Peschiera giallo in comune, Pec denuncia di un cittadino, indirizzata anche al sindaco, gira poco dopo sui gruppi Whatsapp

La lettera su un argomento spinoso, inviata al sindaco, al vicesindaco, all’Ufficio ambiente, e alla Polizia Locale è apparsa sugli smartphone di numerosi cittadini, mettendo a rischio l’incolumità del mittente

Una lettera inviata per Posta certificata al Comune di Peschiera, contente una delicata denuncia, con destinatari il sindaco Caterina Molinari, il vicesindaco Marco Righini, il responsabile dell’Ufficio ambiente e la Polizia Locale, protocollata giovedì 17 luglio alle ore 12.22,  è stata fotografata con l’etichetta del numero di protocollo comunale, e distribuita via whatsapp a numerosi cittadini (foto in calce a corredo dell’articolo ), facenti parte del gruppo oggetto di denuncia e non solo. Palesando così i dati sensibili dell’autore della comunicazione, mettendo a rischio la sua sicurezza e quella della sua famiglia.  A raccontarlo a 7giorni è stato proprio il mittente che ci ha spiegato che la sua lettera fotografata da ignoti, poche ore dopo il messaggio di avvenuto protocollo, gli è ritornata sul proprio smartphone con un messaggio: «Sono rimasto di sasso – ha spiegato il cittadino peschierese Pubblico ufficiale in un comune  del sud est Milano -. Una fatto gravissimo che oltre ledere la normativa sui dati personali, incrina il rapporto fiduciario fra i cittadini e le Istituzioni. Non ho parole, nel nostro Ente per un fatto come questo un dipendente è stato licenziato».
Come 7giorni ci siamo offerti di accompagnarlo il giorno seguente all’Ufficio protocollo del Comune di Peschiera Borromeo, per chiedere spiegazioni. Gli impiegati dell’Ufficio Protocollo dal canto loro hanno respinto ogni addebito e, hanno consigliato al cittadino, deciso ad andare fino in fondo, di incontrare il responsabile dell’Ufficio Protocollo che è il Segretario generale Patrizia Bellagamba. Nel frattempo anche noi di 7giorni abbiamo preso tempo prima di raccontare ai lettori questa storia, perché volevamo vederci chiaro. Non fa mai piacere raccontare notizie coinvolgendo persone che lavorano seriamente. La senzazione che abbiamo avuto è, che la foto del contenuto della PEC non sia stata fatta all’Ufficio Protocollo nonostante ci sia applicata l’etichetta che stampano in loco una volta registrato il documento. Oltre, conoscere personalmente l’assoluta rettitudine degli impiegati che ci lavorano, anche il colore della scrivania che appare nello sfondo non è la stessa di quelle in dotazione. Il fatto grave sta comunque che qualcuno questa foto l’ha fatta e l’ha diffusa. Ma sarebbe ancora più grave se la foto fosse stata carpita con l’inganno da qualche furbetto, in questo caso in Comune c’è una enorme falla nella tutela dei dati personali, qualcuno è responsabile; o ancora peggio escludiamo che sia uno dei destinatari ad aver diffuso la foto solo poche ore dopo il deposito all’Ufficio Protocollo, se non altro per l’attaccamento ai doveri Istituzionali che chi amministra Peschiera Borromeo ha certamente nelle sue corde. Anche il mittente della Pec una volta parlato con gli impiegati del Protocollo, per un fattore umano, decise di aspettare a depositare la denuncia dai carabinieri che fin da subito era intenzionato a presentare, almeno fino a quando non sarebbe riuscito a parlare col Segretario Generale: «Lavorano come me in un posto di responsabilità – ci spiegò quel pomeriggio il protagonista suo malgrado di questa vicenda -. Spiacerebbe coinvolgerli se c’è un’altra spiegazione. Se qualcuno ha sbagliato si assuma le sue responsabilità , attenderò di parlare con la Dottoressa Bellagamba». Prima di sera la situazione è precipitata: «Il Segretario comunale ha sminuito la faccenda, adducendo motivazioni irragionevoli – ci ha riferito il cittadino sempre più arrabiato-. Ormai vado fino in fondo, sarà la magistratura ad accertare di chi siano le responsabilità».
Qualsiasi sia il responsabile, questa vicenda è molto triste, perché rompe il rapporto di fiducia fra cittadino e Istituzioni, qualsiasi sia l’argomento di una comunicazione del genere (su cui volutamente abbiamo sorvolato); il mettere alla gogna pubblica chi scrive con fiducia al sindaco e alla polizia locale, mettendo potenzialemente a rischio di ritorsioni l’autore e la sua famiglia è veramente inqualificabile.

Giulio Carnevale

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