Peschiera, chi è Giuseppe Frison, l'esperto mondiale sui pioppi che contesta il taglio dei 240 alberi di via Galvani

Laureato in Scienze agrarie e in Scienze forestali, uno dei massimi esperti internazionali sui pioppi, autore di un centinaio di pubblicazioni, i suoi testi sono utilizzati come fonte accademica da parte degli studenti universitari

A sinistra il dr. Giuseppe Frison in una foto del 1995 tratto dalla pubblicazione «Prove sulla potatura del pioppo»

A sinistra il dr. Giuseppe Frison in una foto del 1995 tratto dalla pubblicazione «Prove sulla potatura del pioppo»

Dottore in scienze agrarie, in scienze forestali, biologo e ricercatore

Giuseppe Frison, una vita dedicata ai pioppi, questo potrebbe essere in sintesi il titolo giornalistico del curriculum di uno dei massimi esperti mondiali di pioppicultura. La relazione del dr. Giuseppe Frison, inviata alle “Signore degli alberi”, le sei donne che hanno costituito il comitato cittadino per la salvaguardia degli alberi di via Galvani, ha contestato la relazione dei tecnici comunali. Conosciamo meglio l’attività di Giuseppe Frison.

Breve Biografia

Nato a Merlara (PD) l'1 agosto 1935, figlio di contadini,  coniugato con un figlio.
Consegue il Diploma Perito agrario nel 1957 presso L’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abbruzzi” di Padova e si iscrive alla Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Padova nel novembre dello stesso anno. Frequenta regolarmente i corsi universitari nei primi tre anni.
Nel trimestre marzo-maggio 1959 frequenta il “Corso sulla produzione ed il controllo delle sementi”, svoltosi a Bologna a cura dell’Ente Nazionale delle Sementi Elette (ENSE), riportando la qualifica di “Ottimo”.
Negli anni scolastici 1960/61 e 1961/62 , allora ancora studente universitario, insegna agricoltura e altre materie professionali presso le Scuole di Avviamento Professionale Agrario rispettivamente di Piove di Sacco (Padova) e di Cavarzere (Venezia). 
Si laurea in Scienze agrarie (1962) e in Scienze Forestali qualche anno dopo, presso l'Università degli studi di Padova e si iscrive all'Albo Professionale dei Biologi (dal 1970 al 2000).
Dal 1962 al 1994 svolge la propria attività presso l'Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura  (ISP) dell’Ente Nazionale per la cellulosa e per la Carta (ENCC), a Casale Monferrato (AL), dapprima come ricercatore, successivamente come coordinatore di ricerca e, negli ultimi anni, come Vicedirettore dell'Istituto. Più in dettaglio:
1962-1968
Svolge attività di ricerca presso l’ISP nei campi della propagazione , della coltivazione in vivaio e della nutrizione minerale del pioppo. Esplica attività di consulenza nell’interesse dei pioppicoltori della Pianura padana e collabora con la stampa tecnica specializzata. Pubblica i risultati di alcune ricerche ed ottiene un premio di incoraggiamento dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali.
1968-1984
Frequenta il Corso di aggiornamento per ricercatori in Agronomia, organizzato dall’Istituto di Agronomia dell’Università degli Studi di Bologna  nell’anno accademico 1977/78 ed avente per tema ‘L’approfondimento dei problemi agronomici  riguardanti la ricerca sull’irrigazione’. 
Partecipa ai Corsi post-universitari di cultura in ‘Ecologia’ a San Vito  di Cadore, organizzati dall’Istituto di Selvicoltura di Padova negli anni 1979 e 1980
È responsabile della Sezione di Tecnica Colturale dell’ISP e svolge ricerche sulla concimazione e sulla nutrizione minerale del pioppo, approfondendo in particolare gli studi sul ritmo di assorbimento di elementi nutritivi nel corso della stagione vegetativa e il problema delle carenze nutrizionali in terreni eccessivamente calcarei.  Si interessa di consociazione del pioppeto,  di irrigazione e di esigenze idriche del pioppo mediante lo studio delle  correlazioni tra caratteristiche idriche del terreno e stato di idratazione della pianta. Si occupa del problema della scelta del clone in rapporto alle esigenze ecologiche del genotipo e alle caratteristiche stazionali e indaga sull’influenza dei fattori edafici, di quelli climatici e delle cure colturali sull’accrescimento del pioppo. Effettua ricerche dendrometriche ed auxometriche sui pioppi euro-americani e costruisce numerose tavole locali di cubatura a due entrate sia per le fustaie con spaziature medie e fitte che per i cedui. Si occupa a lungo di potatura e mette a punto un nuovo metodo che può essere vantaggiosamente applicato in pioppeti costituiti sia con pioppelle di uno che con pioppelle di due anni di vivaio. Indaga sul ritmo di accrescimento di vari cloni di pioppo, di base genetica molto differenziata, in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche. Conduce numerose ricerche per individuare cloni di pioppo adatti alla coltivazione in aree marginali,  rappresentate da terreni salsi o eccessivamente calcarei. Nel corso degli anni il lavoro di selezione viene esteso anche alla ricerca di cloni idonei alla coltivazione  in zone collinari e montane, preoccupandosi di mettere a punto tecniche di impianto e di coltivazione adatte a quelle situazioni.
1984-1990
Svolge funzioni di coordinamento delle attività di ricerca realizzate dall’ISP nel campo delle tecniche colturali e, temporaneamente (biennio 1986-87), anche nel campo del miglioramento genetico. 
Tiene lezioni sulla pioppicoltura nell’ambito dei Corsi di aggiornamento per tecnici Forestali tenutisi presso l’ISP a Casale Monferrato  e presso il centro di Sperimentazione Agricola e Forestale a Roma e tiene numerose conferenze in convegni per pioppicoltori.
Svolge diversi Seminari di pioppicoltura presso la Facoltà di Agraria dell’Università del sacro Cuore di Piacenza  nell’anno accademico 1986/87 e un corso di Pioppicoltura all’Istituto Forestale della facoltà di Agraria ‘Chacras de Coria’ di Mendoza , in Argentina nel marzo 1987. Sempre in Argentina tiene conferenze anche in altre Università.
È membro del gruppo di lavoro per la ‘Produzione di biomassa delle Salicacee’ della Commissione Internazionale del Pioppo e dell’IEA (International Energy Agency) ai cui lavori partecipa attivamente. 
È membro del Comitato per il Pioppo del Veneto e del Consiglio Scientifico della Commissione Nazionale del Pioppo e del Comitato per l’iscrizione dei cloni al registro nazionale. 
Partecipa, in qualità di esperto, al ‘Progetto di Sviluppo della Pioppicoltura nell’Anatolia Centrale,in Turchia, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo” e contribuisce alla stesura del Master Plan. In particolare è responsabile della scelta dei terreni e dei cloni da destinare alla sperimentazione. Oltre all’attività di ricerca svolge attività di assistenza tecnica in campo pioppicolo. A tale scopo molti lavori del sottoscritto sono stati tradotti in lingua turca). Vedi elenco pubblicazioni. 
1991-1994
Svolge le funzioni di vicedirettore e continua ad occuparsi del coordinamento delle ricerche dell’ISP; coordina anche progetti di ricerca svolti in collaborazione con altri Istituti. 
1994 
È posto in pensione dal mese di aprile.
1994-1996
Come libero professionista svolge attività di consulenza nel campo della pioppicoltura per conto del 'Consorzio Forestale Padano S.C.R.L.' di Casalmaggiore e della 'Associazione Produttori Pioppi della Lombardia' e tiene periodicamente Conferenze-dibattito per l'aggiornamento tecnico dei Soci delle due organizzazioni  e dei pioppicoltori interessati.
1997-1998 
Partecipa, in qualità di esperto in pioppicoltura, al ‘Progetto di Sviluppo della Pioppicoltura nell’Anatolia Centrale in Turchia, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo che riprende,  dopo vari anni di sospensione, con la gestione dell’Istituto Agronomico per l’Oltremare. Nel corso di varie missioni in Turchia collabora alla raccolta dei dati nelle piantagioni costituite nella prima fase del progetto  e alla reimpostazione del Progetto stesso sulla base dei risultati pratici conseguiti. Nell’ambito della formazione, una pubblicazione dello scrivente sulla propagazione del pioppo e sulla sua coltivazione in vivaio viene tradotta in lingua turca. Vedi elenco delle Pubblicazioni e in particolare l’articolo: “La pioppicoltura in Turchia raccontata per immagini”. 
Dal 1999 ad oggi
Svolge, saltuariamente, attività di consulenza ai pioppicoltori, su loro richiesta. 
Campo di specializzazione
Dal 1975 al 1994 è stato responsabile dei progetti di ricerca dell'Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura di Casale Monferrato (SAF, gruppo ENCC) riguardanti la valutazione dell'attitudine alla coltivazione dei nuovi cloni in fase finale di selezione. I progetti si svolgevano realizzando una fitta rete di pioppeti policlonali, estesa su tutto il territorio italiano, compresa la parte meridionale ed insulare, nei quali venivano fatti accurati rilevamenti per caratterizzare la stazione e per valutare comparativamente gli incrementi (studio delle interazioni genotipo/ambiente). Era coadiuvato dal Laboratorio di chimica del suolo dell'Istituto, che era alle sue stesse dipendenze. Molte sono state le ricerche effettuate,  concernenti la fertilità del suolo e le esigenze idriche e nutrizionali del pioppo. In particolare ha acquisito una notevole esperienza nel campo della irrigazione e della fertiirrigazione sia in vivaio che in pioppeto.
Contemporaneamente ha svolto ricerche riguardanti le consociazione e i ritmi di accrescimento di diversi cloni di pioppo in varie località in funzione delle condizioni colturali e ambientali.
Ha costruito tabelle di cubatura locali sulla base di equazioni matematiche coinvolgenti oltre al diametro e all'altezza  anche la densità di impianto e l'età delle piante. Queste equazioni vengono utilizzate quotidianamente dal Settore 'INVENTARI' dell'Istituto per la valutazione delle masse esistenti nei pioppeti delle diverse età e spaziature.
Pubblicazioni.
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni (vedi elenco).
Compie diversi viaggi di studio in Francia, Spagna, Inghilterra Portogallo, Turchia, Jugoslavia, Belgio, Olanda, Stati Uniti d’America, Canada, Argentina, Giappone, Corea, durante i quali visita importanti Istituti di Ricerca e stabilisce rapporti di collaborazione con vari ricercatori.
 

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