Esalazioni fatali al Linate Residence: il 21enne Pietro Caputo si è svegliato dal coma

Il compagno, Francesco Mazzacane, era invece stato trovato senza vita. Sul corpo di quest’ultimo verrà eseguita l’autopsia mercoledì 16 novembre. La coppia aveva lasciato la Campania per costruirsi un futuro nel Milanese

Era la mattinata del 9 novembre scorso quando il 24enne Francesco Mazzacane, originario di Torre del Greco (NA), era stato ritrovato senza vita presso il Linate Residence di Novegro, frazione di Segrate. Assieme a lui alloggiava il compagno Pietro Caputo di 21 anni e residente a Torre Annunziata, trovato privo di sensi e ricoverato in gravi condizioni al Fatebenefratelli. A provocare la Tragedia, in base alle ipotesi investigative dei Carabinieri, sarebbe stato il malfunzionamento della caldaia della struttura, che avrebbe diffuso nella camera del letale monossido di carbonio. Per l’accaduto è stato indagato per il reato di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravissime il legale rappresentate del Linate Residence di Novegro. 

A cinque giorni dalla tragedia, lunedì 14 novembre il giovane Pietro Caputo si è risvegliato dal coma. Allo scopo di accertare le esatte cause della morte di Francesco, invece, mercoledì 16 novembre sulla salma verrà eseguita l’autopsia disposta dal Pubblico Ministero della Procura di Milano, dott. Luigi Luzi, titolare del procedimento penale. 

Alle operazioni peritali parteciperà anche il medico legale dott. Marco Filippo Scaglione, quale consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui si sono affidati per essere assistiti sia i familiari della vittima sia quelli del suo compagno Pietro Caputo. Studio3A indicherà un proprio consulente tecnico anche per l’altrettanto fondamentale perizia che molto probabilmente il Sostituto procuratore ordinerà sulla caldaia e l’intero impianto per capire le ragioni del mal funzionamento e della fuga di gas o anidride carbonica che sarebbe stata fatale a Mazzacane. 

I due giovani peraltro, come ha specificato la madre della vittima nella denuncia querela sporta il 10 novembre presso la stazione dei carabinieri di Segrate, si erano già sentiti male, accusando mancamenti, emicranie e vomito, nei due giorni precedenti, tanto da chiamare il 118. 

Una volta eseguita l’autopsia, l’autorità giudiziaria darà il nulla posta per la sepoltura e i familiari di Francesco Mazzacane, che oltre alla mamma lascia in un dolore immenso anche un fratello più piccolo a cui era legatissimo, potranno fissare la data dei funerali, che saranno celebrati nella sua città di origine, Torre del Greco.

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