Dall’Oltheatre di Peschiera Borromeo “In the House” di Anna Rita Larghi, la danza si adatta alla videocamera in maniera creativa

Chiara Valli, in un’intervista esclusiva spiega ai lettori di 7giorni, l’idea del nuovo format e il lavoro creativo svolto per far vivere la magia del teatro agli spettatori attraverso lo schermo dei propri dispositivi. Videostreaming da mercoledì 30 dicembre alle ore 21.15 fino a sabato 2 gennaio ore 21.15.

Alessandro Velletrani e Chiara Valli

Alessandro Velletrani e Chiara Valli

Sarà disponibile online in videostreaming da mercoledì 30 dicembre alle ore 21.15 fino a sabato 2 gennaio ore 21.15 “In the House”, spettacolo co-prodotto dalla regista e coreografa milanese Anna Rita Larghi insieme alla Compagnia di danza Montaggio Parallelo. Si tratta di una performance di danza, già rodata sui palchi teatrali, che per la prima volta viene ridefinita registicamente e in termini coreografici da Anna Rita Larghi per la visione in streaming, grazie al sapiente gioco di luci di Alessandro Velletrani di Oltheatre e alle immagini di Cristian Quinto di Crivie Movie. La crisi sanitaria, per questo teatro di periferia, è diventata occasione di ripensamento dei linguaggi artistici e ha permesso la nascita di un format innovativo che sarà portato avanti nel tempo. La regia è stata adattata e studiata appositamente per la fruizione video ad alto tasso di coinvolgimento, con il gioco sapiente di riprese volte a garantire un’amplificazione della fisicità della scena oltre all’esaltazione dei dettagli espressivi con la capacità modellante data dal gioco di luci e ombre. “In the House” è una storia ambientata alla fine degli anni’50 che si ispira in generale ai temi sociali affrontati dalla pellicola del 2002 “Far From Heaven”. Lo spettacolo racconta di relazioni e amori in un’epoca in cui a livello sociale alcune diversità venivano considerate non opportune. Sul palco, un quartiere di una tranquilla cittadina di provincia americana dove vivono due coppie con rapporti coniugali saturi. Il tema centrale dello spettacolo è l’arrivo di nuove passioni che sono in grado di stravolgere equilibri, vite e certezze su se stessi e sull’amore. Uno spettacolo che parla di amore in senso universale e senza tempo, raccontando con la danza il sentimento assoluto nella sua massima potenza.

La messa in scena del nuovo format ha richiesto un grande sforzo per ripensare tutte le fasi che di solito stanno dietro a uno spettacolo teatrale, per riadattarle, rendendole coinvolgenti ed entusiasmanti per il pubblico a casa. Abbiamo incontrato Chiara Valli, Presidente dell’Associazione Oltheatre che gestisce il Teatro comunale di Peschiera Borromeo, per farci raccontare dove e come sono state trovate le energie e le motivazioni per reinventarsi dopo la pandemia, che ha messo in ginocchio tutto il settore, elaborando una proposta che sta raccogliendo notevoli riconoscimenti da tutto il mondo teatrale nazionale e non solo
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Dove avete trovato le energie e quali sono le aspettative del vostro nuovo format che provvisoriamente e giornalisticamente chiameremo cineteatro?
Dopo il primo lockdown avevamo perso tutte le forze. O abbandonavamo tutto, o dovevamo reinventarci. Il desiderio di continuare a fare il nostro lavoro, anche in questo momento difficile ci ha fatto prendere la decisione di ricominciare da zero, puntando tutto sulla creatività. Abbiamo moltiplicato le nostre ore di lavoro, per adattare lo spettacolo teatrale ai tempi cinematografici. Insieme alla regista Anna Rita Larghi abbiamo preso in mano questo spettacolo che sarebbe dovuto andare in scena a novembre a teatro, reinventandolo per le riprese adatte al pubblico a casa.

Avete utilizzato un metodo cinematografico nel confezionamento dello spettacolo che da oggi sarà fruibile in streaming?
Non essendo un live e non essendo televisione, la parola cinematografico è la definizione più vicina (anche se la stiamo ancora cercando quella adatta). Noi partiamo da spettacoli teatrali, e non abbiamo un linguaggio televisivo, il lavoro enorme di Anna Rita Larghi, di Alessandro Velletrani e di Cristian Quinto è stato proprio quello di  portare il pubblico sul palcoscenico. Per la prima volta lo spettatore vedrà lo spettacolo come se fosse sul palcoscenico, entrando nei personaggi. Molte scene sono in piano sequenza, in questo caso gli operatori video sono dei danzatori che hanno armonizzato i propri movimenti con i ballerini. Il movimento delle camere è ben visibile nella parte “backstage” che abbiamo girato.

Siete soddisfatti del risultato?
Per fare il nostro lavoro che amiamo abbiamo rinunciato anche alle feste natalizie. Ci siamo chiusi dentro questa bolla che è il nostro teatro, per sperimentare una nuova forma di spettacolo. Abbiamo lavorato tantissimo, tantissime ore, abbiamo sopperito alle limitate risorse che abbiamo con il grande materiale umano che ha messo a disposizione il nostro gruppo. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto.

Avete una grande opportunità, non essere più legati fisicamente a Peschiera Borromeo, in questo modo le vostre produzioni non avranno confini, cosa pensate di tutto ciò?
La critica e la stampa nazionale hanno recepito con grande curiosità la nostra iniziativa. Ci stanno arrivando testimonianze di stima per quello che stiamo facendo da tutto il settore teatrale, e non solo dall’Italia. Il pubblico che ha seguito il nostro primo spettacolo, un concerto musicale che abbiamo trasmesso prima di Natale, ci ha bombardato di messaggi da tutto il mondo. Fino a qualche mese fa non avrei mai immaginato di produrre uno spettacolo online. Ci siamo resi conto che ci sono dei linguaggi sperimentali che una volta approfonditi hanno una grande resa. Per noi tutto questo non è un piano “B” ma è la nostra nuova sfida dove stiamo mettendo tutto il nostro impegno e la nostra creatività.

Avete dovuto in poco tempo inventarvi anche una piattaforma tecnologica per lo streaming, che sfida è stata?
È stato faticosissimo costruire la piattaforma, trovare il modo di caricare i file adeguatamente, adeguare le procedure. Questa sera al debutto tutto lo staff assisterà allo spettacolo sul grande schermo del nostro teatro per cogliere le sfumature dell’hd. Stiamo approntando anche un servizio di helpdesk via Whatsapp per assistere gli spettatori in tutte le fasi, dall’acquisto del biglietto online alle difficoltà di collegamento.

Vi sentite un po’ dei pionieri in questa nuova avventura?
Ce lo stanno dicendo tutti, ma non ce ne rendiamo conto. Il sostegno che stiamo incassando da amici e colleghi che capiscono la difficoltà di quello che stiamo facendo ci dà l’energia per andare fino in fondo.

A questo link potrete trovare la scheda dello spettacolo, i costi e le modalità di visione.

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