Spino D’Adda, si accende la polemica sulla costruzione di un forno crematorio all'interno del cimitero cittadino

L’amministrazione dice sì, i cittadini dicono no: è scontro duro anche con le opposizioni che denunciano gli enormi problemi conseguenti ad una eventuale realizzazione dell’opera. Intanto il Sindaco manda avanti le pratiche con Regione Lombardia

L'ingresso del cimitero e il Municipio di Spino D'Adda

L'ingresso del cimitero e il Municipio di Spino D'Adda

Spino d’Adda (Cr),  30 dicembre 2020.
 Il Comitato spontaneo “No al forno crematorio a Spino D’Adda”ha lanciato una petizione online per fermare l'iter per la realizzazione di un forno crematorio a Spino D’Adda, attraverso  il ritiro della delibera del Consiglio comunale considerata illegittima. In tre giorni già 762 persone hanno sottoscritto l'inziativa.

Nella cittadina cremonese sita sulla Paullese si sta consumando una battaglia senza esclusione di colpi; da una parte della barricata il sindaco Luigi Poli sostenuto dalla propria giunta comunale, sul fronte opposto la grande maggioranza dei cittadini e le opposizioni consiliari che preannunciano un'opposizione senza sconti ai progetti dell'amministrazione comunale.

Oggetto del contendere è l'iter di approvazione e realizzazione di un forno crematorio su due linee, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, che troverebbe sede all’interno del perimetro del cimitero cittadino. Il progetto, uno di quelli che non si improvvisano dalla sera alla mattina, è probabilmente in via di sviluppo già da molti mesi, tanto che un gran numero di comuni limitrofi a Spino D'Adda hanno già dato il proprio assenso a che il forno crematorio sia realizzato in tempi rapidi.

L'iniziativa era già nota a molte persone: gli amministratori di Spino D'Adda e dei comuni interessati dal nulla osta, e i tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto. Ad essere stati tenuti sino all’ultimo all’oscuro di tutto, sono stati i cittadini di Spino D’Adda.
In data 19.12.2020 il Consiglio Comunale ha autorizzato il Sindaco a sottoscrivere il Protocollo d’Intensa tra i comuni ricadenti nell’area Cremasca e nella Provincia di Brescia e a presentare, in qualità di Comune Capofila, l’istanza di cui all’avviso di manifestazione d’interesse, approvato con decreto dirigenziale Welfare regionale n 13065 del 30.10.2020, ai fini della realizzazione nel territorio comunale di un tempio crematorio da porre a servizio dei due ambiti provinciali dei medesimi comuni.


La volontà di realizzare l’opera già in fase avanzata, secondo le accuse delle opposizioni, già dal mese di giugno, è stata resa nota nei mesi successivi ai comuni interessati, i quali hanno potuto deliberare a riguardo. Ultimi a sapere sono stati i veri interessati, gli spinesi stessi. Ai consiglieri comunali, denuncia Paolo Riccaboni, esponente dell’opposizione locale ed ex sindaco, «il materiale è stato consegnato solo l'ultimo giorno utile per convocare il consiglio comunale, dieci giorni dopo, l'11 dicembre; come dire che tutti sapevano tutto tranne gli spinesi».

«Per esplicita dichiarazione degli estensori del progetto, il lavoro si è basato su dati e informazioni fornite da chi realizzerà il forno, mentre non è stata svolta alcuna verifica indipendente, o controlli di altro tipo, sui dati e sulle informazioni ottenute; come dire gli spinesi non sono per nulla tutelati da questo progetto, e la cosa appare molto grave» prosegue Riccaboni.

Dato l’accendersi della contesa in città o forse per mostrare una (almeno di facciata) volontà di dialogo con i cittadini, la giunta ha convocato un Consiglio comunale aperto per sabato 19 dicembre, tenuto presso il centro sportivo della città, cui gli spinesi hanno avuto occasione di partecipare personalmente. La risposta della cittadinanza alla presentazione del progetto per il crematorio è stata forte e compattata: «No al forno!» . Questo svaluterebbe la zona e le abitazioni limitrofe e renderebbe l’area invivibile a solo vantaggio dei comuni aderenti al progetto che si servirebbero invece di un servizio senza sostenere i costi sociali, ambientali, urbani e morali.

Ha quindi provato a calmare le acque il vicesindaco Galbiati, il quale ha definito il bando «monco e superficiale», senza tuttavia rinnegare la volontà di portare a termine quanto intrapreso. Galbiati, che ha difeso l’operato «trasparente e regolare del Sindaco», ha poi annunciato che «non stiamo decidendo se dare l’ok alla realizzazione dell’opera, ma solo il consenso alla verifica delle condizioni dell’area da parte dell’Ente regionale. Se costruiremo o meno il tempio, lo decideremo in seguito, tramite referendum».

Ecco allora forse l’unica buona notizia: l’ultima parola sulla realizzazione del crematorio sarà dei cittadini tramite referendum. Alla consultazione popolare e, soprattutto, alle promesse dell’amministrazione, non crede però fino in fondo Riccaboni, che a margine del Consiglio comunale ha commentato, rivolgendosi alla giunta: «Le vostre rassicurazioni non ci rassicurano. Andate avanti fingendo di voler ascoltare i cittadini. Allora vogliamo che questo sia scritto nero su bianco e che l’espressione degli spinesi sulla questione sia vincolante per la costruzione. Se i cittadini diranno ‘no’ questo forno non si farà per nessuna ragione. Contrari, dunque, senza se e senza ma. È un progetto folle, che svaluterebbe le case dei residenti e la qualità della vita del paese. nessuno dell’Amministrazione ha spiegato quale sia il vantaggio per il Comune. La Regione non ha chiesto a Spino di presentarsi; è il nostro sindaco, purtroppo, che ha alzato la mano».

Ma l’amministrazione comunale ha tirato dritto e, nonostante la levata di scudi delle opposizioni e della cittadinanza, una settimana fa, il 23 dicembre, ha inoltrato a Regione Lombardia le pratiche necessarie a verificare che il progetto sia realizzabile nelle forme e nei luoghi stabiliti dalla giunta di Spino D'Adda.

Allo stato attuale la situazione è solo temporaneamente congelata, causa festività natalizie. Si attende però il verdetto di Regione Lombardia circa la fattibilità dell’opera e poi, questo si augurano i più, ci sarà il sospirato referendum. L’opposizione intanto non si dà per vinta e la cittadinanza è tutta mobilitata per fermare quella che è stata definita senza mezzi termini «una follia».

Alcuni cittadini, costituiti in comitato spontaneo, hanno nel frattempo creato  una pagina Facebook per dire “No al forno crematorio" e tenere aggiornati gli spinesi circa l’evolversi della situazione.

Il post della lista civica Progetto per Spino con il testo integrale della comunicazione inviata a Regione Lombardia

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