o niobio (TiC, NbC), che non compromettono la resistenza alla corrosione, lasciando il cromo libero di formare l’ossido protettivo che rende l’acciaio “inossidabile”.

Ecco le principali caratteristiche dei tre tipi più diffusi:

- AISI 316Ti (1.4571)
È una variante del classico AISI 316 (Cr-Ni-Mo) in cui viene aggiunto titanio in una quantità pari a circa 5 volte il tenore di carbonio. Il titanio lega il carbonio in modo stabile, evitando la formazione dei carburi di cromo durante i trattamenti termici o le saldature. È particolarmente indicato per impianti chimici, scambiatori di calore, apparecchiature per l’industria alimentare e farmaceutica, dove il materiale deve resistere a temperature fino a 800°C e ad ambienti aggressivi contenenti acidi o cloruri.

- AISI 321 (1.4541)
Anch’esso stabilizzato con titanio, è una variante dell’AISI 304 (Cr-Ni). È pensato per applicazioni in cui l’acciaio deve subire cicli termici frequenti o permanere a lungo in ambienti caldi. È usato ad esempio nei sistemi di scarico di motori, turbine, forni industriali, condotti di aeromobili e componenti soggetti a forti variazioni termiche. Grazie alla stabilizzazione, mantiene ottime caratteristiche meccaniche e di resistenza alla corrosione anche dopo la saldatura, riducendo il rischio di criccature intergranulari.

- AISI 347 (1.4550)
È stabilizzato con niobio (Nb), talvolta con piccole quantità di tantalio. Rispetto al 321, offre una maggior stabilità a temperature elevate e un comportamento meccanico più uniforme nel tempo. È ideale per applicazioni di lungo periodo in ambienti ad alta temperatura, come impianti di generazione energetica, centrali termiche, componenti per turbine e serbatoi ad alta pressione.

In sintesi

Gli acciai AISI 316Ti, 321 e 347 condividono la stessa logica metallurgica:

  • impedire la sensibilizzazione intergranulare;
  • arantire stabilità chimica e resistenza alla corrosione anche dopo saldature o esposizioni prolungate al calore;
  • mantenere buone caratteristiche meccaniche e di duttilità.

Proprio per queste proprietà, vengono spesso utilizzati in settori ad alta responsabilità tecnica – chimico, petrolchimico, alimentare, energetico e aerospaziale – dove la sicurezza e la durata dei materiali sono elementi fondamentali.


Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo

Una fase della lavorazione negli stabilimenti di Peschiera Borromeo Foto archivio