Milano, il comune revoca la licenza a tre società di noleggio di monopattini. De Corato: «Granelli se ne accorge con 6 mesi di ritardo»

Sosta vietata, infrazioni di ogni tipo al codice della strada e velocità da capogiro: Milano ridotta a una pista da rally. Palazzo marino costretto (controvoglia) ad intervenire

«Nei giorni scorsi l’Amministrazione ha notificato a tre operatori di monopattini elettrici in condivisione la revoca dell’autorizzazione a effettuare attività sul territorio di Milano. Dall'inizio della sperimentazione dello sharing di monopattini, il Comune ha avviato un costante monitoraggio dei veicoli messi a disposizione dei cittadini e del rispetto delle regole definite nell'avviso pubblico: verifiche che si aggiungono alla regolare attività sanzionatoria effettuata dalla Polizia locale per il rispetto delle regole del Codice della strada». È quanto si apprende da un comunicato stampa firmato dall’assessore alla Mobilità del comune di Milano Marco Granelli. 
Chiunque si avventuri nella giungla urbana di Milano tra traffico intenso, lavori in corso in ogni dove e velocipedi sfreccianti, si può rendere conto di come i monopattini elettrici abbiano aggravato gli atavici problemi del capoluogo lombardo. L’idea iniziale era buona, anche se forse azzardata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i monopattini in condivisione sono un bike sharing all’ennesima potenza. E tra divieti di sosta, velocità folli e anomalie dei mezzi, il comune è stato costretto ad una tempestiva azione di revoca della licenza. 
«A fronte di diverse rilevazioni di irregolarità a carico degli operatori e di reiterazione di comportamenti non conformi alle regole definite negli avvisi pubblici – si legge infatti nel testo divulgato dall’ufficio stampa di palazzo marino – si è reso necessario arrivare a questo provvedimento che impone ai tre operatori la cessazione delle attività e il ritiro dei veicoli entro metà novembre. In particolare, sono state riscontrate anomalie sul sistema di moderazione della velocità e della sosta».
Dopo le polemiche legate agli incidenti e alla difficoltosa convivenza tra i fruitori di questi mezzi di micromobilità elettrica e gli altri utenti della strada, i cervelloni del green ad ogni costo provano quindi a correre ai ripari: «La condivisione dei monopattini è stata accolta dai cittadini con molto favore e si è inserita rapidamente ed efficacemente nella ‘sharing mobility’ urbana. I monopattini consentono spostamenti agili e capillari, si integrano con la rete del trasporto pubblico e rappresentano un sistema innovativo e sostenibile, ma gli elementi a favore della sperimentazione attuata dal Comune di Milano non prescindono dalla sicurezza del mezzo e dall'utilizzo regolare del veicolo»
E pensare che il governo ha stanziato (anche se non ha ancora erogato) un discreto gruzzolo per far sì che il maggior numero di italiani si munisca al più presto di un proprio monopattino elettrico, nuova frontiera dell’ecologia urbana. Il tema del disciplinamento dei nuovi mezzi di trasporto resta caldo e dalle parti di Palazzo Marino -e non solo – avranno di che arrovellarsi.

Il commento tranchant dell'assessore alla Sicurezza stradale di Regione Lombaria Riccardo De Corato

«Dopo 207 incidenti dal primo giugno ad oggi dati Areu, dopo aver  messo in poche settimane 6000 monopattini sulle strade di Milano, dopo infinite segnalazioni che hanno anche portato la Procura di Milano ad indagare i manager delle otto società di sharing, con quasi sei mesi di ritardo, finalmente l’assessore Marco Granelli si è arreso e ha capito di aver fatto un errore. Fa piacere vedere, dopo mesi che denuncio la situazione monopattini a Milano, che il Comune ha revocato la concessione a tre operatori sharing (Bird, Helbiz e Circ) chiedendo loro di ritirare dalle strade del capoluogo lombardo ben 2.000 monopattini». Commenta così l’ex vice sindaco di Milano ed assessore regionale alla sicurezza stradale Riccardo De Corato, quanto dichiarato dall’assessore comunale alla mobilità Granelli.
«Evidentemente - continua l'esponente di Fratelli d'Italia -, come ripeto da tempo, la situazione è sfuggita di mano trasformando la città in una vera e propria giungla. Dall’oggi al domani, senza un piano di controllo né da parte del Comune né da parte delle società, sono stati riversati per le strade del capoluogo lombardo almeno 6.000 monopattini, come Palazzo Marino aveva annunciato fieramente. Da allora i sinistri, anche gravi, a bordo di questi mezzi sfreccianti si sono susseguiti e la sosta selvaggia sui marciapiedi è diventata un vero problema per i pedoni. Torno a ribadire - conclude De Corato- come sia necessario regolamentare l’utilizzo di questi mezzi green con l’obbligo del casco, assicurazione e targa (o un sistema di riconoscimento) per la sicurezza di tutti».
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