Peschieragate, Molinari show in Consiglio comunale: scarica il Comandante Grossi, incolpa la stampa, chiede finalmente scusa, e non si dimette

Una cinquantina di persone manifestano prima del Consiglio comunale per il Diritto di Critica ma poi gli viene negato l’ingresso in aula consiliare, il Presidente del Consiglio nega il Diritto di replica all’opposizione

In alto la manifestazione a sostegno dell'art.21 della Costituzione, in basso un momento del Consiglio comunale

In alto la manifestazione a sostegno dell'art.21 della Costituzione, in basso un momento del Consiglio comunale

Peschiera Borromeo, 31 luglio 2019 - Una cinquantina di persone hanno partecipato al presidio davanti al municipio in favore dell'Articolo 21 della Costituzione prima del consiglio comunale. Mentre i presenti al presidio testimoniavano le proprie ragioni alla stampa, i supporter del sindaco Molinari precettati dalla maggioranza, occupavano la sala Consigliare quasi in ogni ordine di posto. Tutto questo non per l’improvvisa voglia di partecipazione ma semplicemente per dispetto,  in modo che i manifestanti assiepati davanti al comune, non trovassero posto. A controllare il numero dei presenti in aula consiliare, che per questioni di sicurezza non deve essere superiore a 73, sono chiamati gli agenti della Polizia locale, usati questa volta come uscieri. Alle ore 21 in Consiglio comunale in un' atmosfera molto tesa, ha preso la parola la sindaca, che ha scaricato il comandante della polizia locale Claudio Grossi addebitandogli tutte le responsabilità di quello che è successo. Ha incolpato la stampa di non aver spiegato bene la vicenda e in particolare quella locale (7giorni N.d.r.) di aver voluto strumentalizzare la vicenda per montare il caso ad arte per colpire l'amministrazione comunale. Caterina Molinari a denti stretti ha finalmente chiesto scusa alla cittadina vittima della vicenda e ha allontanato le accuse di deriva autoritaria arrivate da più parti. La sindaca ha chiarito di non aver mai dato nessuna disposizione alla polizia locale per intervenire nei casi di offese sulle pagine social comunali. Smentendo così le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera. Carla Bruschi il nome di Forza Italia ha portato la propria testimonianza del colloquio avvenuto con la vittima della vicenda,  e ha ribadito come questa maggioranza non le abbia mai chiesto scusa. Infine ha chiesto a Caterina Molinari di dimettersi. Stessa richiesta dal gruppo misto di Massimo Chiodo il quale ha ricordato di come proprio lui fu autore di una mozione per la stesura di un regolamento per la gestione dei  profili social comunali, mozione poi respinta in favore della pubblicazione di una fantomatica policy mai vista. Luca Zambon ex sindaco e capogruppo del Pd ha ricordato come tutta la solidarietà che la maggioranza sta esprimendo al sindaco per la situazione salita alla ribalta delle cronache nazionali non sia stata espressa in precedenza a lui, quando fu ingiustamente accomunato sui giornali ai peggiori delinquenti di ndrangheta. Caterina Molinari non si è dimessa e i suoi consiglieri le hanno rinnovato la fiducia : «Ce l’hanno tutti con lei perché è giovane e donna» hanno dichiarato dai banchi della maggioranza. Davide Toselli  (M5S) invece ha posto l'attenzione come sia proprio la email che la signora ha spedito alla sindaca la prova di come Caterina Molinari fosse consenziente delle azioni della polizia locale, altrimenti avrebbe in qualche modo risposto alla signora assicurandosi dell’accaduto. Davide Toselli ha poi citato l’incredibile episodio legato alla PEC del cittadino trafugata dagli uffici del Comune e diffusa sui social, ha precisato le norme di legge infrante con questa azione. Pur non essendo previsto con la deroga concessa dalla Presidente del Consiglio la sindaca è intervenuta, rispondendo al M5S di aver aperto un' inchiesta interna appena venuta a conoscenza dell’episodio. L’opposizione per par condicio ha preteso invano di poter svolgere anch’essa un intervento, infatti la Presidente del Consiglio Isabella Rosso ha tolto ingiustamente la parola ai Consiglieri di opposizione. Non è la prima volta che Isabella Rosso dimostra di non essere in grado di sovraintendere ai lavori del  Consiglio comunale non garantendo i diritti di tutti i membri dell’assembla ma solo quelli della maggioranza. A seguito di questo comportamento i Consiglieri di opposizione hanno abbandonato l’aula  e i lavori sono proseguiti senza la minoranza. 
Giulio Carnevale
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