Peschiera, “c’è sempre posto e si gioca sempre”, una partita di calcio che dura da quarant’anni e che la “Gazzetta del Balun” racconta puntualmente

E una volta all’anno va in scena il “mundialito”, torneo con girone all’italiana, che si esaurisce in un sabato pomeriggio, dove, filiformi atleti, opulenti personaggi, canuti individui e giovani risorse, si sfidano con le maglie di Inter, Juventus, Milan e Napoli per la conquista del primato e poi a seguire succulenta cena, con la partecipazione delle famiglie

“Quando la fatica vale più del gusto lascia stare il pallone e datti al lambrusco”

A Peschiera Borromeo c’è un luogo e un giorno dove la passione, la voglia caratterizza alcuni adulti come se fossero ancora degli adolescenti. Il luogo è il campo dell’oratorio di Linate, il giorno è la domenica mattina. Qui da tempo, si incontrano attempati signori, pensionati, persone lavorativamente attive e giovani per disputare una partita di pallone con qualsiasi tempo, pioggia, neve, sole e con temperature che oscillano sotto lo zero, in inverno, sino ai 40 gradi in pieno luglio. Ci sono persone che si ritrovano con lo stesso spirito battagliero e pugnace, solo durante la partita, da ormai quarant’anni, resti del gruppo costituito nel secolo scorso da Ernesto Pellegrini, e persone, native di Peschiera Borromeo, ormai sessantenni, che giocavano da piccoli nel campetto di fronte alla ferramenta Cozzi e che oggi battagliano a suon di goal e di scarpate su questo campo di periferia. Il motto del gruppo è che c’è sempre posto e si gioca sempre. Quello che contraddistingue questo gruppo non è solo il fatto che ci si trova a giocare assieme, molti altri lo fanno, non è il terzo tempo dopo la partita dove si gozzoviglia con salumi e vino ridendo abbondantemente su quanto successo prima in campo, anche questo è una prassi consolidata di chi, a scopo amatoriale, gioca a calcio. Quello che fa di questo gruppo un insieme di persone speciale è che dopo ogni partita, a carico di un pseudo giornalista sportivo, il Fabio Caressa de noialtri, Donato Gallina, viene inviato via WhatsApp un articolo, entusiasticamente chiamato Gazzetta del Balun, dove viene descritta e enfatizzata la prestazione delle persone. Questo è un momento molto atteso dai partecipanti che permette di aumentare la socializzazione tra le persone. Se il resoconto domenicale tarda c’è un sollecito continuo da parte delle persone, questo sarebbe il quarto tempo, in trepida attesa per sapere come è stato giudicato e per sapere se può prendere in giro, bonariamente, il rivale in campo o il compagno. A solo titolo di esempio di seguito uno di questi articoli: «Partita ad alto livello con giocatori di vero calcio, Marassi, Gigi, Pallina, Moreno, Il figlio di Alby, Marco lo spagnolo. Ecco il centrocampo dei Bleus che con il Gemello Bello oggi il migliore in campo, oltre a segnare due reti corre per tutti, aiuta difesa e centrocampo: 9 in pagella. Il secondo giocatore da 8 in pagella è Pallina che con i suoi piedi vellutati fa segnare, alza la testa e i suoi passaggi sono precisi. I bianchi giocano bene, tengono anche il possesso palla ma non basta, la difesa dei Bleus è una fortezza. Angelo 8 in pagella e Luciano il veterano 9 in pagella. Alby, Mauro, Peppiniello grandissimi. I bianchi bravi, ma forse non ci credono, è vero i Bleus giocano a tre tocchi su suggerimento di Marassi e Gigi. I bianchi ci sono, Giovanni con Massimo ci provano, si muovono bene, segnano anche due goal, ma non bastano. Sia Bruno che Flavio con Zenga ci sono e spingono, ma la difesa dei Blues, come scrivevo prima, c’è. Molto Bravi l’amico di Giovanni e L’amico del Gemello, 7 in pagella con in solito Bosca da 7,5 in pagella. Roberto fa delle grandi parate e Trump fa il suo compitino. Deludente Capitan Donato, lontano dalla sua miglior forma. Gazzetta del Balun, 20 novembre 2022 partita finita 4 a 2 per i Bleus, bravissimi. È stata una bella bella partita. Ciao ragazzi a domenica prossima».
Proprio nello spirito sublime del gioco del calcio e di quanto ad esso è connesso, sudore, fango, profumo di crema antidolorifica negli spogliatoi, odore di canfora, battute sagaci e sconce, non ripetibili in questo articolo, sotto la doccia, ne deriva anche il nome del gruppo WhatsApp “Wiwa El Balun Semper”. Le iniziative non si fermano qui, in una logica di carattere competitivo legata anche alle divise di gioco aventi i colori sociali delle squadre per cui si fa il tifo, da un po' di anni, l’anno scorso eravamo alla quinta edizione, si organizza il mundialito, torneo con girone all’italiana, che si esaurisce in un sabato pomeriggio, dove, filiformi atleti, opulenti personaggi, canuti individui e giovani risorse, si sfidano con le maglie di Inter, Juventus, Milan e Napoli per la conquista del primato e poi a seguire succulenta cena, con la partecipazione delle famiglie, per finire la giornata in allegria e rilassatezza. A questo nutrito gruppo di variegati individui non si applica il famoso proverbio, edulcorato per l’occasione: “Quando la fatica vale più del gusto lascia stare il pallone e datti al lambrusco”, questo è un gruppo onnivoro non lascia indietro niente, né il pallone, né, soprattutto, il lambrusco. Ci piace pensarli ancora, tra qualche anno, in un rigido clima invernale, con la nebbietta milanese, palleggiarsi la responsabilità di tirare un rigore: “Tiri Lei”, “No, no tiri pure Lei” di fantozziana memoria.
Moreno Mazzola

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