Talento e tanta passione: i segreti dei pokeristi milanesi più vincenti

Il capostipite dei grinder milanesi è sicuramente Max Pescatori, conosciuto sui tavoli di mezzo mondo semplicemente come “Max” o “Il Pirata”.

Max Pescatori

Max Pescatori

Vivere di poker si può. Trasformare in professione la passione per il tavolo verde, che sia dal vivo oppure attraverso il sempre più attivo mondo on-line, chiaramente non è facile. Se c’è una città dove questo è possibile, questa è sicuramente Milano. Il capoluogo lombardo è infatti un po’ la capitale italiana dei “grinder”, termine inglese che indica un giocatore capace di partecipare con costanza e preparazione a partite e tornei, ricavandone un discreto ritorno economico. “To grind”, in inglese, significa macinare. In senso figurato, si parla quindi di chi è riuscito a trasformare il poker in una professione, diventando un vero giocatore, “macinando tavoli”, tornei, incontri, ore di preparazione e di studio degli avversari.

MAX PESCATORI 

Il capostipite dei grinder milanesi è sicuramente Max Pescatori, conosciuto sui tavoli di mezzo mondo semplicemente come “Max” o “Il Pirata”. Nato a Milano il 22 gennaio del 1971, Max inizia lavorando come addetto vendite e recensore di videogiochi per riviste del settore. Dal gioco virtuale passa al tavolo reale del Casinò di Campione, diventando un appassionato di Texas Hold ‘em. Il salto di qualità arrivò quando decise, nel 1994, di seguire una scuola professionale di croupier nella capitale mondiale del gioco, Las Vegas. Proprio dalla “Sin City” inizia la sua scalata ai templi USA del gioco. In carriera vanta ben quattro braccialetti WSOP - che certificano le vittorie alle World Series of Poker, i Mondiali del settore - tra il 2006 e il 2015. Anche quest’anno Pescatori sarà della partita a Las Vegas, puntando al quinto braccialetto. Già oggi, comunque, il Pirata milanese è al terzo posto dei giocatori italiani più vincenti di sempre, con un montepremi ormai oltre i quattro milioni e mezzo di dollari.

IL GIORNALISTA…POKERISTA

Un altro caso, forse, il più curioso, di grinder milanesi è quello di Nicola Calathopoulos, dal 2015 stimato vicedirettore di NewsMediaset, l’agenzia di stampa interna a Mediaset. Il 59enne giornalista, nato ad Alessandria d’Egitto ma milanese fin da ragazzino, ha però un alter ego, quello di “zorba17”, il suo nickname da pokerista di livello.

Nel dicembre 2015, "zorba17", ha ottenuto quella che finora rimane la sua più grande vittoria in carriera conquistando il Magic Sunday Special, arrivando primo tra 1.680 giocatori.

ANDREA, LA GRANDE PROMESSA

Da Nicola Calathopoulos ad Andrea Shehadeh, che di anni ne ha meno della metà ma si appresta alla prima esperienza assoluta alle WSOP. Andrea è la promessa del poker italiano: il suo anno di esplosione è stato il 2017, quando tra Barcellona, Campione d’Italia e altri tornei, a soli 23 anni, ha incassato mezzo milione di euro. Nato a Canegrate e oggi residente a Legnano, Andrea si appassiona fin da giovanissimo agli scacchi, frequentando l’Accademia alla Famiglia legnanese. A 18 anni i primi tornei tra amici, poi la maturità e la decisione di puntare sul poker come lavoro, crescendo anno dopo anno.

LE ALTRE PROMESSE

Un altro interessante talento milanese è Daniele Carnelli, conosciuto online con il nickname “Danmioo” e protagonista, tra fine 2016 e inizio 2017, di un'esaltante stagione all’interno del Top Grinder, il campionato italiano del poker online. Un altro nome caldo è quello del 30enne Antonio Barbato, che solo da pochi anni si cimenta nel settore, dopo avere lasciato il lavoro da cameriere. Una mossa che lo sta ripagando anche in questo 2019, avendo vinto, a gennaio, il prestigioso Night On Stars.

DAL POKER AGLI ESPORTS

Giovani e meno giovani, amanti dell’online o degli eventi dal vivo, i grinder milanesi non hanno un identikit preciso: chiunque, con preparazione e costanza, può entrare nel mondo del poker sportivo. Per chi volesse cercare una professione all’interno di questo mondo, la cosa importante da ricordare è la necessità di avere il giusto equilibrio tra passione e senso del limite. Se poi non dovesse partire la scalata verso l’altro, ci sono altri modi per restare nel settore dei giochi online. Il fenomeno dei cosiddetti ESports - gli sport elettronici - è infatti in grande fermento, anche per quanto riguarda la formazione universitaria e gli sbocchi lavorativi.

Perché si lavora molto meglio, quando è la passione a guidare ogni giorno i propri passi.