Travolte e uccise da un mezzo agricolo nei campi: indagato il presunto investitore

Sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica della tragedia che ha portato alla morte di Hanan Nekhla e Sara El Jaafari, trovate senza vita in un campo al confine tra San Giuliano e Locate Triulzi, dopo la drammatica telefonata di aiuto al 112. Si cercano persone che erano con loro

I soccorritori sul luogo del drammatico ritrovamento dei corpi

I soccorritori sul luogo del drammatico ritrovamento dei corpi Ansa

È stato interrogato, ed ora è indagato per duplice omicidio colposo, il bracciante 28enne di Lacchiarella che avrebbe investito e ucciso con un mezzo agricolo Hanan Nekhla, 32 anni, e Sara El Jaafari, di 28, le amiche marocchine trovate morte in un campo di mais al confine tra San Giuliano Milanese e Locate Triulzi, ai margini della Tangenziale Ovest. E in effetti, secondo quanto accertato dei Carabinieri, nelle ore precedenti il rinvenimento dei corpi nell’appezzamento avevano lavorato alcuni macchinari agricoli.

Nel lungo interrogatorio avvenuto nella notte tra sabato 3 e domenica 4 luglio, l’uomo, apparso molto provato, ha negato ogni responsabilità, sostenendo di non essersi assolutamente accorto di nulla. In tal senso, il bracciante potrebbe aver avuto la visuale in parte coperta a causa della posizione rialzata della cabina di guida e dell’altezza delle piante di mais. Ad ogni modo il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, sottolinea che l’iscrizione nel registro degli indagati del 28enne è un “atto dovuto", anche per consentire all'uomo di partecipare con un proprio consulente, se lo riterrà opportuno, ad accertamenti irripetibili come le autopsie, in programma lunedì 5 luglio. Ascoltato a lungo anche il proprietario del fondo agricolo.
 
Gli inquirenti stanno altresì analizzando il mezzo con cui il 28enne avrebbe investito Hanan e Sara, un macchinario utilizzato per irrorare le coltivazioni di medicinali. Ad un primo esame sui corpi sono emerse ferite compatibili con trascinamento e schiacciamento e l’esame autoptico rivelerà se le esalazioni di insetticida possano o meno essere state concause del decesso delle giovani.

L'allarme era scattato nella mattinata di venerdì 2 luglio, con una chiamata al 112: una donna al telefono, parlando in arabo, aveva detto che lei e la sua amica si trovavano in un campo di mais tra San Donato e San Giuliano, ed erano state investite da una mietitrebbiatrice, che lei era rimasta ferita e che l'altra donna era morta. Pochi secondi dopo la conversazione si era interrotta bruscamente. Durante la breve telefonata la donna non era riuscita a dare un riferimento geografico preciso, ma aveva più volte nominato Rogoredo.

I carabinieri della Compagnia di San Donato avevano subito avviato le ricerche, anche con l'ausilio degli elicotteri del 118, concentrandosi sulla zona dove era stato localizzato il cellulare da cui era partita la chiamata, in via Toscana a San Giuliano Milanese, in aperta campagna. Le ricerche sono proseguite senza sosta fino alle 20 di sabato 3 luglio, quando è avvenuto il drammatico ritrovamento dei corpi senza vita. Grazie a successivi approfondimenti investigativi, i militari hanno identificato le due donne, risultate una incensurata e l’altra con precedenti per rapina, riuscendo poi a contattare i familiari della 32enne, che vivono a Milano. Questi ultimi hanno confermato ai carabinieri che Hanan e Sara non avevano fissa dimora e che si spostavano spesso tra case di amici, vivendo alla giornata. Per questo nessuno si era preoccupato o aveva pensato di dare l’allarme.
 
In base alle ipotesi investigative sin ora formulate, si ritiene che Hanan e Sara si fossero accampate tra le piante di mais per trascorrere la notte: durante i sopralluoghi i militari hanno infatti rinvenuto, poco distante dai cadaveri, i resti di un bivacco con coperte, bottiglie di alcolici, frammenti di carta stagnola (che può venire usata per riscaldare l'eroina e inalarla) e diversi telefoni cellulari. Alla luce di ciò, gli inquirenti ritengono plausibile che la 32enne e la 28enne non fossero sole al momento dell’accaduto, motivo per cui si sta cercando di accertare l'eventuale presenza di altre persone, che potrebbero essere fuggite dopo il tragico investimento delle amiche.
 
Da accertare altresì se le due connazionali marocchine avessero o meno fatto uso di stupefacenti, acquistati magari nella zona della stazione di San Donato o nel “boschetto della droga” di Rogoredo. Ciò potrebbe spiegare il fatto che le amiche non si siano avvedute dell’arrivo del mezzo agricolo. Delucidazioni in tal senso potranno tuttavia giungere solo dopo l’esecuzione degli esami tossicologici.

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