Peschiera perde Damiano Pupillo. La sua vita e il suo impegno nel sociale, nel ricordo dei suoi famigliari

Il commovente ricordo della sua famiglia; impegnato da sempre nel sociale e in politica, è scomparso lo scorso 5 settembre

Damiano Pupillo

5 settembre 2021, chi se la scorda quella mattinata? La famiglia, tutta compatta, si è voluta prendere cura di te a casa per poterti stare sempre vicino, muovendo mari e monti, medici e infermieri. Ma poi...è arrivato il momento di compiere quell'ultimo respiro, davanti alla tua amata moglie. In quel momento il tempo si è fermato, il cuore si è riempito di tristezza, gli occhi di lacrime, ma nel giro di pochi minuti siamo stati invasi dall'affetto di tanti, tantissimi, che si sono avvicinati a noi per porgerci sostegno, conforto, aiuto. Tantissimi, più di 600, i messaggi di cordoglio ricevuti, telefonate, email, persone che sono venute a casa per darti un ultimo saluto. Circa 300 le persone presenti ai funerali (tutte rispettando le misure di sicurezza anti-covid), oltre agli amici che hanno seguito in streaming e che hanno pregato con noi. Amici d'infanzia, della politica, della parrocchia, dell'azione cattolica, colleghi, ma anche amici dei figli, comunità scout, vicini di casa, sacerdoti, .... hanno mostrato affetto e vicinanza a tutti noi, segno di quanto amore hai donato e trasmesso.
La famiglia Pupillo è riconoscente a tutti per l'affetto e la vicinanza dimostrata in questi giorni di profondo dolore, e a tutti gli amici che ci sono ancora vicini e che lo saranno nei prossimi mesi.

Breve storia di Damiano Pupillo

Nato a Palermo il 2 novembre 1942 da papà Vincenzo e mamma Nicoletta. Primo di tre fratelli (Francesco, -detto Franco- e Benedetto) all’età di 5 anni si trasferiscono a Milano nel 1947. I luoghi della sua maturazione umana e spirituale sono la parrocchia, cresciuto al Vigentino, e l’Azione Cattolica.

Fin dai 16-17 anni Damiano si è occupato molto di politica, spronato dal loro sacerdote, prima come uditore nei consigli comunali milanesi, poi come tenace studioso della morale sociale della chiesa maturata in parrocchia durante le estati (dove passava il tempo coi suoi amici, tanto in vacanza non si poteva andare); infine come membro attivo della Democrazia Cristiana, ispirandosi ai valori di don Sturzo, cogliendo gli insegnamenti di Lazzati e di De Gasperi, ma lasciandosi pure ispirare da figure spirituali quali don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani e il Vescovo (poi Papa e Santo) Montini.

A metà degli anni ‘60 viene incaricato dai suoi educatori dell’Azione Cattolica di seguire la plaga di Peschiera-Pantigliate (la Bassa milanese) come responsabile per aiutare le parrocchie più povere e rurali della diocesi. In questi anni conosce Graziella che sposa il 27 Aprile 1968.

Con Graziella hanno 5 figli. Fin da giovane spende molto tempo nel volontariato.

Negli anni ‘80 Damiano e Graziella, coinvolgendo i figli, diventano membri del gruppo famiglie di Zelo.

Ha dato un forte contributo attivo alla vita politica della città di Peschiera Borromeo per una quindicina di anni, come consigliere di minoranza e come segretario della Democrazia Cristiana, spendendo passione e salute per il bene pubblico.

Negli anni anche le vacanze della famiglia sono sempre stati momenti di preghiera, comunione (o azione, come diceva lui) e servizio (o sacrificio): a Sant’Omobono Terme (BG) sono stati occasione per aiutare quella piccola comunità nelle loro raccolte fondi con la festa di Ca’ Quadre poi diventata festa di Sant’Omobono, vendendo migliaia di biglietti della lotteria ogni anno, girando la ruota, occupandosi delle attrazioni paesane, incoraggiando tutti a fare la loro parte.

Con la moglie Graziella seguono tutti i figli negli studi, nella crescita umana e cristiana e nella realizzazione della propria vita. La casa ha avuto sempre la porta aperta per amici, parenti, amici dei figli, coi quali s’intrattiene volentieri a ridere, scherzare e giocare a carte. Tutti sanno che nel bisogno di un aiuto o di una buona parola, Damiano c’è!

Anche da nonno la casa è sempre stata aperta a tutti, Graziella e Damiano amano accogliere tutti in casa a praticare l’accoglienza: nei momenti difficili, la sua presenza è di conforto per la famiglia e per chiunque lo incontra: si è sempre fatto presente nei momenti importanti di tutti. Celebra la vita anche quando la tristezza avvolge tutti, dice “vivere è bello”, ma nel senso che bisogna vivere e non sopravvivere o vivacchiare. Si sente in dovere verso tutti: nonno anche per i nipoti degli amici. Dice che lui è padre o nonno del mondo.

L’affetto e il coinvolgimento di chi ha avuto a che fare con Damiano sono stati profondi a tal punto che anche a distanza di anni si sono sempre ricordati di lui. Si è dato da fare come portavoce del coro parrocchiale, volontario nel gruppo liturgico, esponente dell’Azione Cattolica nel Consiglio Pastorale, e nel SAC, un servizio della Caritas in cui Graziella l’ha coinvolto e che si occupa di accompagnare alle visite mediche persone in difficoltà.

Nella quotidianità Damiano è sempre stato serioso e spesso anche burbero coi figli, ma nei momenti di festa comunitaria il suo spirito burlone appare e lo porta a vestirsi in maniera bizzarra nelle feste di carnevale e nelle rappresentazioni, e a divertirsi come un bambino coi botti di capodanno. Lo stesso spirito lo spinge a dirsi fondatore dell’associazione per la “liberazione dell’uomo maschio”. È il suo modo simpatico per difendere sia il ruolo dignitoso e responsabile dell’uomo sia quello del papà nella società d’oggi (spesso messo in crisi dalla fatica a interpretarsi come adulti capaci di prendersi le proprie responsabilità).

Gli amici sono sempre stati importanti e si è adoperato per tenere sempre uniti gli amici del “Vigentino”.

Una vita intensa vissuta da protagonista, opponendosi alle mezze misure: non tollerando il “grigio” nelle scelte importanti, stimolando sempre a scegliere per il bene e a perseguirlo. Non si può essere un po’ onesti, bisogna essere onesti. Non si può essere un po’ bravi, bisogna essere bravi. Non si può mediare col male, ci si oppone. E se si sbaglia? Si può rifare tutto da capo: nelle mediazioni bisogna rispondere alle esigenze di ciascuno, ma mai accettare il male. Forse per questo lui è stato spesso scomodo: il bene, se fatto bene, produce invidia e maldicenze. A suo modo un “Socrate moderno”.

Il suo esempio di fede appare fino alla fine ricevendo con fede e coscienza i sacramenti, non con paura, ma comprendendo che sempre in ogni stagione della vita il Signore è con noi e ne possiamo essere testimoni. Alla fine sa pure ritagliarsi il ruolo dell’anziano che diventa bambino, che si fida dei figli, che recupera quel rispetto e quell’amore non solo per bisogno, ma soprattutto perché sa che i figli sono competenti e lo amano.

Questo è solo un piccolo riassunto di chi è Damiano…ma la verità è che ha fatto molto di più.

L’uomo nel mondo d’oggi può vivere, agire, soffrire e morire in modo veramente umano: Nella felicità e nella sventura, nella vita e nella morte, Sorretto da Dio e fecondo di aiuto per gli altri (Tratto dai pensieri di Hans Kung).

Damiano: un vero uomo perché ha aderito a Gesù.

La famiglia


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